Doveva arrivare una vittoria ed una vittoria è arrivata.

Al Meazza arriva una squadra giovane e che, grazie alla sorprendente vittoria nella prima giornata in casa del Benfica, ha grosse ambizioni in un girone apertissimo ed insidioso.

Era fondamentale fare bottino pieno per arrivare al giro di boa con 7 punti vincendo entrambe le partite in casa, non farlo significava complicarsi la vita in ottica primo posto ma non solo, anche perché la Real Sociedad sta volando.

Ci si aspettava che gli austriaci schierassero la solita formazione che utilizzano da anni e fanno tutt'ora (ne parliamo qui), ma l'allenatore sorprende tutti e mette in campo un 4231 rinunciando alla doppia punta, relegando di fatto Konaté alla panchina.

Inzaghi che invece panchina Barella, apparso non brillantissimo nell'ultimo periodo, per Frattesi, Thuram per Sanchez e Carlos Augusto per Dimarco, con Dumfries che si riprende il posto sulla fascia.

Le formazioni ufficiali.

Chiaramente il cambio di formazione degli ospiti cambia tutte le carte in tavola: si passa da un 4312 iper verticale ad un 4231 che riesce a coprire meglio l'ampiezza, sulla carta.

Anche i cambi di Inzaghi modificano un po' la solita struttura, con Frattesi che sicuramente toglie qualità in palleggio alla squadra per favorire inserimenti e presenza in zona gol.

Con il nuovo assetto tuttavia non cambia la costruzione del Salisburgo, che continua ad essere caratterizzata dai centrali molto larghi per favorire le salite dei terzini e Gourna-Douath+Bidstrup in appoggio centralmente.

Gourna Douath che si muoveva spesso aggiungendosi alla linea dei difensori per togliere un uomo al centrocampo interista, spesso Frattesi.

In quel caso Kjaergaard scendeva in appoggio.

L'Inter orientava il pressing verso le fasce, le due punte prendevano i due centrali, i quinti si occupavano dei terzini, Mkhitaryan a uomo su Bidstrup, Calha e Frattesi si dividevano Gourna-Douath, Gloukh e Kjaergaard e i braccetti salivano sulle mezzepunte.

Frattesi chiaramente stringe la posizione.

In pressione alta i Nerazzurri hanno fatto molto bene, gli austriaci hanno utilizzato tante volte il lancio lungo per superare le linee di pressione, tuttavia hanno concesso troppo facilmente filtranti verso la zona di rifinitura, sempre presidiata da almeno due giocatori e miglior arma a loro disposizione.

Complice di ciò la gara difensiva non all'altezza del terzetto di centrocampo, che non ha assicurato il giusto filtro ai tre di difesa permettendo troppe volte l'attacco linea per vie centrali.

Calha rientra da una pressione su Gourna-Douath ma lo fa troppo passivamente, Frattesi sbaglia a non leggere la situazione non stringendo su Kjaergaard.
Anche qua, passaggio che passa troppo facilmente, Calha deve stringere di più.

A guadagnarci è stato soprattutto Gloukh, è infatti nota la sua capacità di ricevere tra le linee ed orientare il controllo in spazi stretti, ma è stato molto bravo a svariare su tutto il fronte offensivo non facendo mai leggere la sua posizione all'Inter, che lo ha sofferto tutta la gara.

Barella esce sul terzino ma così facendo svuota il centrocampo, Calha è leggermente staccato e Gloukh può ricevere e girarsi.
Più o meno stesso principio di prima, ma sulla fascia. Ricevendo lì Gloukh assicura la superiorità numerica su quella zona di campo. Anche qui Inter messa molto male in campo: chi sta pressando Calha?

Ero molto curioso di vedere come avrebbe pressato il Salisburgo col nuovo assetto tattico, ma anche ieri hanno proposto un'aggressione molto reattiva e orientata sulle fasce, con le solite rotazioni e la linea di passaggio verso Calhanoglu sempre oscurata.

Le mezzepunte vanno sui braccettise la palla si sposta verso il loro lato forte, sul centrocampista se si sposta verso il loro lato debole.
Se Dumfries scendeva veniva pressato dal terzino Ulmer, Frattesi in questi casi si smarcava sempre alle spalle, probabilmente per favorire la linea di passaggio verso la punta.

Nei primi minuti la squadra di Struber ha sofferto gli smarcamenti di Frattesi quando l'Inter costruivano sulla destra.

L'italiano seguiva la palla ed andava a ricevere su passaggio di Pavard alle spalle di Kjaergaard, che si lamentava coi compagni dato che rendevano la sua pressione inutile.

Ulmer era a uomo su Dumfries, Gloukh non faceva mai in tempo a seguirlo.

Dopo un paio di pressioni saltate per questo motivo, Ulmer ha cominciato ad aggredire Frattesi lasciando la sua marcatura su Dumfries, l'Inter ha dovuto arrangiarsi trovando nuove soluzioni. 

Dopo quell'accorgimento era Pavlovic ad uscire su Dumfries, i Nerazzurri non sono mai riusciti ad uscire dalla pressione sulla destra.

Sempre la mezzala italiana appena riusciva si esonerava dai compiti di costruzione per occupare zone più offensive, lo si può evincere anche guardando i suoi dati in costruzione: solo 31 tocchi, 9 passaggi su 16 riusciti (56%!).

A volte i Nerazzurri risentivano di questo aspetto, anche perché nel caso di perdita del possesso nella propria trequarti poteva contare su un uomo in meno per recuperare i pallone.

Mkhitaryan sbaglia il passaggio e Kjaergaard (su Frattesi) si può avventare sul pallone senza pressione.

Altre volte è risultato molto utile, le sue capacità di attacco alla linea, soprattutto dal lato debole, possono fare la differenza.

Gli austriaci erano inoltre molto aggressivi sulle punte, i centrali rompevano sempre la linea e li seguivano ovunque.

L'Inter a mio parere non ha sfruttato a dovere la cosa secondo me, in un paio di occasioni era riuscita a manipolare questo aspetto a suo favore, un po' come ha fatto con la Fiorentina o con il Bologna, se ricordate.

Pavlovic attirato da Lautaro, Sanchez può muoversi alle sue spalle ed attaccare la profondità. Dumfries sbaglia però il passaggio.

Oltre a questo sono dell'idea che avrebbero potuto sfruttare maggiormente anche i difetti nel difendere l'ampiezza degli avversari, cercando poche volte cambi gioco (ma quando l'hanno fatto, ha sempre portato a qualcosa).

Solet attirato da Sanchez, Pavlovic da Lautaro ed Ulmer da Frattesi: Dumfries libero.

Anche perché Dumfries aveva un mismatch importante contro Ulmer, sia in termini di fisicità che si freschezza (l'austriaco ha 37 anni ed era solo alla terza presenza da titolare in stagione, la prima in assoluto in Champions).

Ogni volta che l'ha puntato infatti è riuscito a superarlo creando un'opportunità.

Oltretutto, ad inizio partita Pavlovic cercava il lancio per la sua corsa, ma ogni volta che l'Inter riusciva a recuperare il pallone il terzino non faceva in tempo a ripiegare in difesa.

Dopo questa potenziale occasione ha smesso di sbilanciarsi così tanto.

E' stata dunque un'Inter da “posso ma non voglio”: ha esaltato i punti di forza dell'avversario e sfruttato poco i propri.

I gol sono arrivati entrambi da chiusure mancate del mediano avversario Gourna-Douath, che è arrivato in ritardo su entrambe le occasioni, facilitando il lavoro ai padroni di casa.

Quello del Salisburgo invece arriva da una mancanza di cupertura dei centrocampisti, a confermare la mancata applicazione in fase difensiva soprattutto di Calhanoglu e Frattesi.

Palla lunga per Simic, qui sta per stopparla eppure nessuno dei due sembra voler ripiegare.
Al momento dell'assist decisivo Frattesi ancora corre a bassissima intensità, Calha non è nemmeno nell'inquadratura(!).

Nonostante la prestazione non brillantissima la squadra di Inzaghi non ha rischiato troppo (solo 0.49xG concessi), ma poteva certamente vincere con più tranquillità.

Quel che conta però è il risultato soprattutto in serate come questa e speriamo che arriveranno a Salisburgo più preparati, una vittoria significherebbe la qualificazione matematica e la certezza di poter decidere il proprio destino per il primo posto all'ultima giornata con la Real Sociedad (anche se dovessero vincere entrambe le prossime due e l'Inter perdere a Benfica).

Importante adesso concentrarsi sulla sfida casalinga contro la Roma, che commenteremo insieme.

 

 

 


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