Calha, Tucu e Denzel, per ora, buona SOLO la prima

I tre volti nuovi non incidono e sorgono già i primi dubbi

Scritto da Marco Diluca  | 

Così non va, ecco il riassunto dei primi 45' di Sassuolo - Inter, un tempo a tratti imbarazzante, con una netta involuzione dei nerazzurri sul piano del gioco, e, inevitabilmente, sul banco degli imputati finiscono i nuovi acquisti, che nelle ultime partite, hanno impressionato si, ma in maniera negativa.

Inter - Genoa, Hakan Çalhanoğlu goal e assist, esordio con li botto, e dopo, il nulla cosmico. Tutte le prestazioni sotto la sufficienza, e un crescente malessere dei tifosi nei confronti del turco. Ben inteso, non è una bocciatura sul piano tecnico, ma semmai sul piano tattico. Tatticamente il turco non può ricoprire quel ruolo. Il gioco dell'Inter passa da Brozovic e gli allenatori avversari lo hanno capito, e piazzano un uomo fisso su Marcelo, limitandolo e impedendogli di esprimere gioco.

Così il centrocampo va in affanno, perché Çalhanoğlu non ha nelle sue corde il recupero palla e la corsa senza pallone, e Brozovic per uscire dall'impasse ha bisogno di un compagno pronto a supportarlo in entrambe le fasi, bravo ad accorciare e correre in aiuto, il turco questo non lo fa minimamente, e infatti, la gara dove ha stregato tutti lo vedeva giocare nel ruolo di trequartista a ridosso della punta. E quando al fianco di Marcelo hanno giocato Vecino o Vidal la musica è cambiata. Dunque oltre alla conferma di essere al cospetto di un giocatore incostante, l'equivoco è anche tattico.

Altro esordio indimenticabile per Correa, con la sua doppietta al Verona, e anche lui, successivamente si è perso nei meandri del cinque in pagella fisso, complice uno spinoso infortunio all'anca rimediato contro il Bologna, proprio nel momento in cui stava per diventare protagonista assoluto. Ma il Tucu è questo, prendere o lasciare, sprazzi da fuoriclasse dove risulta decisivo e partite anonime dove sparisce dal campo. L'auspicio e recuperarlo fisicamente e vederlo inserito negli schemi di Inzaghi, visto che è arrivato tardi e tra infortuni e nazionale ha avuto poco tempo per inserirsi.

Discorso diverso per Dumfries, il calciatore è straripante fisicamente e ottimo in fase offensiva, mentre nella fase opposta deve ancora registrare qualcosina. Passare dal calcio propositivo olandese al calcio tattico italiano non è facile, specie se il tuo ruolo è quello dell'esterno in un 3-5-2, tuttavia anche Hakimi ha mostrato difficoltà simili, risolte poi con un duro lavoro tattico, e la stessa cosa deve fare Denzel, lavoro, tanto lavoro.

Queste perplessità sono risolvibili, e non sono bocciature, ma una semplice analisi tattica di questi tre giocatori, che restano giocatori forti che vanno inseriti, risolvendo equivoci tattici e situazioni psicologiche particolari. Un solo uomo può riuscire nell'impresa, lo stesso uomo che ha fatto quattro cambi tutti in una volta risolvendo la partita, quell'uomo si chiama Simone Inzaghi.


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