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- Prime emozioni e l’impatto dell’esordio con la Nazionale A
- Perché Velasco punta su centrali non sempre altissime
- Come Bergamo ha accelerato la crescita tecnica
- Il Mondiale Under 21 2025: sensazioni e lezioni
- La svolta dopo i quarti: cosa è cambiato
- Trasferimento tra Nazionali e il valore della trafila giovanile
- La mentalità: lavorare con Velasco sull’errore
- Ritmo degli allenamenti e adattamento alla vita in ritiro
- La convocazione: emozione e condivisione con la famiglia
- Obiettivi personali: imparare dalle campionesse e crescere
- La scelta di Conegliano: confrontarsi con nuove sfide
- Critiche tecniche, uso dei video e punti su cui lavorare
- Le amichevoli contro la Francia: debutto e supporto del gruppo
- Dove vedere l’intervista completa su OA Sport
Linda Manfredini, centrale azzurra nata nel 2006 e nel giro di Julio Velasco, è stata ospite di Volley Night su OA Sport. Nell’intervista ha raccontato emozioni, adattamenti e le tappe che l’hanno portata dalla giovanile al mondo della Nazionale A.
Prime emozioni e l’impatto dell’esordio con la Nazionale A
Linda ha ammesso di essere rimasta sorpresa dalla chiamata estiva con Velasco. La gioia è stata intensa e ha descritto l’ambiente di allenamento al Pavesi come molto impegnativo ma anche divertente. Ha sottolineato l’importanza del gruppo e la cura del dettaglio nei ritiri.
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Perché Velasco punta su centrali non sempre altissime
Secondo Manfredini, lo staff tecnico non si concentra solo sull’altezza. Velasco incoraggia le giocatrici più giovani e mette l’accento su tecnica e mentalità. La motivazione è preferita all’etichetta fisica, e ogni centrale può trarre spunti da modelli affermati.
Modelli da imitare
- Anna Danesi: esempio nel muro e nella lettura del gioco.
- Sara Fahr: riferimento per la rapidità d’attacco.
Come Bergamo ha accelerato la crescita tecnica
Il passaggio a Bergamo è stato decisivo. Dopo un anno a Casalmaggiore con poco spazio, Bergamo le ha dato fiducia. Lo staff ha lavorato su aspetti specifici.
- Potenziare il muro.
- Rendere più incisivi servizio e attacco.
- Allenamento tattico e preparazione mentale.
Linda definisce quell’esperienza come l’apprendistato per diventare atleta professionista, dentro e fuori dal campo.
Il Mondiale Under 21 2025: sensazioni e lezioni
Il ricordo del titolo mondiale resta vivido. Non è stata una vittoria semplice, ma proprio la sofferenza l’ha resa speciale. Tra impegni scolastici e gare intense, la squadra ha imparato a gestire la pressione.
Le partite chiave hanno insegnato a essere più aggressive, a rischiare e a sostenersi nei momenti difficili.
La svolta dopo i quarti: cosa è cambiato
Nel torneo la squadra ha avuto alti e bassi. Dopo alcune difficoltà iniziali, il gruppo si è confrontato e ha deciso di cambiare atteggiamento. La scelta è stata quella di aumentare l’aggressività e ridurre la paura dell’errore.
Trasferimento tra Nazionali e il valore della trafila giovanile
Linda parla della trafila nelle nazionali giovanili come di un passaggio fondamentale. Entrare nelle selezioni ti insegna a comportarti in un contesto professionale e ti mette a contatto con allenatori esperti.
Questo percorso facilita il salto verso la Nazionale A e aiuta a capire le dinamiche di squadra.
La mentalità: lavorare con Velasco sull’errore
Un elemento ricorrente è il modo in cui lo staff tratta l’errore. Velasco promuove l’idea che sbagliare sia inevitabile e utile. Si impara dall’errore, non si viene punite per questo, dice Linda.
Ritmo degli allenamenti e adattamento alla vita in ritiro
La differenza principale rispetto alla fine stagione con il club è il carico di lavoro. In Nazionale gli allenamenti sono più lunghi e intensi. Questo ritmo aiuta la squadra a performare meglio in partita.
Vivendo insieme, la concentrazione resta alta, pur mantenendo spazi di libertà personali.
La convocazione: emozione e condivisione con la famiglia
Quando ha saputo della chiamata, la prima persona informata sono stati i suoi genitori. Linda ha spiegato che per lei è importante condividere questi momenti con la famiglia, che la segue da vicino.
Obiettivi personali: imparare dalle campionesse e crescere
Portare a casa le caratteristiche di Danesi e Fahr è una priorità. Dal muro di Danesi vuole apprendere la lettura del gioco. Da Fahr ammira l’anticipo e la velocità nel primo tempo.
Essere in panchina dietro due titolari di alto livello non spaventa Linda. Al contrario, lo considera uno stimolo e un onore.
La scelta di Conegliano: confrontarsi con nuove sfide
La chiamata di Conegliano ha fatto riflettere Linda. Cambierebbe il suo ruolo in squadra e le responsabilità. Ha valutato il rischio di avere meno minuti in campo contro il vantaggio di allenarsi con compagne d’altissimo livello.
Decidere di andare a Conegliano per alzare il livello è stata una scelta maturata con attenzione.
Critiche tecniche, uso dei video e punti su cui lavorare
Un allenatore le ha fatto notare la necessità di migliorare a muro. Da allora Linda si è concentrata su questo fondamentale, spesso rivedendo le proprie prestazioni in video.
- Analisi dei video per correggere la tecnica di salto.
- Osservazione di altre centrali con caratteristiche simili.
- Allenamenti mirati su tempismo e lettura.
Per lei il muro resta il margine di crescita principale.
Le amichevoli contro la Francia: debutto e supporto del gruppo
Nel doppio impegno con la Francia l’emozione dell’esordio si è mischiata al supporto delle compagne più esperte. Linda ricorda l’aiuto di giocatrici come Carlotta Cambi e Fersino.
Le due partite hanno offerto spunti diversi: buona prestazione nella prima, qualche difficoltà in più nella seconda, ma con una vittoria netta alla fine.
Dove vedere l’intervista completa su OA Sport
Per chi vuole approfondire, l’intervista integrale è disponibile sul canale YouTube di OA Sport nella puntata di Volley Night. Linda parla a lungo di carriera, tecnica e futuro con sincerità e concretezza.












