Il finanziamento concesso da Oaktree Capital Management, divenuto ufficiale qualche ora fa, tiene ancora banco sulla stampa sportiva italiana. In una lunga e dettagliata analisi sul sito del Sole 24 Ore, ribadita poi ai microfoni di Sky, il noto giornalista Marco Bellinazzo fornisce dettagli sull'operazione, che non prevederà un passaggio di quote da Suning ad Oaktree. Bellinazzo chiarisce alcuni aspetti oscuri dell'affare (il passaggio di quote ha diviso la stampa e le fonti), e i piani futuri dell'Inter. Andiamo a riassumere per punti i contenuti presenti nella sua analisi.

SUNING-OAKTREE: NESSUN PASSAGGIO DI QUOTE DELL'INTER

Contrariamente a quanto era stato scritto nei primissimi istanti successivi all'ufficialità del finanziamento fornito da Oaktree a Suning (275mln), complice anche un comunicato tutt'altro che chiaro (che parlava di “un'operazione di finanziamento a livello di azionariato”) e le notizie riportate ieri da Bloomberg, non ci sarà nessun passaggio di quote dell'Inter ad Oaktree, che non diventerà il nuovo socio di minoranza con la “sparizione” di LionRock, controllata di Suning con sede a Singapore. L'assetto societario, come ha ribadito più volte Marco Bellinazzo, resta invariato: 68.55% a Suning, 31,05% a LionRock più quei piccoli azionisti che tutti insieme mantengono lo 0.4%. Le quote di Suning nel club vengono date in pegno, come garanzia, per il finanziamento da restituire (o rinegoziare) entro tre anni versando anche gli interessi pattuiti. Se questo non accadrà, Oaktree si prenderà la quota di maggioranza dell'Inter com'è successo al Milan con Elliott. 

Oaktree garantirà i 275mln di euro alla controllante dell'Inter, quella Great Horizon che è di proprietà di Suning e ha sede in Lussemburgo. Great Horizon tratterrà 35mln (per personali costi di gestione, ipotizziamo noi, anche se Calcio&Finanza ipotizzava che con 33mln circa si potesse liquidare LionRock in futuro) e verserà i restanti 240mln direttamente nelle casse dell'Inter: un versamento che avverrà in più tranche, per far fronte al fabbisogno finanziario dell'attuale stagione (stipendi arretrati ecc) e della prossima. Bellinazzo precisa come l'operazione non sia nuova: Suning aveva finanziato così, attraverso Great Horizon, l'Inter negli anni passati per quasi 320mln. 

QUESTIONE-BOND E TAGLI ALLE SPESE

Nel corso dell'estate, o comunque, entro fine anno (spiega Bellinazzo) l'Inter dovrà rifinanziare i bond stipulati in passato per 375mln circa, spostando in avanti la scadenza. A questo si aggiungono altri 50mln di un'ulteriore linea di credito, da saldare nel 2022: Suning punta a spostare i termini per la restituzione al 2025 o al 2026, il che vuol dire che conta di restare ancora a lungo nell'Inter. L'indebitamento complessivo del club, non intaccato dal finanziamento che verrà “caricato” su Great Horizon, è dunque di 475mln: 375mln di bond, 50mln di linea di credito, 50mln di debiti coi fornitori, da “ridurre” con eventuali crediti. Il finanziamento consentirà all'Inter di versare gli stipendi di novembre e dicembre, rinviati a fine maggio per un accordo coi giocatori (30mln lordi): il club ha già versato gennaio e febbraio e verserà marzo entro il 30 giugno, scadenza imposta dalla FIGC che ha concesso solo quello slittamento. L'obiettivo futuro del club (spiega Bellinazzo) sarà quello di ridurre il costo dell'organico, che attualmente porta via 195mln lordi sugli ingaggi e 130mln lordi di ammortamenti: 325mln complessivi. I costi, nelle idee dell'Inter e di Suning, dovrebbero essere tagliati del 15% o del 20%.

SUNING E LE MOSSE FUTURE: MERCATO E AUMENTO DEI RICAVI

Che mercato farà l'Inter? Se lo chiedono in tanti, dopo le notizie riguardanti il finanziamento. La situazione, spiega Marco Bellinazzo sul Sole 24 Ore, potrebbe essere molto simile all'anno scorso. L'Inter dovrà cedere degli esuberi e/o tagliare spese inutili, e mantenere un rigido equilibrio tra entrare ed uscite provando anche a ridurre il monte-ingaggi. Questo, aggiungiamo noi, non avverrà per forza cedendo un big o stoppando quei rinnovi che sono stati messi in cammino nei mesi scorsi e potrebbero diventare ufficiali nelle settimane a venire (de Vrij, Bastoni, Lautaro): al momento l'Inter ha panchinari “esosi” come Vidal (6.5mln) e Sanchez (7mln), che potrebbero essere i primi su cui si abbatterà la “scure” del taglio-costi, dopo i mancati rinnovi (Kolarov, Young, D'Ambrosio in uscita). Equilibrio tra entrate e uscite, taglio dei costi e magari accordi individuali coi tesserati per abbassare i costi. 

Perchè l'Inter, spiega Bellinazzo, è stato il club più penalizzato in assoluto dalla pandemia: oltre 70mln persi dalla chiusura di San Siro. La priorità sarà riaprire l'impianto nel 2021-22 e tornare a guadagnare dallo stadio, ma anche massimizzare i ricavi. In tal senso viaggia la ricerca di uno sponsor di maglia che garantisca non meno di 25mln: al momento, ripòrta il noto giornalistica ed esperto di economia calcistica, ci sono state solo manifestazione d'interesse e nessuna trattativa. In epoca pre-COVID l'Inter aveva un fatturato strutturale, “pulito” dalle plusvalenze, di 360mln e deve aumentarlo a 400mln circa. Dovranno essere rimpiazzati i contratti con degli sponsor cinesi che si sono esauriti e/o avviare il progetto del nuovo stadio. Senza il quale, spiega Bellinazzo, “a lungo andare tutte le operazioni di rifinanziamento o di riequilibrio dei conti potrebbero rivelarsi inutili se si vuole stare a certi livelli in Europa”. E, aggiungiamo noi, anche mantenere la proprietà dell'Inter…


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