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La lunga intervista rilasciata da Fabio Capello al quotidiano spagnolo Marca ha riacceso il dibattito sugli arbitri e sull’uso del Var nei principali campionati. Le sue osservazioni, nette e dirette, hanno suscitato reazioni immediate e hanno spinto l’ex allenatore a fornire chiarimenti pubblici.
Parole dure contro la classe arbitrale e il Var
Capello ha espresso un giudizio severo sul modo in cui oggi vengono prese molte decisioni arbitrali. Secondo lui, il sistema Var soffre perché chi lo gestisce non sempre possiede l’esperienza di chi ha giocato ad alto livello.
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- Ha sottolineato la necessità di figure con esperienza calcistica all’interno delle sale Var.
- Ha criticato la distanza tra il campo e chi opera davanti ai monitor.
- Ha suggerito che la mancanza di conoscenza dei movimenti di gioco porta a errori nelle valutazioni.
In alcune frasi ha usato termini forti, arrivando a definire il sistema arbitrale con un’espressione molto controversa. Questa scelta lessicale ha alimentato l’attenzione dei media.
Negreira, Calciopoli e il confronto tra Italia e Spagna
Nel corso dell’intervista Capello ha anche richiamato lo scandalo legato al Barcellona e al pagamento al vicepresidente degli arbitri Negreira. Ha fatto un paragone con la vicenda di Calciopoli e con le sanzioni subite dalla Juventus.
- Ha osservato che, a suo avviso, casi gravi in Spagna non hanno avuto conseguenze analoghe a quelle italiane.
- Ha citato la sentenza su Juventus e Serie B come cartina di tornasole di approcci diversi tra Paesi.
La precisazione pubblica: contesto e intenzioni
Di fronte alle polemiche, Capello è poi intervenuto per spiegare il senso delle sue affermazioni. Ha chiarito che l’obiettivo non era sminuire la professionalità degli arbitri come categoria.
Ha motivato il suo uso della parola “mafia” come tentativo di descrivere una realtà percepita come chiusa e poco incline al confronto. La sua critica è stata rivolta soprattutto alla difficoltà di integrare professionisti esterni nelle procedure del Var.
I punti ribaditi dall’ex tecnico
- Richiesta di maggiore apertura nelle camere Var verso ex giocatori e tecnici.
- Volontà di un confronto più esplicito tra calcio pratico e arbitraggio tecnologico.
- Riconoscimento del valore e dell’impegno degli arbitri, nonostante le critiche.
Reazioni e rammarico per la strumentalizzazione
Capello ha infine voluto ribadire il rispetto per la categoria arbitrale. Ha dichiarato di essere dispiaciuto perché, a suo dire, una frase fuori contesto è stata usata in modo strumentale.
Ha sottolineato il proprio rammarico per la decontestualizzazione delle parole e ha ricordato di aver più volte proposto soluzioni pratiche per migliorare il rapporto tra Var e campo.












