Sono arrivato. Come le castagne e le zucche di Halloween, puntualmente spuntano i dirigenti da tastiera decisi ad esonare l'allenatore, i tifosi sono particolari, è vero, ma prendersela con Simone Inzaghi e reclamare la sua testa ora, è davvero imbarazzante, specie dopo un paraggio contro la Juventus , in una partita che l'Inter ha giocato bene e che ha pareggiato a causa di una semplice fatalità.

Ora, tutti parlano, del cambio Perisic - Dumfries e di Darmian che non avrebbero dovuto cambiare fascia, gli stessi che si sarebbero spostati nel caso stesso in massacrato Inzaghi a cui appartenere nel caso stesso in cui entrare Dimarco a fronteggiare Dybala Chiesa , il mister ha infatti preferito mettere Darmian a sinistra , più abile nella fase difensiva, per fronteggiare le nuove frecce scoccate da Allegri , il caso ha voluto, invece, che Dumfries è stato lo sciagurato autore dell'errore che ha inchiodato l'Inter.

L'Inter, dati alla mano, è la squadra che crea più occasioni in Europa, gioca un calcio propositivo e spesso domina le partite, ed ha dimostrato di potersela giocare con chiunque, detto ciò, la situazione in classifica è rosea? Assolutamente no, come non lo era un anno fa. Inzaghi è esente da colpe ed errori? Assolutamente no, ha sbagliato come sbagliano tutti gli allenatori.

Ma troppo spesso dimentichiamo la situazione che il tecnico piacentino ha ereditato, una proprietà disastrata che ha smantellato la squadra vendendo i giocatori più forti, rimpiazzandoli con sostituti chiaramente meno forti, era da pazzi credere che la squadra non avrebbe risentito di questa situazione.

Inzaghi è a Milano da questa estate, in ritiro, a causa di Europei e Coppa America , ha lavorato con pochissimi calciatori e nel corso della stagione, ha dovuto preparare partite ogni tre giorni, e vedere i suoi partite spesso in giro per il mondo per giocare con le rispettive nazionali, il tempo avuto, dunque, è davvero poco. Non stiamo parlandi di alibi ma di situazioni e circostanze che Inzaghi ha dovuto affrontare, senza contare il fatto che, per la prima volta, è uscito dalla sua comfort zone.

Marotta è un grande dirigente, e se ha scelto Inzaghi un motivo ci sarà, Beppe sa bene che quando mancano soldi e possibilità di investire, bisogna puntare sulle di gioco e sulla progettualità, e, quest'ultima, ha bisogno di tempo e anche di errori. Insomma, Simone, avanti tutta!


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