Marotta e Ausilio rinnovati, certezze rinnovate: l'ascesa dell'Inter con loro due

I rinnovi di Marotta e Ausilio rigenerano sicurezza nelle mura nerazzurre, cosa che negli hanno saputo garantire.

Scritto da Manuel Delon  | 
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Giovedì è stato messo in atto il secondo colpo più importante dell'ultimo decennio dell'Inter: il rinnovo in blocco di Marotta e Ausilio fino al 2025.

Come il secondo? Sì, il secondo. Perché il titolo di miglior affare in assoluto dei nerazzurri in questi 10 anni se lo aggiudica l'ingaggio di Giuseppe Marotta, avvenuto nell'ormai lontano 13 Dicembre 2018. Il - benedetto - giorno nel quale fu tracciato il solco che portò all'ascesa della Beneamata.

TASSELLO MANCANTE - Con l'arrivo di Beppe fu posizionato un tassello importante e fondamentale per un reparto manageriale: ovvero l'amministratore delegato. Come volevasi dimostrare, infatti, tutti gli ingranaggi che facevano funzionare la dirigenza nerazzurra presero a girare alla perfezione. A partire da Ausilio: il dirigente sportivo fino ad allora, oltre ad occuparsi dell'area tecnica della squadra, aveva più compiti da svolgere, tra cui quelli del direttore generale. Ruolo che, date le mansioni che richiede, non gli compete e che lo ha messo in palese difficoltà, andandolo a penalizzare anche nel campo dove se la cava: il mercato. Ma ecco che una volta affiancatogli Marotta, in grado di saper prendere decisioni importanti e aver la risolutezza adeguata per mantenerle, il dirigente proveniente da Cinisello ha dimostrato grandi capacità nel finalizzare ottime operazioni di mercato.

POLSO DURO - Un fattore fondamentale per la gestione di una grande squadra e garantire serietà e una mentalità forte all'interno dell'ambiente nerazzurro. Lo abbiamo visto, in proporzioni ridotte, con Naingollan, solito a condurre una vita extra calcistica oltre le righe: ritardo agli allenamenti? Bene, stai fuori la prossima. E' bastata una volta che il belga da quel momento in poi è sempre stato puntuale. Poi c'è il caso più importante di tutti, quello di Icardi: il suo agente, Wanda Nara, va a fare show nelle trasmissioni televisive in merito al rinnovo, raccontando frottole destabilizzanti per il proprio tornaconto? Bene, ti tolgo la fascia da capitano, vediamo se ragioni. Non ragiona e si "infortuna"? Bene, sei fuori definitivamente dal progetto. Così nell'estate del 2019 Mauro Icardi fu venduto al Psg per la modica cifra di 50 milioni + 22 di bonus e preso Romelu Lukaku a cifre simili. La mossa che sancì definitivamente la professionalità che deve vigere e vige all'Inter.

SUPER OPERAZIONI - Pronti e via e  Marotta combina una marotta: il grande - a quei tempi lo era eccome - Godin a zero per l'estate del 2019. Successivamente, una volta arrivato Luglio, i dirigenti nerazzurri hanno messo in fila acquisti dal valore tecnico importante e con un gran futuro davanti: Nicolò Barella e Romelu Lukaku in primis. Come ben sapete, saranno le fortune dell'Inter. Lo stesso, in teoria, pure Stefano Sensi, che nei primi mesi dal suo arrivo fece il bello e il cattivo tempo nel centrocampo nerazzurro ma a causa degli infortuni non riuscì a mantenere con costanza quel livello di prestazioni. L'inverno successivo è la volta dell'acquisto di un top player a tutti gli effetti: ovverosia di Christian Eriksen. Ci metterà un po' a trovarsi all'interno del gruppo ma quando lo farà, sarà la svolta dell'Inter per la corsa allo scudetto. L'estate dopo, quella del 2020, a sorpresa arriva un altro profilo internazionale dal potenziale enorme: Achraf Hakimi. Semplicemente una freccia in grado di scardinare qualsiasi difesa avversaria. Infine, tra le super operazioni targate Marotta e Ausilio, si riserva un posto l'acquisto di Robin Gosens, avvenuto in questo inverno. Ancora non ha dimostrato nulla ma in base a quello che ha dimostrato prima, si fa fatica a non definirlo un grande colpo.

SCELTE INTELLIGENTI - I giocatori sono importanti ma per far sì che lo diventino e lo siano con costanza c'è bisogno di un allenatore. E questo Marotta lo sa bene. Tant'è che quando ebbe la possibilità di poter prendere un top player qualsiasi, lui scelse Antonio Conte. Mai scelta fu più azzeccata: il tecnico leccese al suo primo anno riporta i nerazzurri a giocarsi qualcosa che conta come la finale di Europa League, purtroppo persa contro il Siviglia, e termina il campionato secondo in classifica; e al suo secondo conquista il 19esimo scudetto della storia dell'Inter dopo 11 anni dall'ultimo vinto. Tutto questo caratterizzato da una costante che forse vale più dei titoli: la crescita continua e la valorizzazione della rosa a disposizione. Così gli acquisti fatti da Marotta e Ausilio sono diventati grandi acquisti. Peccato che poi le strade si sono separate ma è proprio qui che i dirigenti nerazzurri si sono superati, prendendo Simone Inzaghi. Un allenatore emergente, dalle grandi capacità tecniche e perfettamente adatto all'Inter che c'era al tempo e che c'è tutt'ora con qualche cambio subito rispetto a quella precedente. Come volevasi dimostrare, il tecnico piacentino, al suo primo anno, ha conquistato la Supercoppa Italiana, gli ottavi di Champions - che mancavano ormai da 10 anni -, la semifinale di Coppa Italia e si trova in piena lotta per lo scudetto. Con tanto di stile gioco propositivo e incantevole. Insomma, anche qui Marotta e Ausilio si sono superati.

TENACIA - Trattasi dell'elemento che ha salvato l'Inter quest'estate da una sorte ben peggiore di quella che potrebbe essere quest'oggi: la tenacia. Senza quella, dopo l'addio di Conte, di Pintus e di Oriali, più le cessione di Hakimi e Lukaku, i nerazzurri con ogni probabilità sarebbero sprofondati. Ma quella c'era, eccome se c'era. Così i dirigenti nerazzurri si sono rimboccati le maniche ed hanno corso ai ripari con le poche disponibilità economiche in mano, costruendo una squadra che nonostante tutto fosse competitiva. Che non sarebbe potuto essere quella dominante dell'anno precedente ma che almeno fosse in grado di potersela giocare alla pari di tutti per il titolo. E così è stato. Inoltre, hanno rinnovato gran parte dei giocatori importanti della rosa, a partire da Lautaro e Barella, e chi ancora non è giunto ad un accordo si trova in dirittura di farlo, ovvero Brozovic e Perisic: sostanzialmente tutti i calciatori di livello sono stati rinnovati. E non è tutto. Marotta e Ausilio questo invento si sono messi a fare un cosa che non si vedeva da tempo: programmare. Qualcosa che, trovandosi in difficoltà, era impensabile. Eppure lo hanno fatto e nei programmi c'è una grande Inter.

E questo è ciò che è stato di Marotta e Ausilio fino ad oggi e ciò che sarà almeno fino al 2025.


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