Inter e la politica di mercato di Suning: la prima volta va bene, la seconda meno

All'orizzonte si palesa nuovamente un'estate complicata per i nerazzurri. Se una volta, nonostante le varie cessioni e addi importanti, è andata bene, non è detto che accada lo stesso anche la prossima.

Scritto da Manuel Delon  | 
Zhang e Marotta. Fonte: Instagram.

“Per far quadrare i conti l'Inter anche la prossima estate dovrà cedere uno o due big, club obbligato all'autofinanziamento”. Così ha scritto stamani la Gazzetta Dello Sport 

Premesso che prima dell'arrivo dell'estate e, con quest'ultima, della riapertura del mercato estivo ci stanno di mezzo più di 6 mesi e può succedere di tutto in quel lasso di tempo, stando a quanto rivela la rosea, quello che è successo l'estate conclusasi qualche mese fa - un mezzo incubo, per essere precisi - potrebbe ripetersi nuovamente.

All'orizzonte, dunque, pare che si presti ad arrivare un'altra tempesta. Che, però, qualora appunto dovesse palesarsi un'altra volta, sarà peggiore di quella passata non più di 4 mesi fa. Direte: Come può andar ancora peggio di com'è andata quest'estate? Be', il fatto è che non sarà peggio a causa dei pezzi pregiati a cui, eventualmente, si dovrà dire addio ma bensì al fatto che non sempre si riesce a fare dei miracoli.

Non si può negare che i dirigenti nerazzurri nella sessione di mercato antecedente si siano ampiamente superati. Inzaghi, al momento, si sta rivelando il successore perfetto di Conte; Dzeko sta andando ben oltre alle aspettative che si avevano su di lui a inizio stagione; Chalanoglu si è inserito nella miglior maniera possibile e sta dando un contributo maggiore a quello pronosticato; e Darmian sta dimostrando di essere molto più che una buona riserva, ovvero un ottimo titolare.

Insomma, lo scenario attuale dell'Inter è decisamente migliore rispetto a tutte le previsioni fatte, anche a quelle più ottimistiche. E allora sorge spontanea questa domanda: dovesse ripetersi ciò che è accaduto quest'estate anche la prossima, andrà nuovamente bene? Sicuramente c'è da considerare che sul timone ci sarebbe sempre la stessa - e molto capace - dirigenza ma, francamente, è improbabile che riesca a far andare, ancora una volta, le cose per il verso giusto.

Sfidare la sorte una volta può essere coraggioso, specie se poi va tutto bene. Ma sfridarla una seconda volta è da sconsiderati: a scommettere un'altra volta su delle eventualità favorevoli, si rischia grosso. D'altronde, come recita un vecchio e saggio adagio, se si tira troppo la corda, poi si spezza.


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