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Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, racconta un dietrofront che ha sorpreso l’ambiente del calcio italiano: da un’intesa iniziale su Andrea Pirlo fino alla revoca della candidatura, passando per un rapporto finito senza tensioni con Paolo Maldini e una disputa sul cosiddetto contratto russo di cui, assicura, né lui né il direttore tecnico erano al corrente.
Perché la candidatura di Pirlo è stata bloccata
Secondo Malagò, l’accordo su Pirlo era stato raggiunto in una prima fase. Poi però la situazione è cambiata e lui ha deciso di fermare l’iter. Ha parlato di una scelta legata a valutazioni di opportunità e alla necessità di tutelare l’immagine della federazione.
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- Accordo iniziale: l’intesa è esistita, ma non è stata portata a termine.
- Revoca personale: Malagò sostiene di aver preso la decisione in prima persona.
- Motivi pratici: ragioni di opportunità e possibili incompatibilità con contratti esterni.
Relazione con Maldini: separazione senza scontri
Il presidente definisce la fine del rapporto con Paolo Maldini priva di polemiche. Non si parla di crisi pubbliche o conflitti interni, ma di una separazione gestita in modo civile e istituzionale.
Cosa cambia nel vertice tecnico
- Riorganizzazione dei ruoli dirigenziali.
- Necessità di trovare figure alternative per il progetto tecnico.
- Impatto sulle scelte future della nazionale.
Il “contratto russo”: punti critici e dubbi chiariti
Un nodo della vicenda è il cosiddetto contratto legato alla Russia. Malagò afferma che né lui né il direttore tecnico erano a conoscenza dei dettagli. Questa mancanza di trasparenza ha complicato ulteriormente la situazione.
- Sorgente del problema: accordi esterni che possono influenzare nomine pubbliche.
- Ignoranza dichiarata: la posizione ufficiale della presidenza sulla non conoscenza del contratto.
- Rischi reputazionali: problematiche legate al conflitto di interessi e alla percezione pubblica.
Le reazioni dentro e fuori la federazione
Fonti interne descrivono un clima di attesa. Tra club, opinionisti e tifosi, la decisione ha suscitato commenti e domande sulla trasparenza delle nomine e sulle procedure adottate.
- Discussioni nelle sedi federali sulle procedure di nomina.
- Interrogativi dei media sull’impatto politico e mediatico.
- Richieste di chiarimenti da parte di stakeholder esterni.
Tempi e scenari per le prossime mosse della FIGC
La federazione ora deve decidere i passaggi successivi per completare la scelta tecnica. Spunta l’esigenza di maggiore chiarezza nei contratti e di un percorso trasparente per evitare dissensi futuri.
- Verifiche sui contratti esterni e incompatibilità.
- Valutazione di candidati alternativi con esperienza e credibilità.
- Comunicazione pubblica più strutturata per spiegare le scelte.












