Ieri mano nella mano, domani col nemico

Lo stesso José Mourinho che realizzò i sogni dell'Inter cercherà di infrangerli per far avverare quelli della stessa Roma a cui li aveva demoliti.

Scritto da Manuel Delon  | 
Mourinho e Inzaghi (Inter-Roma 2-0 C. Italia), fonte: Getty Images.

L'ironia della sorte. Giusto dodici anni fa l'Inter sotto l'ala protettrice di José Mourinho si giocava lo scudetto contro la Roma, mentre domani a interporsi sul cammino che separa i nerazzurri dal titolo c'è proprio lo stesso Special One, proprio sulla panchina dei giallorossi.

L'unica differenza che intercorre tra una storia e l'altra è che la squadra capitolina, sta volta, non è in lotta per lo scudetto. Tuttavia, ciò non toglie che darà battaglia agli uomini d'Inzaghi, in quanto l'obiettivo quarto posto sia ancora alla portata e che per il Biscione è di vitale importanza non commettere falsi passi se vuole andarsi a prendere la seconda stella.

E la magia non finisce qua. Perché il match si giocherà nello splendido e avvolgente San Siro, per sempre la casa del grande José. Perché, sì, non più amici ma nemici, però dei cari nemici: perché si va avanti, senza restare ancorati al passato, ma non si dimentica. Sembra ieri quando l'Inter nel giro di 17 giorni alzava Coppa Italia, Scudetto e la Coppa dalle grandi orecchie, la Champions. Insomma, l'atmosfera sarà elettrizzante per il secondo ritorno di Mou a casa sua dopo 12 anni di lontananza.

Certo, sarà anche strano, ambiguo, e ci sarà anche molta tensione vista la posta in palio. D'altronde anni fa Mourinho era dalla parte dei nerazzurri a compiere le imprese e realizzare i loro sogni, mentre invece domani sera cercherà di infrangerli per far avverare quelli della stessa Roma a cui li aveva demoliti 12 anni fa.

Tuttavia, come scritto poc'anzi, domani sarà battaglia ma non guerra
 


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