Finalmente dopo tormentoni e catastrofi annunciate, è arrivata la SerieA e i tifosi hanno avuto la possibilità di godere della propria squadra del cuore, alcuni addirittura direttamente da San Siro, il nostro tempio, altri da casa o dalle località turistiche dove ancora stanno trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza. Alla fine siamo tornati a parlare di campo, e un roboante 4 a 0 ai danni del Genoa ci ha fatto emozionare, sperare, offrendoci, oggi a mente fredda, la possibilità di avvalerci di alcune considerazioni che analizzeremo in questo articolo.

 

Questo Genoa è stato veramente poca roba, reparti sfilacciati ed illustri signor nessuno che senza dubbio hanno influito sul risultato finale, tuttavia, le trame di gioco e la filosofia calcistica resta quella, indipendentemente dalla squadra che affronti, le capacità balistiche non mutano in base agli interpreti che ti contrastano, certo ti facilitano il compito, e infatti Barella sembrava giocare alla playstation a tratti, ma le analisi e le considerazioni non cambiano.

 

Un primo elemento che colpisce è senza dubbio la profondità della rosa, ieri mancavano alcuni giocatori, uno su tutti, Lautaro Martinez, inutile dire che adesso il toro è il giocatore simbolo e imprescindibile della squadra, eppure, la profondità della rosa, ieri, ha permesso a Inzaghi di giocare con un centrocampista in più, per sopperire alla momentanea emergenza in attacco, causata dall'ennesimo stop di Sanchez, dalla squalifica del toro e da questo benedetto attacante che proprio non vuole arrivare.

 

Dentro dall'inizio allora SensiÇalhanoğlu dietro al cigno di Sarajevo, come già sperimentato contro la Dynamo, ecco lo stratega Inzaghi che in base alle situazioni si adatta camaleonticamente, perchè, a differenza dei soliti undici titolari della Lazio, adesso ha la possiibilità di intavolare lunghe partite a scacchi con le tante pedine a disposizione, può sperimentare e cucire tante vesti per la sua squadra.

 

 

Inzaghi al raduno

 

Succede allora che a venti minuti dalla fine entra Vidal che riesce a fare un gol e un assist, cambiando notevolmente il passivo della gara, succede che a un quarto d'ora entra Vecino con la sua garra charrúa e rinforza il centrocampo per dare solidità e muscoli. Vidal e Vecino, due giocatori che la scorsa stagione hanno visto pochissimo il campo, il cileno, in verità, nella prima stagione lo ha visto tanto, combinando molti disastri, l'uruguagio, invece, ha giocato solo alcuni scampoli nelle ultime partite della stagione. Due recuperi, uno mentale l'altro fisico, che potrebbero essere fondamentali, che potrebbero essere, in effetti, due nuovi acquisti.

 

Anche gli esterni metteranno in difficoltà il mister, aspettando Dumfries, Darmian ha disputato un'ottima gara, in entrambe le fasi, Perisic era pimpante e pieno di voglia, ma allo stesso tempo quando è entrato Dimarco, si è capito che il ragazzo difficilmente starà in panchina, perchè palla al pide è una forza della natura. Ma proprio in relazione alla rosa profonda, e all' intercambiabilità di tanti giocatori, sia Dimarco che Darmian possono giocare anche nel terzetto centrale,e , infatti, ad un certo punto Darmian ha preso il posto di Bastoni, in riferimento alle sperimentazioni e casting che il mister sta portando avanti per studiare varie possibilità ed alternative.

 

Ricapitolando, i tre centrali di difesa, intoccabili hanno valide alternative, non solo Ranocchia e D'ambrosio, ma anche Dimarco e Darmian, il centrocampo avrà in panchina calciatori come Sensi, Vecino e Vidal, senza dimenticare Gagliardini (anzi, se volete,siete liberi di dimenticarlo) e in attacco non mancherà l'abbondanza, con Lautaro, Sanchez, Džeko e Satriano che a quanto pare resterà. A questi bisogna aggiungere un altro attacante che l'Inter prenderà nelle prossime ore, a causa di infortuni dell'ultima ora, a quanto pare l'attacante sarà argentino, e scatenerà, come diciamo ormai da mesi noi di Calciomercatointer un tango di passione che abbraccierà gli interisti di tutto il mondo.


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