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- Da Venezia a Reggio Emilia: la storia di un playmaker
- Ripartire dal lavoro: la trasformazione atletica
- Un playmaker che ama le sfide e zittisce gli scettici
- La chiamata in Nazionale: un sogno diventato realtà
- Le esperienze in Italia: città, trasferimenti e scelte coraggiose
- Il rapporto con gli allenatori: metodo e dettagli
- Legami profondi: Scafati e il presidente che ci credeva
- Origini umili e radici familiari
- I progetti per il futuro: tra panchina e dirigenza
Riccardo Rossato è il playmaker che nelle ultime settimane ha ridisegnato il volto della UNA Hotels Reggio Emilia. Arrivato in difficoltà fisica, ha rimontato gradualmente e ora guida la squadra verso i playoff con determinazione e fiducia.
Da Venezia a Reggio Emilia: la storia di un playmaker
Nato a Venezia e cresciuto nel vivaio di Mestre, Rossato ha costruito la sua carriera passo dopo passo. Non ha scelto la Reyer da ragazzo perché cercava un progetto che gli offrisse spazio e responsabilità.
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Perché Casalpusterlengo fu la scelta giusta
- Progetto giovani concreto.
- Opportunità di minutaggio in serie B.
- Crescita dentro e fuori dal campo.
Ripartire dal lavoro: la trasformazione atletica
Quando è sbarcato a Reggio Emilia, Rossato non era al massimo della forma. Ha accettato di rimettersi in gioco con allenamenti severi. Ha recuperato tono e fiducia grazie alla preparazione fisica e all’impegno quotidiano.
La squadra e lo staff lo hanno supportato, creando le condizioni per una risalita costante.
Un playmaker che ama le sfide e zittisce gli scettici
Le critiche non lo hanno bloccato. Le ha trasformate in stimolo. Dall’etichetta di “troppo leggero” per la Serie A, è arrivato a guadagnarsi un posto nella massima categoria. Rossato racconta la soddisfazione di dimostrare con i fatti.
La chiamata in Nazionale: un sogno diventato realtà
La convocazione da parte di Gianmarco Pozzecco arrivò mentre giocava a Trapani. Fu una notte di emozioni forti. L’ingresso nel gruppo azzurro gli dimostrò che i sacrifici pagano.
Datome e Pozzecco lo aiutarono a sentirsi subito a suo agio durante i primi raduni.
Le esperienze in Italia: città, trasferimenti e scelte coraggiose
Rossato non ha paura di partire per una nuova avventura. Ha vestito maglie diverse e ha cercato sempre squadre che gli dessero spazio. A Piacenza ha capito di dover cercare minuti; per questo accettò la proposta di Reggio Calabria.
- Mestre: i primi passi.
- Casalpusterlengo: formazione e opportunità.
- Trapani e Piacenza: esperienze formative.
- Reggio Calabria e oggi Reggio Emilia: la rinascita.
Il rapporto con gli allenatori: metodo e dettagli
Con Priftis a Reggio Emilia Rossato ha trovato un ambiente preciso e metodico. Il tecnico cura ogni dettaglio e pretende disciplina tattica. Questo approccio ha aiutato la squadra a esprimersi al meglio nelle fasi decisive della stagione.
Legami profondi: Scafati e il presidente che ci credeva
Scafati resta per Rossato una tappa speciale. Lì si è formato come uomo e giocatore. Il presidente Nello Longobardi è ricordato come chi ha creduto in lui quando era ancora in crescita.
Origini umili e radici familiari
Il basket è una tradizione in famiglia Rossato. Papà e fratello giocavano. I nonni erano contadini e il padre gestisce una macelleria. Rossato sorride pensando a come quelle radici lo abbiano forgiato.
Se non fosse stato cestista, immagina un destino vicino alla terra e al mestiere di famiglia.
I progetti per il futuro: tra panchina e dirigenza
Per il futuro Rossato vede ancora il basket come protagonista. Non esclude ruoli diversi dal campo. Allenare o lavorare da dirigente sono ipotesi che lo intrigano.
Intanto resta concentrato sulla volata playoff con la UNA Hotels Reggio Emilia. Vuole che la sua squadra sia una sorpresa e un possibile “guastafeste” per le favorite.












