Champions League, Bayern-Inter 0-2: le pagelle nerazzurre

Scritto da Marco Corradi  | 

Discreta la prima dell'Inter II, che viene sconfitta 2-0 dal Bayern dopo essere stata ampiamente in partita e aver protestato per un solare rigore non concesso sullo 0-0 (mani di Mané). Decidono i gol di Pavard e Choupo-Moting, che segna in un secondo tempo dai ritmi bassi sfruttando una disattenzione difensiva nerazzurra. Gioca un quarto d'ora Valentin Carboni, si salva dal rischio-ammonizione Lautaro e Inzaghi può ritenersi soddisfatto, aspettando il sorteggio di lunedì. Di seguito le pagelle dei nerazzurri. 

ONANA 6 - Superlativo ed entusiasmante coi piedi, si toglie anche il lusso di un dribbling su Choupo-Moting. Quasi mai impegnato, non deve fare gli straordinari come all'andata. Fornisce sicurezza a difesa e tifosi. 

DARMIAN 6 - Dovrebbe essere a disagio, invece probabilmente è il migliore ed il più lucido nel terzetto difensivo. Buonissima prestazione. 

DE VRIJ 5.5 - Cancella una buona prestazione con l'errore di lettura, grave, sull'azione del 2-0. Perchè non è uscito su Choupo-Moting, lasciandogli campo libero per il tiro? Se lo chiede anche Acerbi, che lo rimprovera con vigore. (dal 75' SKRINIAR sv - Un quarto d'ora per marcare presenza e riprendersi la fascia da capitano). 

ACERBI 6 - Pericoloso in attacco, vedendosi annullare un gol, attento in difesa. Reazione da leader dopo il 2-0, strigliando de Vrij. 

BELLANOVA 5.5 - Nel primo tempo la sua corsia sembra ricoperta di bucce di banana: la scelta infelice dei tacchetti sul difficile terreno dell'Allianz lo fa cadere molto spesso. Corregge nella ripresa e fornisce qualche buono spunto, ma la sua prestazione resta insufficiente. Debuttare da titolare col Bayern dopo aver giocato al massimo un quarto d'ora a partita, sicuramente, non ha aiutato. 

BARELLA 6.5 - L'anima dell'Inter. Suona la carica in avvio con una strepitosa conclusione da fuori area, poi lotta su ogni pallone come un leone. (dal 60' MKHITARYAN 6 - Limita i giri del motore, ma gioca con intelligenza e qualità). 

ASLLANI 6 - Gioca con ordine davanti alla difesa, senza guizzi o particolari giocate di rilievo. Aveva bisogno di mettere minuti nelle gambe, gioca tutta la partita. Ma Calhanoglu, ahilui, ormai si è preso il ruolo di vice-Brozovic. 

GAGLIARDINI 5 - Si conferma l'anello debole dell'Inter, in tutti i sensi. Sbaglia un'infinità di palloni. (dal 60' CALHANOGLU 6 - Entra per alzare il tasso tecnico del centrocampo e migliorare nella zona offensiva. Missione compiuta, con un paio di palloni molto interessanti). 

GOSENS 5.5 - Un paio di buoni spunti nel primo tempo, dopo un brutto testa-contro-testa con Kimmich: è lui a servire il pallone con cui Lautaro sfiora la rete. Nella ripresa, sparisce completamente dal campo e viene sovrastato da Mazraoui. 

LAUTARO 6 - Fascia da capitano al braccio, disputa una gara ordinata con un solo guizzo, quando manca di un soffio la rete sull'imbucata di Gosens. Aveva un'unica missione oggi, evitare l'ammonizione che gli avrebbe fatto saltare gli ottavi. Missione compiuta. (dal 60' DZEKO 6+: Grande subentro del bosniaco, che orchestra la manovra offensiva e si crea un paio di chances offensive).

CORREA 4.5 - Prestazione completamente inadeguata al livello e al contesto. Non azzecca una scelta e una mossa offensiva. Una delle sue peggiori gare con la maglia nerazzurra. (dal 75' Valentin CARBONI 6 - Per fare meglio di Correa, bastava entrare in campo. Lo fa molto bene, pressando altissimo e provando a prendersi la luce della ribalta. L'emozione del debutto in Champions c'è, ma la nasconde bene). 

All. INZAGHI 6 - Effettua un ampio turnover e può ritenersi soddisfatto. La sua Inter mette in difficoltà il Bayern in avvio, con l'occasione di Barella e quella di Lautaro, ma soprattutto guadagnandosi un rigore che inspiegabilmente non viene concesso. Finisce però 2-0, con le reti di Pavard e Choupo-Moting a punire una squadra non collaudata nella fase difensiva. Azzeccati i cambi, con un unico appunto: Valentin Carboni avrebbe potuto giocare qualche minuto in più, vista la non-prestazione del Tucu Correa.  


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