Inter, ormai è innegabile: le colpe di Inzaghi sono enormi

L'Inter perde ancora e dà l'idea di non essere una squadra. Inzaghi non sa dove voltarsi ma con i suoi errori complica la situazione ancora di più.

Scritto da Filippo Rivani Farolfi  | 

L'Inter a Udine perde la quarta partita stagionale in un modo tanto drammatico quanto preoccupante. I nerazzurri, infatti, hanno disputato una partita orrenda sotto tutti i punti di vista, con un risultato quasi fin troppo benevolo nei confronti dei ragazzi di Inzaghi.

Propio l'allenatore dell'Inter, già criticato per alcune decisioni non proprio chiare, nel pomeriggio friulano ha decisamente toccato il fondo e le sue colpe ormai sono tanto gravi quanto innegabili e adesso la sua posizione sulla panchina nerazzurra non è più cosi salda. Ma andiamo con ordine nell'analizzare le responsabilità e gli errori di Inzaghi.

Capitolo portiere.

Handanovic è il portiere di campionato e Onana quello di coppa. Un'alternanza con davvero poco senso di esistere, come anche dimostrato dalle prestazioni. Il capitano sloveno ha dimostrato i classici e ormai cronici problemi, in primis la reattività totalmente assente, eppure per Inzaghi il titolare in campionato è lui, senza discussione, nonostante Onana abbia ben figurato in entrambe le partite di Champions League disputate, tra cui quella contro il Bayern Monaco dove il portiere ex Ajax ha messo a segno un altissimo numero di parate. La principale colpa di Inzaghi in questo caso è quella di non aver saputo usare il pugno duro con il capitano e creare una vera e propria concorrenza dove chi si dimostra migliore gioca, senza “posti fissi”. Riecheggiano ancora le parole del mister dopo la sconfitta contro i bavaresi “sabato gioca Handanovic”.

Capitolo difesa.

Cambiamo reparto ma i problemi persistono e, anzi, aumentano. Inzaghi a lungo ha richiesto un difensore centrale per allungare il reparto venendo accontentato proprio sul “gong" del mercato con Acerbi. Proprio l'ex Lazio è l'unico giocatore che ha ben figurato nelle due partite giocate, sia quella contro il Plzen che quella odierna ad Udine. Soprattutto, Acerbi ha il merito di panchinare un De Vrij davvero irriconoscibile e sempre insufficiente. Fin qui, nessuna colpa ad Inzaghi, anzi il merito di aver a lungo insistito per avere un nuovo difensore. Passiamo al resto del reparto e qui sì che sono dolori. Bastoni è costantemente posto in ballottaggio con un Dimarco che, più volte, ha dimostrato di non poter giocare come terzo di difesa, stante la sua innata indole a non difendere. Per carità, il piede del classe 1997 è oro colato per un difensore ma la sua presenza in campo porta l'Inter a soffrire contro ogni avversario. Problema noto a tutti ma al quale Inzaghi sembra non prestare troppa attenzione. Come se non bastasse, Dimarco alle volte si trova a giocare come esterno di fascia e anche qui ha più volte dimostrato di non avere il passo, nell'arco dei 90 minuti, per giocare in un ruolo così delicato in un modulo come il 3-5-2. Non solo Bastoni sta soffrendo molto le decisioni di Inzaghi, anche Skriniar infatti è lontano parente del meraviglioso difensore ammirato nelle ultime stagioni. Le colpe di Inzaghi, in questo caso, sono rinvenibili nel match di oggi dove lo slovacco ha ricoperto tutti e tre i ruoli della difesa andando, come è ovvio che sia, in confusione. Oltre che sui singoli, gli errori di Inzaghi riguardano l'intero reparto arretrato che fa acqua da tutte le parti ma per il quale l'allenatore ex Lazio non sembra aver trovato qualche contro misura.

Capitolo Gosens.

L'esterno tedesco ha vissuto un'estate difficile dove ha faticato a trovare la giusta condizione, finendo per impattare negativamente anche sull'inizio di stagione. Come se non bastasse, Inzaghi continua ad utilizzarlo senza alcuna logica. Dopo un inizio davvero negativo, infatti, Gosens aveva discretamente figurato contro un avversario tosto come il Bayern Monaco ma da quel momento l'ex Atalanta ha disputato ben zero minuti complessivi in due gare di campionato e vedendosi preferire in entrambe le occasioni Darmian, che di ruolo farebbe l'esterno di destra. Non proprio il massimo per chi deve giocare per ritrovare la migliore condizione fisica.

Capitolo Asllani.

Dopo aver osservato e pagato a caro prezzo le assenze di Brozovic nella scorsa stagione, l'Inter ha acquistato Asllani, uno dei migliori prospetti dell'intero campionato italiano e con un futuro davvero radioso davanti, stante la giovane età (classe 2002). Fino a qui tutto bene, il giovane centrocampista gioca un buon precampionato, fatta eccezione per la partita con il Villareal e si candida per un ruolo da protagonista vista la sua capacità di agire sia come vice Brozovic sia come mezz'ala. Purtroppo per lui, e forse anche per l'Inter, tutto cambia con l'inizio della stagione. Inzaghi non lo vede minimamente e lo fa entrare, quando va bene, solo a risultato acquisito. Al momento sono 29 i minuti complessivi giocati da Asllani con Inzaghi, che con questo modo cieco di vedere l'albanese sta danneggiando tutti.

Capitolo Gagliardini.

Per un Asllani che non gioca mai ecco chi invece, in un modo o nell'altro, trova spesso il campo in maniera totalmente inspiegabile. Gagliardini ha dimostrato, a più riprese, di essere inadatto a certi livelli. L'ex Atalanta è lento, gioca male con i piedi e non contrasta granché, nonostante il fisico di cui può godere. Eppure, nonostante questo, Gagliardini è il primo cambio automatico di Inzaghi o la soluzione quando si devono fronteggiare avversari fisici, come Milinkovic Savic, peraltro con risultati patetici.

La gestione degli ammoniti.

 Il vero errore ingiustificabile di Inzaghi è la gestione delle ammonizioni. Il tecnico ex Lazio sembra avere una vera e propria paura di finire in inferiorità numerica, a tal punto che arriva a cambiare sistematicamente ogni giocatore sanzionato. Oggi però Inzaghi ha toccato il fondo cambiando al 30' minuto del primo tempo sia Bastoni che Mkhitaryan, esclusivamente in quanto già ammoniti dall'arbitro Valeri, come espressamente ammesso dallo stesso tecnico in conferenza stampa. Una gestione del genere è semplicemente folle, tanto è vero che, letteralmente, nessun allenatore al mondo la applica.

L'Inter di questo inizio di stagione è troppo brutta per essere vera e, solitamente, sta all'allenatore trovare il modo di invertire la rotta. Quest'anno però Inzaghi, oltre a sembrare totalmente in balia degli eventi, ci sta mettendo del suo con delle decisioni davvero difficili da interpretare e giustificare. Errori gravi e ripetuti che potrebbero (chissà) costargli la panchina nerazzurra.


💬 Commenti