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La Lega Nazionale Dilettanti invita alla calma e chiede chiarezza mentre la presidenza della Federcalcio resta al centro del dibattito. Giancarlo Abete, alla presentazione di un nuovo hub sportivo a Torino, ha chiarito i limiti d’intervento della sua istituzione e ha lanciato un monito sulla necessità di recuperare competitività a tutti i livelli del calcio italiano.
Il ruolo della LND tra sport e questioni giuridiche
Abete ha sottolineato che la Lega Nazionale Dilettanti può occuparsi dei profili tipicamente sportivi. Non è possibile intervenire dove entrano in gioco aspetti giuridici o funzioni di vigilanza, riservate ad enti pubblici con responsabilità ufficiali. La frase mette in chiaro i confini operativi della LND.
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Nel suo intervento, il presidente ha anche ricordato la necessità di un rapporto più sereno tra le componenti del calcio. A suo avviso, la soluzione passa dal dialogo e da una visione lungimirante condivisa con figure come il presidente del Coni, Giovanni Malagò.
Tensione sulla presidenza FIGC e ripercussioni
La crisi alla guida della Federazione — acuita dalle dimissioni di chi la presiedeva — ha spostato l’attenzione pubblica dalla programmazione sportiva alle discussioni sul sistema di governance. Secondo Abete, questo spostamento penalizza i progetti sul campo.
Effetti immediati
- Maggiore attenzione ai ruoli istituzionali.
- Minore spazio per i contenuti tecnici e formativi.
- Rischio di rallentamento nei progetti di sviluppo giovanile.
La nazionale: segnali di allarme e prospettive
Sul piano tecnico, Abete non ha nascosto la preoccupazione per lo stato della nazionale. Dopo la sconfitta con il Belgio in Nations League, ha definito l’avvio del nuovo ciclo come impegnativo. Serve tempo per ricostruire, ha osservato, e non si potrà recuperare dall’oggi al domani.
Secondo il presidente LND, il problema non è solo la singola partita. È emersa una perdita di competitività a livello di selezioni e una difficoltà nel valorizzare i giovani talenti. Anche la diminuzione di calciatori italiani nelle massime serie incide sulla qualità delle scelte tecniche.
Quali mosse per ripartire: priorità e azioni concrete
Abete ha richiamato l’attenzione su misure pratiche per tornare ai livelli storici del nostro calcio. Ha richiamato il passato personale per sottolineare la gravità del momento. Ricordando la sua uscita dal ruolo nel 2014 dopo eventi difficili, ha detto di non aver immaginato una crisi così prolungata per la nazionale.

Interventi suggeriti
- Rafforzare i percorsi formativi per gli allenatori e i tecnici di base.
- Promuovere programmi mirati per la crescita dei giovani under 21.
- Favorire una collaborazione più stretta tra club professionistici e settore giovanile dilettantistico.
- Avviare monitoraggi periodici sulla presenza di giocatori italiani nelle prime divisioni.
La priorità rimane creare condizioni che permettano il recupero delle posizioni storiche del nostro calcio internazionale. Per ottenere risultati servono politiche condivise e tempi realistici di attuazione.












