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Ettore Messina, ospite a New York per un incontro Ibbl, ha rilanciato l’ipotesi che una franchigia NBA possa un giorno giocare in città europee come Milano o Roma. Le sue parole hanno acceso il dibattito su un possibile Nba Europe e sulle ripercussioni per club, giocatori e tifosi.
Messina spiega il progetto Nba Europe e i suoi possibili effetti
Secondo Messina, l’NBA sta dialogando con alcuni team europei e valuta la creazione di squadre in grandi metropoli. Olimpia Milano sarebbe tra i club coinvolti. L’idea prevede sette-otto squadre già esistenti e altre costruite ad hoc in città come Roma, Parigi e Manchester.
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Il tecnico osserva che questo progetto può contribuire a riequilibrare l’ecosistema del basket continentale. Tra i punti chiave citati:
- ridurre il sovraccarico di partite per i giocatori;
- migliorare la stabilità economica dei club;
- favorire accordi strutturati tra Eurolega e NBA.
Messina ritiene che un’intesa tra le due organizzazioni sarebbe vantaggiosa. Ha invitato a trovare un percorso condiviso per il bene del movimento europeo.
Che impatto avrebbe sull’Europa del basket
Un’eventuale espansione NBA in Europa non sarebbe solo spettacolo. Potrebbe cambiare logiche sportive, economiche e manageriali.
Vantaggi concreti
- maggiore visibilità internazionale per i club;
- nuove fonti di ricavo e sponsorizzazioni;
- opportunità per i giovani talenti europei di emergere su palcoscenici più ampi.
Rischi e criticità
- possibile conflitto con i calendari attuali;
- disparità tra club che entrano nella lega e chi resta fuori;
- necessità di regole condivise per proteggere i diritti dei giocatori.
Perché Messina ha lasciato l’Olimpia Milano
Il coach ha spiegato che la decisione di lasciare la guida tecnica dell’Olimpia Milano è nata dalla valutazione della sua efficacia nel ruolo. Pur amando la squadra, ha scelto di attivare subito un piano di successione già preparato con il suo vice.
La sua scelta è stata pensata anche come un atto di responsabilità verso il club. Messina ha sempre voluto lasciare strutture e persone in grado di prosperare dopo il suo addio.
La visione manageriale di Messina
Nel confronto tra allenatori e imprenditori, ha individuato tre tipologie di dirigenti:
- chi possiede risorse ma non le sfrutta in modo efficace;
- chi consuma gli asset a disposizione senza creare valore duraturo;
- chi sviluppa il patrimonio umano e strutturale, lasciando un team capace di vincere anche dopo la sua partenza.
Per Messina, il terzo modello rappresenta l’approccio ideale per costruire successi sostenibili.
Gli anni negli Stati Uniti: lezioni con Lakers e Spurs
La carriera di Messina negli USA include esperienze rilevanti con i Los Angeles Lakers e i San Antonio Spurs. Da entrambe ha tratto insegnamenti chiave.
Con i Lakers, Messina sottolinea il ruolo umano di Kobe Bryant. Bryant, cresciuto anche con l’amore per il basket europeo, lo aiutò a inserirsi e a essere accettato nello spogliatoio NBA.
Con gli Spurs ha lavorato a lungo come assistente di Gregg Popovich. Ricorda un metodo semplice ma efficace: prima costruire il rapporto personale con i giocatori, poi parlare di gioco e allenamenti.
Appunti pratici dall’esperienza americana
- l’importanza del contatto umano nello sport professionistico;
- la priorità di costruire una cultura di squadra prima di insegnare schemi;
- la gestione delle relazioni come elemento fondamentale di leadership.
Il dialogo tra business e pallacanestro
Messina ha spesso ricordato che sport e impresa condividono principi comuni. La sostenibilità finanziaria è al centro delle sue riflessioni sul futuro del basket europeo.
Per lui, sviluppare asset e creare valore nel tempo è tanto importante quanto vincere sul campo. Questo approccio è alla base delle sue scelte recenti e del sostegno al progetto Nba Europe.












