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Michel Platini ha scelto un campo di golf per parlare di calcio. Ospite della Vialli e Mauro Golf Cup a Fiano, ha mischiato ricordi, valutazioni tecniche e opinioni politiche sul torneo in corso. Le sue battute hanno attraversato la manifestazione benefica, il futuro del Mondiale e anche le dinamiche delle federazioni, senza però entrare in alcuni dettagli sensibili.
Il contesto: beneficenza e parole a caldo
La gara, giunta alla 21ª edizione, è nata per sostenere la ricerca su cancro e Sla. Platini ha partecipato come ospite e ha commentato il torneo iridato osservando il clima e la spettacolarità. Ha ammesso di aver seguito il Mondiale in modo sporadico e di preferire guardare le gare decisive. Ha elogiato la cerimonia di presentazione delle squadre, definendola particolarmente riuscita.
Chi può vincere il Mondiale: Francia e alternative
Platini non ha nascosto la sua preferenza. Secondo lui la nazionale francese resta la squadra da battere. Ha detto che, sul piano tecnico, la Francia ha le carte in regola per arrivare fino in fondo. Ma ha aggiunto subito un’alternativa: se la favorita dovesse deludere, il suo sguardo andrebbe al Portogallo.
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- Francia: talento collettivo e organico solido.
- Portogallo: affidabile come scelta di riserva.
Espansione del torneo: cosa cambia e perché
Uno dei temi più discussi è l’aumento delle squadre partecipanti. Platini ha sottolineato che l’idea di allargare il Mondiale nasce anche da ragioni di equità geografica. Ha ricordato che non è logico avere una sproporzione così ampia tra rappresentanza europea e quella africana.
- In passato la distribuzione poteva funzionare.
- Oggi molte nazioni africane competono a livello delle migliori europee.
- La crescita del calcio è globale e richiede risposte diverse.
Ha spiegato che non è semplice trovare la formula corretta. Le opzioni sul tavolo vanno dall’aumento a 40 o 48 squadre alla possibile redistribuzione dei posti europei. Secondo Platini la questione è complessa, ma l’idea di chiudersi resta superata.
Motivi pratici e politici dell’allargamento
Platini ha mescolato ragioni sportive e politiche. Ha osservato che aprire il torneo è quasi un obbligo, visto lo sviluppo del gioco nel mondo. Allo stesso tempo ha ammesso che servono scelte equilibrate per mantenere il livello tecnico.
Il breve silenzio su questioni giudiziarie
Quando gli è stato chiesto della denuncia presentata contro il numero uno della Fifa, Platini ha scelto di non entrare nel merito. Ha replicato in modo netto: di quello non parla. La scelta di evitare il tema è apparsa immediata e definitiva, senza ulteriori commenti.
Il giudizio sui ritmi di visione del torneo
Platini ha confessato di seguire il Mondiale solo a fasi alterne. Ha detto che preferisce concentrarsi dalle fasi a eliminazione diretta in avanti. Questo approccio gli consente di valutare meglio le squadre quando la posta in gioco è alta. Ha inoltre sottolineato come la presentazione dei giocatori gli sia piaciuta molto, un elemento capace di attirare anche chi non segue ogni singola partita.
Impressioni personali e prospettive
Nel corso dell’evento sono emersi anche commenti più personali. Platini ha mostrato interesse per la crescita del calcio nei continenti emergenti. Ha ribadito che le scelte sul formato del Mondiale avranno effetti duraturi. Ha invitato implicitamente a guardare il calcio come fenomeno mondiale, non solo europeo.












