Quando la Beneamata gioca così è uno spettacolo.

L'inter prolunga e conferma il suo gran momento di forma in una partita che ha aggredito sin dal primo minuto con un approccio ultrapositivo che ha sopraffatto i bianconeri, venuti a San Siro sperando in un pareggio fortunoso (come ammesso dall'allenatore a fine partita).

I friulani infatti arrivano a giocare la partita in un momento di forma non proprio straordinario, reduci di recente da un cambio di allenatore e da un pareggio rocambolesco con l'Hellas, che li ha visti buttare via i tre punti all'ultimo minuto.

Inzaghi però non sottovaluta l'avversario, scende in campo con un 11 titolare un po' forzato soprattutto in difesa, recuperando però Bastoni.

Le formazioni ufficiali.

Le statistiche del primo tempo sono impietose: i Nerazzurri sono entrati in area 30 volte contro le 4 avversarie, 214 passaggi nella metà campo avversaria contro 41, 15 tiri a 2 di cui 11 dentro l'area, 3.40 xG a 0.40.

La chiave quando si affrontane squadre che si chiudono rimane sempre la stessa: fluidità.

In questo la Beneamata ha deluso poche volte, dimostrandosi quasi immarcabile quando gioca a questa intensità e concentrazione.

Al blocco basso organizzato da Cioffi aggiungiamoci anche che marcavano a uomo, ne viene fuori l'avversario perfetto per l'Inter.

Darmian viene dentro col pallone e Barella va largo alle sue spalle, Zemura e Payero li seguono fino alla fine.

Qui invece una dimostrazione della versatilità mostrata in campo dai giocatori, molto bravi a riconoscere ogni situazione e capire il momento per buttarsi nello spazio giusto.

Lautaro va largo scambiandosi di posizione con Dimarco, Calha con Bastoni e Bisseck si propone in ampiezza.

Il blocco basso dei bianconeri oltretutto era attaccabilissimo e pieno di falle prontamente sfruttate dai padroni di casa.

Le mezzali uscivano sul braccetto portatore di palla.

Nelle catene laterali infatti si trovavano costantemente in inferiorità numerica visto il coinvolgimento offensivo dei braccetti, non avendo uomini adatti ad ostacolare le triangolazioni interiste tra quinto, mezzala attaccante e, appunto, braccetto.

La pressione oltretutto era organizzata male: Bastoni e Bisseck si sono scambiati più volte il pallone uscendo facilmente dalla gabbia friulana.

Lucca stringe ma lascia il corridoio libero per il cambio gioco, il tedesco avrà praterie per avanzare.

La loro linea difensiva ha giocato una partita intera sotto stress per colpa della facilità con cui i Nerazzurri saltavano le linee di pressione per poi puntare la porta, oltre allo scarso filtro apportato dal centrocampo.

Linea a 5 sfilacciatissima, è facile per Barella inserirsi nello spazio tra quinto (attirato da Darmian) e braccetto.

La facilità con cui l'Inter si è trovata tra le linee è stata disarmante, questo ha permesso a tutti i giocatori di venire coinvolti e stare in ritmo.

Infatti, una volta trovato perfettamente quest'ultimo (dopo circa un quarto d'ora), i padroni di casa hanno dilagato e tutti i giocatori hanno messo in campo prestazioni individuale ben oltre la sufficienza.

Bisseck in particolare si è rivelato un giocatore perfetto per queste partite: propositivo ed intraprendente nella metà campo offensiva (126 tocchi, 1 passaggio chiave e 2[!]dribbling), aggressivo in quella difensiva.

La zona di campo molto avanzata dove il tedesco ha recuperato palla e vinto un contrasto.

Di certo non ha sfigurato nel “confronto” interno col compagno di reparto Bastoni, anche lui super coinvolto come spesso capita in queste occasioni.

I braccetti infatti sono  stati i principali fautori della formazioni delle catene laterali come spesso accade, usufruendo di belle combinazioni con lo scopo di trovare il terzo uomo.

Bastoni scarica e parte internamente, Dimarco cerca la sponda di Mkhitaryan per far arrivare il pallone al compagno.

Paurosa la prestazione anche in fase di non possesso, caratterizzata da recuperi palla altissimi e da riaggressioni fatte sempre con i tempi giusti.

Pereyra cerca di far uscire l'Udinese dando palla a Lucca che però ha già Bastoni attaccato.

Il dato sul PPDA a fine partita è impietoso: 6 per i Nerazzurri, 64 (!) per i friulani, segno del dominio territoriale esercitato dai padroni di casa.

L'Udinese ha cercato qualche soluzione sia in fase di sviluppo che in quella di costruzione nei pochi momenti in cui ha avuto la palla (13 minuti totali), ma troppo poco per impensierire gli avversari.

Walace si abbassava spesso in costruzione con Kabasele che viceversa si alzava.

Cioffi ha voluto chiaramente puntare tutto sulle catene laterali svuotando totalmente il centro del campo ed allargando le mezzali, facendo però così solo il gioco dell'Inter.

Payero e Smardzic larghissimi, zona centrale per nulla presidiata.

I centrocampisti Nerazzurri sono riusciti così a dare manforte soprattutto ad Acerbi quando i bianconeri andavano diretti su Lucca per fargli lavorare il pallone spalle alla porta.

Non solo, la maggiore pressabilità dei giocatori dell'Udinese sulle fasce ha permesso di produrre una gran quantità di palloni recuperati da parte del trio Barella (condizione in salita)-Calhanoglu-Mkhitaryan.

Erano ovunque.

La bella palla di Mkhitaryan per Thuram poi chiude definitivamente i conti già dopo 45 minuti, permettendo ai ragazzi di Inzaghi di tirare i remi in barca e gestire il risultato per tutto il secondo tempo rischiando pochissimo.

Assist incredibile.

L'Inter esce da San Siro con ottime sensazioni e facendo il massimo: vetta recuperata di nuovo ed energie risparmiate.

Ritornerà sul prato del Meazza martedì per giocarsi il primo posto del girone di Champions contro la Real Sociedad, consci della propria forza e con una serenità vista poche volte sia in campo che fuori, un ottimo segnale in vista di una partita che si prospetta decisiva e che all'andata ha creato tanti problemi.

 

 


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