Cessione Lukaku? Non sbagliata. Momento, modo e contesto sì

Sembra fatta. Tutto apparecchiato per far divenire realtà l'incubo più temuto dai tifosi nerazzurri, quell'incubo che non era passato nemmeno per l'anticamera della nostra e vostra mente perché troppo impensabile ipotizzare che, pur nella difficoltà, si potesse palesare la cessione dell'uomo simbolo dell'Inter, Romelu Lukaku.

 

Eppure eccoci qui a commentare un suo possibile addio. Come è ben noto ormai, il Chelsea sta preparando un'offerta da 130 milioni di euro - in Inghilterra hanno pure parlato di 120 milioni di sterline - da presentare ai nerazzurri - i quali, sotto le direttive di Zhang, accetteranno con ogni probabilità -, con tanto di accordo già trovato con il belga per un ingaggio da 12 milioni + 3 di bonus stagionali.

 

Parliamoci seriamente: 130 milioni quando mai li rifiuti di sti tempi? Tenendo conto anche dell'età di Romelu, 28 anni - non tanti ma i 30 si avvicinano - , non è poi così sconsiderato decidere di cederlo per tirare su una grande somma di denaro e utilizzarla per rifare - anche meglio magari - la rosa. In più, data anche la difficoltà finanziaria, per l'Inter è - praticamente se non sicuro - impossibile pareggiare l'ingaggio di 15 milioni offerti dai Blues. 

 

Di per sé dunque la cessione non sarebbe sbagliata, se non fosse che momento, modo e contesto lo sono. E anche molto.

 

MOMENTO - La vita regala sempre opportunità, sta a noi coglierle al momento giusto. Ecco, questo non è il momento giusto. A 16 giorni dall'inizio del campionato non è saggio cedere il giocatore perno, chiave, simbolo, - chi più ne ha, più ne metta -... dell'Inter: destabilizzerebbe la squadra che, appunto a pochi giorni dall'inizio, si ritroverebbe senza il suo leader. Per di più, avendo così poco tempo a disposizione, può sorgere il serio rischio di non fare in tempo a sostituire Lukaku, condito dal fatto che chi vende gioca al rialzo sfruttando questo fattore.

 

MODO - Lo si sa: ci sono modi e modi di fare le cose. E questo non è il modo. Non è corretto scaricare i cosiddetti barili addosso a Lukaku per uscire da questa vicenda come il santo della situazione. Per intenderci: ovviamente Big Rom non è disperato a lasciare l'Inter, specie questa, e andare a prendere 15 milioni nel club campione d'Europa; ma l'attaccante non ha mai spinto per la cessione semmai la proprietà. Tant'è che adesso la dirigenza, come riporta la Gazzetta, sta cercando di convincere Zhang a non cedere, non Lukaku a rimanere. E' Zhang che, in questo momento, sta riflettendo se cedere o bloccare tutto.

 

CONTESTO - Forse la cosa più sbagliata. Perché se non fosse già partito un altro big, Hakimi, - e la promessa era di una cessione di un solo big -, se non si avesse dovuto dire già addio a Conte - non importa di chi sia la colpa, di fatto è una perdita importante -, e se ci fosse la certezza che almeno una gran parte dei soldi che si incasserebbero dall'eventuale vendita di Lukaku si possano usare sul mercato, allora non ci sarebbe alcun problema, ma purtroppo la realtà non è questa. Inoltre, - magari no, ma il rischio c'è - questa cessione, vista appunto una situazione non proprio bella, potrebbe ripercuotersi anche sugli altri giocatori, specie quelli che devono rinnovare il proprio contratto: Lautaro, Brozovic, Perisic e De Vrij, vedendo un progetto sportivo poco ambizioso e dopo aver vinto, sono disposti a rinnovare? Sorge qualche dubbio in merito a questo. E lo stesso vale per i dirigenti, i quali, qualora dovesse realizzarsi questa cessione, secondo più organi d'informazione, prenderebbero seriamente l'idea di dare le dimissioni. 

 

Sembra quasi fatta ma ad oggi l'offerta ufficiale rimane quella di 100 milioni + Marcos Alonso come contropartita tecnica. Adesso Zhang sta riflettendo se cedere o bloccare tutto. Sarebbe saggio farsene una ragione e accettare il crudele destino che si è parato dinanzi. Ma chi vuole speri, speri che Zhang blocchi tutto, perché tutto ciò in questo momento, a questo modo e in questo contesto, è una follia

 


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