L’Inter e la mentalità (vincente) ritrovata: la crescita dei nerazzurri

Scritto da Filippo Rivani Farolfi  | 

E’ il 24 ottobre, Dybala fredda l’Inter dagli undici metri, dopo un fallo ingenuo di Dumfries, e costringe i nerazzurri al pareggio. Napoli e Milan volano e c’è già chi parla di Inter fuori dalla lotta allo scudetto. I nerazzurri giocano un discreto calcio ma spesso portano a casa meno punti quanti meriterebbero e in molti additano le colpe a Inzaghi, Dzeko, Dumfries e Calhanoglu, proprio coloro che sono arrivati sulla sponda nerazzurra del Naviglio dopo la lunga burrascosa estate appena passata. 
 

Sabato 4 dicembre l’Inter espugna l’Olimpico di Roma con un netto 3-0 ai danni dei giallorossi di Mourinho che non ammette repliche. Decisamente troppo ampio il divario tecnico tra le due squadre con i ragazzi di Inzaghi che giocano una partita fantastica, una di quelle da far vedere a vita a chi si avvicina al mondo del calcio. Una partita destinata a fare storia.

L’Inter è ad un punto dalla vetta della classifica, ha già superato il Napoli di Spalletti (battuto a San Siro qualche settimana fa) e riceve i complimenti di tutti gli addetti ai lavori, sì, anche di quelli che 40 giorni prima tagliavano i nerazzurri dalla lotta al vertice.

Ma cos’è successo in questo mese abbondante? Semplice (si fa per dire): i ragazzi di Inzaghi hanno cambiato mentalità, si sono ritrovati e hanno capito chi sono: i campioni d’Italia, quelli con lo scudetto cucito sul petto. La facilità con cui Brozovic e compagni impostano le partite e dominano gli avversari è lampante. Il gioco messo in mostra dai nerazzurri in questo ultimo mese è stato ammagliante per la bellezza ed è impossibile non notarlo, chiedete al Social Media Manager del Venezia o a Josè Mourinho in persona. L’Inter ha capito (o forse se l’è solo ricordato) di essere forte, davvero forte e lo sta dimostrando con i fatti. 8 vittorie nelle ultime 9 partite, un unico pareggio, quello nel derby dominato di novembre con tanto rammarico in casa Inter. Il tutto da quel 24 ottobre, da quel rigore di Dybala.

Sembrava si fosse spenta la luce sull’Inter. Inzaghi nervoso che viene espulso, sembrava l’immagine del ridimensionamento di cui tanto si era parlato in estate. Calhanoglu era motivo di sfottò da parte dei cugini rossoneri. Sembrava peró. Adesso Inzaghi è più tranquillo e la sua creatura prende forma. Il turco disegna calcio con una continuità mai avuta. Segna (anche da corner) e fa segnare, ma soprattutto mostra una mentalità e un carattere mai visti.

I mugugni dei tifosi e le critiche dei giornalisti sono spariti. L’Inter domina in Italia e in Europa mostrando una coralità di gioco davvero importante e ricorda a tutti di essere forte. I ragazzi se lo sono ricordato, la mentalità vincente, quella portata da Antonio Conte, c’è ancora. 
 

Cambiano gli interpreti ma l’Inter ha ancora fame di vittoria e sa (di nuovo) di essere forte.
 


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