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Il Circuit of the Americas mette sempre sotto pressione gli pneumatici e promette una gara dove la gestione delle mescole può decidere il risultato. Tra curve veloci, frenate intense e un asfalto che non perdona, i team devono bilanciare grip e durata per restare competitivi. Pirelli arriva con proposte studiate per queste condizioni, offrendo soluzioni che favoriscono strategie sia ad una sosta sia a due.
Perché COTA mette alla prova le gomme
Il tracciato texano combina caratteristiche che stressano gli pneumatici in modo particolare.
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- Carichi laterali elevati nel primo settore spingono le gomme al limite nelle curve veloci.
- Le frenate violente richiedono resistenza alle alte temperature e stabilità strutturale.
- L’asfalto è noto per essere abrasivo e irregolare, fattore che accelera il degrado.
- La variabilità climatica può complicare la gestione delle pressioni e delle temperature.
La proposta Pirelli: mescole calibrate per equilibrio
Pirelli ha studiato una gamma di mescole pensata per bilanciare prestazione e durata.

- Mescole più morbide per massimizzare il grip nelle fasi di qualifica e stint brevi.
- Opzioni più dure per chi cerca durata e costanza sul passo gara.
- Soluzioni intermedie per chi vuole flessibilità strategica durante la corsa.
La scelta mira a offrire alternative che permettano sia ritmo aggressivo sia gestione conservativa delle gomme.
Strategie in pista: vantaggi e rischi di una o due soste
I team valutano spesso due scenari principali per la gara.
- Una sosta: meno tempo perso ai box, ma richiede pneumatici resistenti e gestione perfetta del degrado.
- Due soste: permette stint più veloci con mescole morbide, ma aumenta l’incidenza delle fermate e la complessità strategica.
La scelta dipende da molti fattori: condizioni dell’asfalto, temperatura, traffico in pista e performance di usura dei singoli piloti.
Come influiscono setup e guida sulle gomme
Le regolazioni della vettura e lo stile di guida incidono direttamente sulla durata degli pneumatici.
- Bilanciamento dell’assetto e camber influenzano il consumo sulle spalle delle gomme.
- Frenate aggressive aumentano il rischio di surriscaldamento e blistering.
- I piloti che gestiscono meglio le temperature possono estendere la finestra di prestazione.
Cosa osservare durante le prove libere
Le sessioni di prove permettono di raccogliere dati decisivi per definire la strategia.
- Monitorare i long run per valutare il degrado termico reale.
- Controllare i tempi di stint e le differenze tra mescole.
- Analizzare il comportamento sulle curve del primo settore, dove lo stress è massimo.
- Seguire le indicazioni dei team e dei piloti sulle pressioni e sulle sensazioni in macchina.
Terze libere: segnali chiave e aspettative
La sessione finale di prove libere è spesso decisiva per confermare le scelte tattiche.
- In questa fase i team simulano stint di gara per testare la sostenibilità delle mescole.
- Si verificano anche le strategie di qualifica e le possibili varianti in caso di traffico.
- Osservare le temperature degli pneumatici e i trend di degrado aiuta a prevedere l’andamento della corsa.











