MotoGP: Michelin, gamma più ristretta ma più performante, Taramasso orgoglioso

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Il 2025 ha segnato un capitolo importante per Michelin in MotoGP: un bilancio positivo su prestazioni e sostenibilità, ma anche una preparazione attenta all’ultimo anno del regolamento attuale. Piero Taramasso, responsabile Michelin per la classe regina, racconta come la casa francese abbia ridotto la complessità tecnica, ottenuto primati in pista e programmato cambi precisi per il 2026.

Taglio delle specifiche: meno varianti, più sostenibilità

Negli ultimi anni Michelin ha lavorato per semplificare l’offerta di pneumatici in MotoGP. La riduzione delle specifiche fa parte di una strategia che punta a consumi e logistica più efficienti.

  • 2018 vs 2025: da 59 specifiche a meno di 30.
  • Riduzione complessiva di circa il 50% delle varianti disponibili.
  • Vantaggi: meno produzione, maggiore rotazione e scorte inferiori.

Questa scelta non è solo tecnica. È una mossa pensata per ridurre l’impatto ambientale della catena produttiva. Meno varianti significano processi più snelli e una gestione più responsabile dei materiali.

Test e novità tecniche: la carcassa anteriore e il feedback dei team

Nelle trasferte asiatiche Michelin ha introdotto una soluzione con carcassa anteriore più rigida. L’idea era migliorare stabilità e comportamento su certe piste.

I riscontri però sono stati variabili. Alcuni team l’hanno provata, ma la maggioranza ha preferito restare sulle specifiche consolidate. Il messaggio è chiaro: l’innovazione deve convincere piloti e ingegneri in pista.

Prestazioni 2025: dove sono arrivati i record

La stagione ha portato numerosi primati cronometrici. Su quasi tutti i circuiti Michelin ha visto migliorare i riferimenti, anche grazie a nuove piste o ad asfalti rinnovati.

Dove non sono caduti i riferimenti

Due eccezioni hanno resistito: Misano e Assen non hanno fatto segnare nuovi record cronometrici con le gomme Michelin.

Il bilancio numerico

  • 38 record totali ottenuti nella stagione.
  • Di questi: 15 record assoluti delle piste.
  • 13 migliori giri in gara segnati nella parte finale delle competizioni.
  • 10 record legati alla durata della corsa.

Secondo Taramasso, il fatto che molti primati siano arrivati nella fase conclusiva delle gare conferma la durata e la consistenza delle prestazioni degli pneumatici.

Chi ha vinto e chi ha brillato: piloti e marche

La stagione ha mostrato una pluralità di protagonisti. Diversi piloti e costruttori hanno ottenuto vittorie e piazzamenti importanti.

  • Vincitori nelle gare domenicali: Ducati, Aprilia e Honda.
  • Piloti che hanno conquistato successi: Marc Márquez, Álex Márquez, Bagnaia, Aldeguer, Bezzecchi, Raul Fernández e Zarco.
  • Podi e pole position: 13 piloti sul podio e 8 diversi poleman.

Tra le performance degne di nota, Quartararo ha ottenuto diverse pole position per la Yamaha, mentre la KTM ha raccolto numerosi podi grazie a talenti come Acosta.

Cosa cambia nel 2026: certezze e novità sul regolamento

Con il prossimo anno che sarà l’ultimo di questo ciclo regolamentare, Michelin mantiene un approccio di continuità ma introduce un punto chiave sulla dotazione anteriore.

  • Al centro della modifica: passaggio da tre a due specifiche anteriori.
  • Allocazione per pilota: disponibilità di pneumatici nelle due mescole principali.
  • Obiettivo: restringere ulteriormente la gamma, senza perdere rendimento.

L’idea è chiudere un ciclo di 11 anni con una gamma più snella e prestazioni comunque in crescita di anno in anno.

Numeri e punti salienti in sintesi

  • Migliore stagione secondo il capo Michelin per la MotoGP dal 2016.
  • Riduzione specifiche: circa il 50% rispetto al 2018.
  • 38 record segnati nel 2025 su vari circuiti.
  • Due specifiche all’anteriore previste per il 2026.

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