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Anna Gray si racconta senza filtri: l’ala centrale di Chieri ’76 e della Nazionale parla del lungo stop per il ginocchio, del ritorno in campo e dei traguardi che vuole raggiungere. L’intervista tocca aspetti fisici, tecnici e personali, offrendo uno sguardo diretto sulla fase di recupero e sui progetti futuri.
Stato dell’infortunio e percorso di riabilitazione
Dopo l’operazione a Torino, Gray sta seguendo un programma di recupero serrato. Il quadro è positivo, ma la ripresa richiede pazienza.
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- Intervento chirurgico: ricostruzione del legamento crociato anteriore e trattamento del menisco.
- Situazione attuale: il ginocchio è stabile e la fase acuta è passata.
- Progresso fisico: tolte le stampelle, ora si lavora sul carico e su esercizi di forza come gli squat.
La centrale parla con realismo dei tempi: il ritorno potrebbe avvenire intorno a ottobre, rispettando un arco di circa sette-nove mesi. Tuttavia, per ritrovare la forma ideale potrebbe servire fino a un anno. Per lei è la prima lesione seria e affronta il percorso con metodo, rispettando i passaggi previsti dalla riabilitazione.
Come cambia il gioco della centrale dopo l’infortunio
Il ruolo della centrale richiede fisicità e lettura del gioco. Gray spiega come l’allenamento e l’esperienza abbiano modellato il suo istinto a muro.
- Studio costante delle alzatrici e delle situazioni di gioco.
- Allenamenti specifici per migliorare tempo e timing del muro.
- Importanza della forza fisica nelle partite di alto livello.
Il muro rimane il cuore della sua identità tecnica. Non punta solo ai punti, ma a offrire un contributo difensivo e strategico alla squadra.
Relazione con le palleggiatrici: fiducia e attenzione
A Chieri la convivenza con le diverse registe ha fatto crescere la sua capacità di lettura. Gray sottolinea il valore di una palleggiatrice stabile e leader sul campo.
Tra le colleghe elogia in particolare Van Aalen, una compagna che la mette costantemente alla prova anche in allenamento. Nella lista delle più difficili da interpretare cita Ognjenović e Volosz. Il confronto quotidiano è per lei una scuola fondamentale.
Esperienza azzurra: l’ingresso in Nazionale e il clima di gruppo
La chiamata in Nazionale nel 2025 ha segnato una svolta. Anna racconta di essere entrata in un gruppo già consolidato e di essersi sentita subito accolta.
Il gruppo azzurro è descritto come una famiglia, dove ogni giocatrice ha il suo ruolo. L’allenatore lavora sui risultati e sul comportamento durante la stagione, dando indicazioni chiare sul contributo richiesto a ciascuna atleta.
Impatto della convocazione
- Maggiore consapevolezza del proprio valore.
- Necessità di adattarsi a dinamiche già rodate.
- Supporto continuo da parte delle compagne e dello staff.
Obiettivi a breve e medio termine
Oltre al ritorno in campo dopo l’infortunio, Anna ha progetti concreti sia sul piano personale che sportivo.
- Personale: matrimonio previsto nel 2027.
- Con la Nazionale: consolidarsi e contribuire ai successi del team azzurro.
- Con il club: puntare alla finale di Coppa Italia, tornare a vincere una competizione europea e giocare playoff intensi, incluso l’ipotesi di una gara 5 contro Conegliano.
Questi obiettivi guidano la sua riabilitazione e la motivano giorno dopo giorno. L’approccio è pragmatico: piccoli traguardi percorsi per step, verso il ritorno alla piena forma.












