L'ex Winter: "Troppi paragoni con la squadra di Conte, vincere a Torino la svolta. Su Dumfries e de Vrij..."

Parla l'oggi allenatore olandese, centrocampista dell'Inter dal 1996 al 1999

Dal 1996 al 1999 ha vestito la maglia dell'Inter in 77 occasioni segnando anche 1 gol e vincendo quella storica Coppa Uefa nel 1998. 

Stiamo parlando di Aron Winter, ex centrocampista olandese e oggi allenatore. Fino allo scorso anno aveva guidato la Grecia. 

Intervistato da “La Gazzetta dello Sport”, Winter ha detto la sua sulla stagione della squadra di Inzaghi, soffermandosi poi sui suoi connazionali Dumfries e de Vrij. 

Queste alcune delle sue dichiarazioni: "Con le ultime due vittorie, guardando anche i risultati degli altri rivali, l’Inter si è messa nella migliore condizione per questa fine corsa: quello italiano è davvero un campionato appassionante. 

Cosa non stava andando? L’Inter ha sofferto troppo i paragoni fatti con la squadra dell’anno precedente. Non hanno senso: questa è un’Inter diversa, che è dovuta evolversi. Avrà perso qualche punto ma, anche nelle difficoltà, ha dimostrato di essere equilibrata. Difende bene, concede poco, e ha pure tante soluzioni offensive: Lautaro è una nuova stella e, quando hai bisogno di aiuto, trovi sempre Dzeko". 

Continua: “Battere la Juve con la maglia dell’Inter fa sempre cambiare il modo in cui guardi te stesso. Ti dà fiducia. Stavolta quella vittoria ha cambiato tutto il campionato. Ma il bello viene adesso: non bisogna dare per scontata nessuna partita da qui alla fine”. 

Su Dumfries: “Forse voi che non lo conoscevate, ma noi qui abbiamo visto da subito la sua voglia di emergere. Sin da quando ha iniziato con lo Sparta Rotterdam aveva in testa questa carriera. Lo vedete con quella faccia sempre arrabbiata, ma è un giocatore positivo. Simpatico. Un trascinatore che fa stare bene gli altri. Corre sempre in avanti, ma ha la velocità per recuperare quando perde palla. Per essere al primo anno di Italia si è adattato bene, ma col tempo migliorerà: la Serie A ti fa sempre crescere”. 

Su de Vrij: “Ma l’Inter ci pensi due volte a lasciarlo andare: sicuri che si trovi qualcosa di meglio in giro? Mi sono sempre sentito legato a lui, anche perché ha fatto il mio stesso viaggio italiano: prima Lazio, poi Inter. A me piace non solo perché sa marcare, ma anche per come gioca la palla in stile olandese. E poi è davvero un bravo ragazzo”.


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