Walter Sabatini: "Rimpiango l'addio all'Inter. Fu Spalletti a volere Skriniar, e su Dzeko..."

Scritto da Marco Corradi  | 

Ci sono addii che non si dimenticano. Come lui stesso ha svelato, l'addio all'Inter tormenta ancora Walter Sabatini, che ricorda con grande piacere l'esperienza nerazzurra e il rapporto costruito con Steven Zhang, che aveva deciso di scommettere su di lui dopo l'addio alla Roma. Dieci mesi, quelli tra Inter e Jiangsu, che Sabatini ha raccontato nell'intervista concessa al canale YouTube “Il verbo del Vate” (potete vederla qui). Di seguito uno stralcio delle sue dichiarazioni riguardo alla squadra nerazzurra: un tuffo nei ricordi ma non solo, con importanti valutazioni sul presente. 

L'INTER ATTUALE - "Per l'Inter l'avvio di stagione è stato più che sufficiente, c'è stato un cambiamento assoluto, passando da Conte a Inzaghi, e si sono dovute assorbire alcune partenze importanti. La classifica però è buona, con sette punti di distacco dalla vetta, e le prime corrono fortissimo: Milan e Napoli ora hanno un altro passo, ma l'Inter ha struttura e qualità per recuperare i punti di svantaggio. I giocatori persi sono stati sostituiti bene: Dumfries, quando avrà ingentilito le sue doti tecniche, farà un ottimo campionato perchè ha doti atletiche straordinarie ed è solo un po' ruvido con la palla. Dzeko è un giocatore straordinario, e ha doti enormi. Sono stati bravi e perentori i direttori dell'Inter, perchè i soldi incassati andavano accantonati per ridurre il deficit e l'Inter è rimasta competitiva. Poi, col Bologna ho preso sei gol a Milano, dunque non posso dire troppo... (ride)".

COSA MANCA ALL'INTER? - “Col massimo rispetto per i dirigenti, dico che secondo me manca qualcosa a centrocampo, un giocatore fisico che abbia centimetri e possa dare peso alla mediana: stazza e qualità. Uno sviluppo possibile, ma neanche strettamente necessario, perchè la squadra funziona. In Europa, però, la fisicità è determinante e le nostre squadre lo stanno imparando a proprie spese. Credo comunque che la squadra sia competitiva: può lottare per lo scudetto e passare il girone in Champions". 

IL SUO OPERATO ALL'INTER - "Non è vero che cambiammo programmi in corsa sul mercato, ogni mossa ((Vecino, Borja ecc) è stata concordata con Spalletti e siamo stati felici del rapporto qualità/prezzo degli acquisti. In quella stagione acquistammo Bastoni dall'Atalanta, nonostante fosse giovanissimo e non avesse debuttato in Serie A, e ci muovemmo in fretta perchè eravamo certi che avrebbe avuto un futuro straordinario. Facemmo buone cose e andammo in Champions League, lottando a lungo con le prime. Di quella stagione non posso rammaricarmi, e devo dire che venne preso all'ultimo tuffo Cancelo, un giocatore straordinario che aveva però altri problemi: pieno di sè, di difficile gestione e poco avvezzo alle critiche. Aveva però un piede straordinario e una capacità di giocare il pallone che raramente si vede nei terzini. E arrivò un altro giocatore straordinario, purtroppo martoriato dagli infortuni: Rafinha. Ve lo ricorderete tutti, giocava un calcio sublime. L'operazione fu complessa, dovemmo accettare un'opzione d'acquisto altissima e sopra i 30mln, e avevamo dubbi sull'integrità fisica del giocatore, che infatti dopo qualche mese si fece male nel Celta Vigo: quando arrivava a contatto con la palla emozionava e dava un senso di pienezza, come essere al Louvre e vedere i quadri appesi".

RICORDI DELL'INTER - "Ricordo con estremo piacere l'ottimo rapporto che si era costruito con la famiglia Zhang, che mi aveva dato fiducia e mi ha sempre accolto come uno di famiglia nelle mie visite a Nanchino, dov'era stanziale Ricky Massara, mentre io facevo avanti e indietro con Milano, come ricorderete. Il pubblico dell'Inter è straordinario, vivere le partite a San Siro è emozionante. Partecipazione di altissimo profilo, in ogni ordine di posto. Roma vive le partite con un'emotività superiore a ogni stadio, ma il pubblico dell'Inter è straordinario, ti coinvolge e trascina".

RIMPIANTI - "Per i calciatori si possono avere pensieri che infastidiscono, ma il mio rimpianto più grande e il mio tormento riguarda le dimissioni dall'Inter. Me ne sono andato precocemente e ho commesso un errore, con un dolore grande che mi tormenta tuttora. La stessa cosa è successa a Bologna, in una società che considero un laboratorio calcistico di alto livello. Quando vengono messi in discussione i due-tre principi inderogabili che regolano il mio lavoro, preferisco andarmene. Ma penso tutti i giorni al mio addio all'Inter".

AUSILIO - "Un ottimo dirigente, devo dargli atto che ha fatto cose importantissime e di alto profilo. Una delle operazioni più importanti degli ultimi dieci anni è quella su Lautaro Martinez, che fu esclusivamente sua. Così come ne ha fatte altre importanti o ha avuto delle intuizioni di alto profilo. L'acquisizione di Hakimi, nonostante avesse ricevuto critiche per l'elevato prezzo, era tutta roba sua. Fare il ds dell'Inter non è facile, con una pressione enorme e un pubblico molto competente che ti mette in discussione. Non è il caso di contestarlo".

DARMIAN - "Sono stato il primo a credere in lui, presi la comproprietà quand'ero al Palermo e credevo tantissimo in lui. Appena sono andato via è stato ceduto (Torino, ndr), ma si vedeva che avrebbe avuto una carriera importante e florida per le qualità tecniche e fisiche, ma anche per la concentrazione spaventosa negli allenamenti. Sono orgoglioso di lui e all'Inter sta facendo alla grande ed è importante".

DIMARCO - "Sta facendo benissimo. Ha qualità, personalità e un sinistro fantastico. Trattenerlo in estate, quando sicuramente avrà avuto richieste importanti, è stata una grande intuizione. Credo che abbia un grande futuro e possa diventare un pilastro dell'Inter. Un test da mezzala? Avrebbe le doti, fisiche e tecniche, per farlo: non dovrebbe neanche allenarsi troppo. Chissà". 

JULIAN ALVAREZ, ACCOSTATO ALL'INTER - "Un grande giocatore, auspico che l'Inter lo possa prendere. Diventerà un giocatore importante, lo acquisterei di corsa. Avrà un futuro di altissimo livello".

MILINKOVIC SAVIC - "Abbiamo cercato con Piero di contattare e acquistare il giocatore. L'operazione non poteva andare avanti perchè ci riferivano sempre di richieste e costi davvero insopportabili. Giustificati dal valore del giocatore, ma 50-60mln erano un'esagerazione. Io penso che non ci sia un giocatore che giustifica certi esborsi. Per Lukaku ne è valsa la pena e la vittoria risolve tutte le cose, ma io non farò mai operazioni così, perchè poi si sommano e vanno a squilibrare i conti. I tifosi vorrebbero sempre la prima scelta, però a volte bisogna saper rinunciare, così come bisogna saper rinunciare a chi spara alto sull'ingaggio e chiede 15-20mln. Stipendi che non hanno senso, a meno che tu non sia Messi".

NAINGGOLAN-ZANIOLO - "Radja è sempre stato il mio pupillo. Lo presi dal Cagliari alla Roma e ha fatto cose straordinarie. Su Zaniolo col senno del poi è tutto facile, ma non credo che Inter e Roma pensassero che potesse imporsi così in fretta. O che Nainggolan si potesse perdere. Ai tempi la scelta dell'Inter, suggerita da Spalletti, fu corretta. Radja è un ragazzo un po' distratto e all'Inter non ha fatto bene, ma il suo valore sul campo era indiscutibile. Ai tempi il sacrificio poteva essere fatto, poi non ha funzionato. La voglia di prendere Nainggolan era talmente potente che è sembrato legittimo quello scambio. Mi dispiace che non si sia ripetuto a Milano, a Roma sembrava il signore del centrocampo: la prima partita che fece in giallorosso fu incredibile e fece impazzire il pubblico, giocando in maniera generosa e mostrando doti tecniche eccelse. Ho fatto un applauso interiore quando è stata fatta l'operazione. Chi poteva pensare che Radja non 

ANTONIO CONTE - "Ho una grandissima stima per lui, avemmo una discussione a Bologna su una sua dichiarazione riguardo a un gol subito dall'Inter, segnato da Palacio e definito un autogol, cosa che mi fece arrabbiare. Ma lo rispetto molto, siamo buoni conoscenti e lo stimo. Cercai di portarlo all'Inter nel mio periodo nerazzurro, perchè volevo un allenatore che garantisse un risultato: non si sapeva se Spalletti sarebbe rimasto a Roma o meno e andai a Londra per cercare di convincerlo, ma all'epoca non era affatto interessato nonostante gli avessi detto che c'era una proprietà fortissima che avrebbe fatto di tutto per accontentarlo. Immediatamente dopo si è aperta la trattativa con Spalletti ed è stato fondamentale per l'Inter: passammo da un settimo/ottavo posto al ritorno in Champions League, giocando un bel calcio".trovasse mai la condizione all'Inter? Io stesso non avrei mai creduto che il suo rendimento colasse a picco".

SPALLETTI - "Come allenatore è un genio, una persona amablissima e bizzarro, che a volte ha attacchi di lucida follia, ma è un allenatore impagabile. A Napoli, nel giro di cinque minuti, ha messo in piedi una squadra competitiva per il massimo risultato. Un allenatore geniale, con cui ho una forte amicizia e vado volentieri a pranzo: è esilarante, simpaticissimo. Vi svelo un aneddoto: Skriniar fu una sua richiesta perentoria e inderogabile. Non accettò mai di parlare di altri difensori, quando cercavamo un elemento per rinforzare la retroguardia".

BROZOVIC - "Non abbiamo mai voluto cederlo, non è mai stato in discussione. Sono circolate voci non vere. Finchè Luciano non ha trovato la sua poizione perfetta in campo, non si era realizzato appieno. Luciano l'ha responsabilizzato schierandolo regista e compiendo l'ennesima impresa della sua carriera, cambiando un ruolo e una carriera. Ora è fondamentale per l'Inter, insostituibile".

DZEKO E CORREA - “Edin è un campione nei comportamenti, nell'atteggiamento e nella mentalità, ha grande sensibilità tecnica. Vuole vincere qualcosa in Italia e darà tutto per farlo con l'Inter. Un giocatore forte, fortissimo. Può fare ancora di più e segnare di più, andando oltre gli attuali 7 gol. Correa? Mi emoziona, vivo nel calcio col sentimento infantile di chi apprezza la tecnica e si emoziona vedendo chi sa saltare l'uomo. Correa ha queste qualità, deve acquistare determinazione e incattivirsi, ma vederlo giocare è bello e divertente. Quando sarà al 100%,sarà importante”.

SCUDETTO - "Io voto Napoli. L'Inter potrà lottare per vincerlo, ma credo che il Napoli abbia messo in piedi una formazione equilibrata e coesa, dove non manca nulla: forza fisica, tecnica, agilità, doti tattiche. Per me possono farcela. Se mantengono questa puntualità e ferocia, difficilmente verranno raggiunti da qualcuno. L'Inter ha risorse e qualità per combattere e lottare per il titolo".


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