Inter, serve il cambio in porta? Handanovic preoccupa, e i numeri...

Scritto da Marco Corradi  | 

Il derby di Milano ha riacceso i fari su tutte le problematiche dell'Inter e, nuovamente, una buona parte di tifoseria ha tirato la croce su Samir Handanovic. Ai nerazzurri serve un cambio in porta? I giorni da titolarissimo e indiscutibile del capitano devono essere conclusi, puntando su Onana? Andiamo ad analizzare insieme il rendimento iniziale del portiere sloveno, ormai da due-tre anni ben al di sotto dei suoi standard iniziali e/o in evidenti in difficoltà sulla reattività e il posizionamento.

INTER, IL PROBLEMA-HANDANOVIC: LE STATISTICHE PIANGONO

Partiamo da un doveroso presupposto: Handanovic, nella debacle di ieri, forse è il penultimo dei colpevoli. Il portiere si è trovato spiazzato dagli errori di reparto e dalle follie di de Vrij su due delle reti, e ha evidenti responsabilità solo sul 2-1: posizionamento errato e tuffo al rallentatore su una conclusione facile da deviare. Ciò che ha riacceso i fari su Handa è l'impietoso confronto col suo dirimpettaio Maignan: un portiere che para e regala punti alla sua squadra da un anno, contro un altro che invece subisce spesso gol al primo tiro o resta fermo a guardare la sfera entrare in rete. 

Il problema-portiere, checchè ne dicano molti addetti ai lavori, esiste in casa-Inter da almeno due-tre anni: col passare del tempo, la reattività di Handa è andata calando di stagione in stagione. Gli errori di lettura e posizionamento si sono moltiplicati, venendo cancellati in buona parte da una difesa granitica. Quando tutta la difesa non funziona, il problema riemerge in maniera accentuata, come ieri sera. Ma le statistiche di Handanovic, di per sè, sono impietose e segnalano il declino di quello che per un paio d'anni è stato il miglior portiere della Serie A nel post-Buffon.

Andando ad analizzarle nel dettaglio, infatti, si vede come l'ex Udinese sia solo 18° su 20 portieri per la percentuale di parate. Handa ha subito 8 gol su 19 tiri nello specchio e si ferma al 57.9% di parate. Impietoso il confronto con chi guida la classifica: Sepe (Salernitana) si attesta a un incredibile 92.9%, Perin (Juventus) al 91.7% e Rui Patricio all'88.9% prima di affrontare l'Udinese. Alle spalle di Handanovic, solo Consigli (Sassuolo, 57.2%) e Di Gregorio (52.2%), con quest'ultimo che giocherà domani contro l'Atalanta. Numeri spaventosi, che certificano una problematica messa in evidenza da tempo dai tifosi.

INTER, È L'ORA DI ONANA? E RADU…

Tifosi che invocano a gran voce un cambio in porta. Se nello United ten Hag può spedire in panchina Maguire e CR7 ricavandone tre vittorie consecutive con Lisandro Martinez/Varane difensori e Rashford punta, perchè l'Inter non può azzardare quel cambio in corsa che avvenne anche con Julio Cesar al posto di Toldo? La domanda sorge spontanea, visto che Onana aveva impressionato nel precampionato e tutti conosciamo le sue qualità: al netto di qualche imprecisione in uscita, il camerunense ed ex Ajax è un mostro di reattività e qualità nelle parate. 

Se l'Inter ha scelto con convinzione di puntare su di lui per il dopo-Handanovic, come dimostrano i 3mln/anno, un tentativo da titolare in tre-quattro gare consecutive è un obbligo e non un'opzione. Magari non col Bayern, ma nelle successive sfide di Serie A. Viceversa, l'accanimento terapeutico su Handanovic dimostrerebbe la veridicità di alcune ipotesi circolate nei mesi scorsi: e se l'Inter avesse puntato su Onana solo perchè si liberava a parametro zero e non costava praticamente nulla? Vedremo che succederà, nel mentre segnaliamo un dato. 

Nella sottile ironia dei numeri, viene spontaneo notare le statistiche di Ionut Radu: trentatrè parate effettuate in cinque giornate, pur avendo subito nove reti, con quell'errore clamoroso contro la Fiorentina. Il rumeno, ex secondo di Handa, è tra i migliori per rendimento col 72% di interventi sui tiri ricevuti. Su di lui incombe, però, l'ombra di Carnesecchi: i grigiorossi potrebbero schierare da titolare il portiere della promozione, tornato nei giorni scorsi, accantonando a sorpresa Ionut, in un autentico dejà-vu. Gli capitò lo stesso dopo sei mesi strepitosi nel Genoa, col ritorno di Perin…

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