Copa America: trionfa l'Argentina, finale anonima per Lautaro

Scritto da Marco Corradi  | 

Trionfa l'Argentina, trionfa Lionel Messi. La Pulce vince il primo trofeo internazionale con la Seleccion, togliendosi dalle spalle l'enorme speso che gli era stato caricato dai media e (probabilmente) si era caricato anche da solo. Messi alza la Copa America 2021 in casa del Brasile, al Maracanà e in faccia a un Neymar in lacrime, dopo una vittoria storica. Da 28 anni (Copa America 1993) l'Albiceleste non vinceva un trofeo internazionale, da 71 anni (22 vittorie, 6 pareggi) il Brasile non perdeva un match ufficiale al Maracanà e dallo storico Maracanazo con l'Uruguay, con la Seleçao che fino a stanotte aveva vinto ogni singola Copa America giocata da paese ospitante, e l'Argentina che non la batteva in una finale della Copa America dal 1937.

Un trofeo storico, che passa dai piedi di Lionel Messi se guardiamo l'intero arco del torneo, ma non la finalissima. Leo, come Neymar, è stato anonimo e ha sbagliato in modo clamoroso (inciampando sul pallone) il possibile 2-0. Messi vince con merito il premio di MVP della Copa America e di capocannoniere, in virtù dei suoi 4 gol e 5 assist decisivi per il cammino dell'Argentina, ma sono Rodrigo De Paul e Angel Di Maria a prendersi la scena contro il Brasile. Di Maria segna il gol-vittoria con un perfetto pallonetto, dando la rivincita a una generazione che era stata definita “maledetta” per aver perso una finale Mondiale (Brasile 2014, vs Germania) e due finali di Copa America (2015 e 2016, vs Cile), De Paul invece si consacra definitivamente come campione assoluto e centrocampista tra i migliori al mondo. Perchè abbia “perso” (non ce ne vogliano gli amici friulani) cinque anni all'Udinese, resta uno dei grandi misteri del calcio: dominante in Serie A e ora dominante anche in Copa America, prima di passare all'Atletico Madrid per 35mln più 5mln di bonus. Nella finalissima è stato un giocatore totale: assistman per il gol con un lancio millimetrico di 40m sui piedi del Fideo, perfetto in transizione offensiva, difensore centrale aggiunto su Neymar che ha completamente annullato e rubapalloni alla Kanté. Dava l'impressione di essersi quintuplicato, e non scherziamo.

Lionel Messi alza dunque una Copa America che porta il suo marchio indelebile (7° Pallone d'Oro in arrivo), ma porta anche quelli di Angel Di Maria (gol in finale), Rodrigo De Paul, del Cuti Romero (difensore eccelso, tra Atalanta e Argentina) e del Dibu Emiliano Martinez, miglior portiere del torneo: un anno fa era reduce dall'ennesimo prestito e ai margini nell'Arsenal, un anno dopo è nella top-5 dei portieri della Premier League (15 clean sheet con l'Aston Villa) e ha vinto la Copa America da assoluto protagonista, con un autentico show nei rigori contro la Colombia. Ed è la Copa America anche di Lautaro Martinez, molto discontinuo nell'arco del torneo: opaco e tendente al disastroso in principio, rinato con tre gol in tre match (Bolivia, Ecuador nei quarti, Colombia in semi), sparito dai radar e anonimo nella finalissima. 

Difficilissimo emergere in una finale così nervosa e ad alta tensione, a maggior ragione quando anche Messi non brilla e si tende a privilegiare un gioco difensivo (ma vincente, masterclass di Scaloni) e il lancio su Di Maria, ma Lauti ci ha messo del suo, sparendo completamente dal match e venendo sostituito al 79' per far posto a Nico Gonzalez. Non è stata la sua finale, ma si rifarà, e intanto vivrà una notte di festeggiamenti con l'Argentina. Prima di ripartire dalla nuova Inter di Simone Inzaghi e, si spera, discutere e firmare il rinnovo che lo blinderà in nerazzurro…


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