Al fianco di Onana, contro le penne "avvelenate" e le critiche preventive

Scritto da Marco Corradi  | 

“Miaaaaaa!!!! Onana. Da leggere anche come esclamazione: O Nana. E non l'ha presa, no. Alla Forrest Gump: Onana è chi la papera fa. Il futuro portiere dell'Inter si sta specializzando, sta conseguendo un Master in Papere, mettiamola così". (il pedagogo Furio Zara su Gazzetta)

“Dal manuale del Calcio, capitolo dedicato all'uscita del portiere. Sta scritto che il gesto dell'uscita si scompone in fase di avvicinamento, di sbilanciamento e di presa. Onana le ha toppate tutte e tre. Si raccomanda ancora che la fase di presa deve avvenire con le braccia distese, indirizzate e allineate verso il pallone, per evitare il contatto con l'avversario. Eh, credici. Quando a scuola hanno spiegato l'uscita, Onana era assente non giustificato. O chissà: guardava il paesaggio fuori dalla finestra” (sempre Furio Zara, nel prosieguo del pezzo da Pulitzer pubblicato oggi sulla Rosea).

André "Mani di Frolla" Onana (ancora lui, FZ)

Inter, Onana “elimina” il suo Ajax: le papere, il doping, Eto'o e le squadra che lo bocciò perchè nero (?). Chi è il futuro portiere nerazzurro (Corriere della Sera)

Crocifissione preventiva, senza (apparente) appello. Il trattamento che sta subendo André Onana, per il momento senza interventi diretti e/o indiretti da parte di quello che sarà il suo prossimo club, fa sinceramente ribrezzo. Come CalciomercatoInter, e come giornalisti in generale, non abbiamo mai creduto a quello che è uno dei mantra dei tifosi sui social: l'Inter bersagliata volontariamente sui media. Non possiamo però fare a meno di notare la sequela di “notizie” odierne sui nerazzurri ("rimpianto Eriksen", Inzaghi furioso con la squadra, rinnovo di Inzaghi bloccato ecc ecc) e, soprattutto, lo stillicidio su Onana

Viviamo nella società dell'ostentata perfezione, anche quando non c'è. Quella in cui creiamo realtà fittizie sui social, dove siamo tutti supereroi. Quella in cui, per citare una nota canzone, “nessuno vuole essere Robin”. E così, due errori bastano per giudicare un portiere che buona parte degli addetti ai lavori ha visto all'opera solo in Champions League. Le sentenze prima del contesto, le sentenze prima di aver visto il giocatore arrivare in Serie A. Ci siamo già passati, varie volte: ricorderete tutti il fenomenale “Quest'uomo vale 83mln?”, oppure altre critiche ad allenatori e/o giocatori arrivati dall'estero, non necessariamente dell'Inter. Eppure, la (forte) sensazione è che questa volta si sia superato il limite, e questo è ciò che fa infuriare. Attacchi personali che vanno contro ogni norma deontologica, etica e (diciamolo) umana. 

Onana ha sbagliato? Sì, ed è evidente. Un'uscita improvvida, nei tempi e nelle misure, un'uscita da portiere “arrugginito”. E come dargli torto. Da febbraio 2020, l'estremo difensore ha vissuto un incubo. La squalifica di nove mesi, arrivata nel momento migliore, l'ha fermato fino a novembre: si è potuto allenare solo da settembre, ha giocato la prima gara a inizio dicembre e si è ritrovato ai margini dell'Ajax. Il motivo è presto detto: aveva comunicato il mancato rinnovo, quindi status di emarginato nella rosa, allenamenti con lo Jong Ajax (inizialmente) e presenza in campo ridotta ai minimi termini. Davanti a lui Pasveer e, fino all'infortunio, anche Stekelenburg. Zitto zitto, ha lavorato e ha provato a riprendersi la fiducia dei Lancieri e di ten Hag: tre gare in KNVB Beker, il “contentino” della titolarità nell'ultima giornata di Champions League (Besiktas) e poi altre panchine. 

In seguito, la Coppa d'Africa, tra luci e ombre: grandi parate e grandi uscite, ma anche un gravissimo errore nella finalina 3°/4° posto contro il Burkina Faso, arrivato lo stesso giorno dello svarione nel derby di colui che dovrebbe sostituire, un Handanovic tutt'altro che impeccabile. Il resto è storia recente: Pasveer si infortuna, Onana resta l'unico portiere a disposizione dell'Ajax e gioca ogni gara a partire dal 27 febbraio: molto bene in Eredivisie, molto bene ieri, fino allo svarione (in coabitazione col difensore e con la marcatura “allegra” su Darwin Núñez) che è costato l'eliminazione all'Ajax e ha scatenato l'ondata d'odio e la crocifissione nei confronti del portiere camerunense. 

Onana, sette gare nell'ultimo anno, non è diventato scarso di colpo. È sempre il portiere che aveva incantato nella Champions League 2018/19 e fino al febbraio dell'anno scorso, coi suoi pregi e i suoi difetti: bravissimo coi piedi (centrocampista aggiunto), dotato di una reattività superiore alla media e di grandi intuizioni, non impeccabile in uscita (ma neanche Donnarumma lo era) e a volte tendente alla parata per i fotografi piuttosto che all'intervento “funzionale”. Un ottimo portiere, a maggior ragione se acquistato a parametro zero, e un giovane sul quale si doveva investire. L'Inter è stata brava a farlo, conoscendo benissimo la situazione. L'attuale Onana è arrugginito dal lungo stop: gli mancano gli automatismi, la sincronia con una difesa che è cambiata nell'ultimo anno e la fiducia di un ambiente che si prepara a vederlo partire a costo zero. Questione di condizione e di fiducia da ritrovare, per poi buttarsi nell'avventura-Inter con entusiasmo e voglia di spaccare il mondo.

Onana può prendere il posto di Handanovic, tutt'altro che esente da colpe negli ultimi tre anni, e si merita un trattamento differente. Gli stessi guanti di piombo con cui viene trattato a livello mediatico Handa, sempre giustificato nonostante gli errori e i ripetuti svarioni dell'ultimo periodo, sarebbero stati l'accoglienza migliore, per poi giudicarlo dal vivo in Italia. Il trattamento che ha ricevuto (giustamente) un ottimo portiere come Maignan, per intenderci. Non è stato così, e la speranza è che queste critiche non demoralizzino il camerunense, che comunque ha sempre saputo reggere la pressione. Da ragazzo lasciò le giovanili del Barça per ripartire da zero nelle fila dell'Ajax, senza sapere la lingua e conoscere l'ambiente. Una scommessa vinta. E ora ce n'è un'altra da vincere, per zittire tutti coloro che hanno fatto andare la penna nei mesi precedenti al suo arrivo. Lukaku ci è riuscito e si è preso enormi rivincite, ora tocca a Onana. Forza André!


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