No Brozo, no party: Inzaghi chiamato a trovare una soluzione

I nerazzurri con ogni probabilità dovranno fare nuovamente a meno di Brozovic anche domani sera contro la Fiorentina. Inzaghi adesso è chiamato a non ripetere gli stessi errori e trovare una soluzione.

Scritto da Manuel Delon  | 
Inzaghi e Brozovic

No Brozovic, no party. E' questo il mantra che si è ripetuto nel corso delle ultime settimane dei nerazzurri. Precisamente in occasione delle sfide contro il Sassuolo e il Torino, dove il croato, prima per squalifica poi per problemi fisici, è stato assente.

Assenza che pare potraersi anche per la sfida di domani sera alle 18 contro la Fiorentina, a San Siro. Stando a quanto emerge dai media, il regista dell'Inter non ha ancora smaltito del tutto il fastidio procuratosi al polpaccio durante il ritorno degli ottavi di Champions League contro il Liverpool.

Con ogni probabilità, dunque, Simone Inzaghi dovrà nuovamente fare a meno del cervello della squadra. Non il massimo per il tecnico nerazzurro, che nelle ultime sfide dove non ha potuto contare sull'importanza del croato non ha raccolto nessuna vittoria, perdendo contro il Sassuolo e pareggiando contro il Torino per il rotto della cuffia.

L'esatta dimostrazione che quando si dice che l'Inter ruoti attorno a Brozovic, dipendendo da lui per almeno il 70% non si scherza. Pertanto Inzaghi è chiamato a trovare una soluzione diversa da quella attuata ultimamente: cioè, semplicemente sostituire Brozovic con una delle riserve, lasciando intatti il solito 3-5-2 e i gli schemi che ne vengono di conseguenza.

Non basta togliere una pedina e posizionarne un'altra, anche perché Marcelo di secondo nome fa regista mentre i vari Vecino, Gagliardini, Vidal o anche Barella non hanno nelle loro corde le capacità di play basso. E in un modulo che si appoggia completamente sulla prestazione del regista, schierare un giocatore che non lo sia - come si è visto - porta solo guai.

Di conseguenza, una delle papabili soluzioni migliori è proprio quella di cambiare l'assetto della formazione. L'Inter ha in rosa numerosi esterni, duttili sia per una questione di ruolo/fascia -possono fare terzini, esterni o Ali, sia sulla destra che sulla sinistra - che per una questione tattica dal momento che sanno affrontare ogni fase della manovra che gli si presenta.

Nell'immediato, considerando che magari non c'è abbastanza tempo per consolidarsi su altri tipi di moduli, c'è il 3-4-2-1: con Gosens e Dumfries sulle fasce, Barella e Gagliardini/Vidal a centrocampo, e Perisic e Calhanoglu dietro la punta (Dzeko o il Toro) se si vuole più equilibrio o Lautaro e Correa dietro a Edin se c'è necessità di segnare.

Vista le difficoltà intraviste già in passato con Conte, il 3-4-1-2 dà meno sicurezze nella fase di non possesso ma considerando la crescita della difesa e lo stile di gioco d'Inzaghi più alto e aggressivo può essere una valida possibilità: si baserebbe sul portare la fase di regia nella trequarti, nonché il ruolo e la mansione che calzano a pennello per quelle che sono le qualità di Sanchez che diventerebbe a tutti gli effetti un play avanzato.

E ci sono tanti altri tipi di soluzione, come il 3-4-3 o il 4-4-2 scolastico. Inzaghi ha l'imbarazzo della scelta per rimettere l'Inter in carreggiata anche senza Brozovic. E non è detto che riuscirà subito a pescare la carta giusta dal mazzo ma in questi casi è anche solo importante provarci, provare a smuovere la situazione anche senza il proprio cavallo di battaglia. Perché se sei l'Inter, no Brozo no party non esiste

 

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