Inter, il tempo della maturità è finito, ora tocca laurearsi

Scritto da Filippo Rivani Farolfi  | 

L’Inter ieri sera, come confermato da tutta la stampa spagnola, ha giocato davvero un’ottima partita contro il Real Madrid.

Purtroppo per i nerazzurri, però, non è bastato per portare a casa un punto che sarebbe stato meritato e che - senza peccare di presunzione - avrebbe lasciato del rammarico ai ragazzi di Inzaghi. L'Inter dal suo ritorno in Champions League, questa è la quarta stagione consecutiva, ha giocato davvero delle ottime partite ma - spesso e volentieri - i risultati non sono stati di pari passo con le prestazioni offerte dai nerazzurri. Non tanto al risultato complessivo che, purtroppo, recita tre eliminazioni ai gironi in altrettante stagioni, quanto più alle singole partite di cartello contro i top club europei, lasciano davvero quella sensazione di amaro in bocca.

L'Inter, da quando è tornata nella massima competizione continentale, ha sempre incontrato squadre candidate per la vittoria finale. Il Barcellona e il Tottenham, con gli inglesi finalisti in quell'edizione, nella stagione 2018/2019, il Barcellona e il Borussia Dortmund nella stagione successiva e poi il Real Madrid sia in questa edizione che in quella passata.

I nerazzurri contro i top club affrontati, tranne in rarissime occasioni, hanno sempre giocato dei match davvero di alto livello, facendo vedere un gioco corale degno della massima competizione europea e meritando applausi scroscianti. Spesso, però, i risultati non sono andati di pari in passi, anzi. In questi anni l'Inter ha ottenuto molto meno di quanto meritato. Basti pensare al match al Camp Nou della stagione 2019/2020 dove gli uomini di Conte andarono in vantaggio dopo pochi minuti con Lautaro Martinez e - dopo aver impressionato i tifosi blaugrana - tornarono a casa con 0 punti a causa della doppietta di Suarez. Stesso discorso per il match giocato a Dortmund nella stessa stagione dove l'Inter sciupò un doppio vantaggio prima di arrendersi alla doppietta e, non solo, di un certo Hakimi. Anche il Real Madrid ha dovuto sudare le proverbiali “sette camicie” prima di avere la meglio dell'Inter, sia nel match di Valdebebas della scorsa stagione, sia nella partita di ieri. Certo, ci sono state delle serate emozionanti e degni del nome dell'Inter (basti pensare alla vittoria epica in rimonta contro il Tottenham o la netta vittoria contro il Dortmund - sempre a San Siro - per 2-0) ma tirando le somme i risultati sono insufficienti per quello che è il blasone nerazzurro.

Tanti complimenti e tante belle prestazioni, ma - purtroppo - pochi risultati e, beffardamente parlando, alla fine solo quelli che fanno la differenza. Ecco perché l'Inter ora deve ritrovarsi e fare mente locale. La storia nerazzurra (quella che ieri sera parlava ed emozionata i cuori nerazzurri nel pre partita per Amazon Prime) non è fatta per essere una favola, l'Inter merita di stare in alto, molto in alto e gli uomini di Inzaghi devo fare di tutto per accedere almeno alla fase ad eliminazione diretta.

Il tempo dei complimenti è finito, Lautaro e compagni devono dimostrasi in grado di essere “brutti” a vincenti anche in campo europeo perché, alla fine, è il campo che parla e saranno sempre meglio 3 punti sporchi piuttosto che 0 ma con una bella prestazione. Le difficoltà sono tante e le insidie molte ma i nerazzurri hanno i giocatori, il talento e la qualità per riportare l'Inter dove merita di stare. Uno stadio come San Siro e dei tifosi come quelli nerazzurri devono tornare a vestirsi a festa per occasioni di altissimo livello, per le celeberrime serate di gala.

Basta complimenti, è tempo di risultati. L'Inter lo sa, ora deve parlare il campo.


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