Il precampionato non convince. L'Inter deve preoccuparsi?

Una sola vittoria per i nerazzurri in cinque partite, e dieci gol subiti. La difesa scricchiola, Handanovic commette errori su errori. I nerazzurri devono preoccuparsi in vista della Serie A?

Scritto da Marco Corradi  | 

La sconfitta contro il Villarreal, in quella che doveva essere la gara delle prove generali in vista del debutto in Serie A, ha sollevato un vespaio di polemiche intorno all'Inter, tutt'altro che convincente nel precampionato. Basandoci sui meri numeri, non è difficile notare le difficoltà nerazzurra: alla vittoria contro il Lugano (4-1), sono seguiti il pari col Monaco (2-2), il ko contro il Lens (1-0), un altro 2-2 col Lione e il rotondo 4-2 contro il Villarreal, che tra l'altro si è concesso il lusso di chiudere con un mix tra canterani e riserve. 

Il piatto piange per Simone Inzaghi: una sola vittoria, due pareggi, due sconfitte e la bellezza di dieci gol subiti. Fermo restando che la tanto temuta Juventus ha subito quest'oggi un roboante poker dall'Atletico Madrid e aveva già accumulato una figuraccia simile col Real Madrid (meglio il Milan, Theo e Leao in condizione), si può ufficialmente dire che il precampionato dell'Inter sia stato molto deludente. Se le controprestazioni contro le francesi erano state “scusate” per la reazione e per la miglior condizione del terzetto di Ligue 1 (iniziata nel weekend), quella contro il Villarreal è meno comprensibile: gli spagnoli giocavano in scioltezza, i nerazzurri sembravano avere gli indumenti appesantiti utilizzati da Goku nei suoi allenamenti. La Liga inizierà sabato, come la Serie A, quindi si presumeva che condizione e automatismi fossero simili, ma non è stato così. E dunque la domanda sorge spontanea: l'Inter ha un problema? Andiamo ad analizzare i pro e i contro del precampionato nerazzurro. 

IL PROBLEMA-DIFESA

Partiamo da un presupposto: il 90% delle cose che scriveremo oggi potrebbero essere cancellate dalle prestazioni nelle prime giornate di campionato. Ma la difesa dell'Inter preoccupa, per gli sbagli commessi e quegli automatismi che sembrano essere svaniti nell'estate: giusto un paio dei gol subiti non nascono da errori di reparto e/o letture completamente errate della miglior retroguardia italiana. Per citare un esempio, anche la papera di Onana contro il Lugano nasce da un pasticcio difensivo, così come almeno due dei gol di ieri. Male la difesa improvvisata con D'Ambrosio o Darmian braccetto, male la retroguardia titolare nella prima uscita (ieri) del terzetto Skriniar-de Vrij-Bastoni: mancava la copertura di Brozovic, è vero, ma soprattutto l'olandese ha faticato tanto in tutto precampionato. La difesa preoccupa per i dieci gol subiti in cinque partite, ma anche e soprattutto per un fattore: le attuali riserve sono tre terzini, con D'Ambrosio e Dimarco che si sono disimpegnati bene in quel ruolo l'anno scorso e nell'anno precedente (tra Inter e Verona, ndr), ma servirebbe un centrale di ruolo. E non è facile trovarlo quando il tuo budget è zero o meno di zero. Un prestito? Acerbi? Si valuti e si investa, altrimenti al primo infortunio saranno dolori.  

IL PORTIERE: ONANA SI RISOLLEVA, HANDA SPROFONDA

Onana parte malissimo e risorge, Handanovic parte benissimo e sprofonda. Fermo restando che l'alternanza sarà relativa, perchè la decisione di far giocare lo sloveno sembra già presa e insindacabile, il campo dice l'esatto opposto. Onana, dopo l'errore contro il Lugano, ha ritrovato sicurezza e continuità d'impiego, e col Lione ha incantato: super-parate e magie coi piedi. Dai suoi rinvii nascono due dei gol nerazzurri in questo pre-campionato. Questo, in una condizione normale, lo renderebbe il titolare designato o comunque incrinerebbe le gerarchie prestabilite, ma Handanovic è capitano e leader dello spogliatoio. Partirà lui titolare, nonostante gli errori degli anni scorsi e un match preoccupante col Villarreal: almeno due incertezze per lo sloveno, che non devono essere ripetute tra Serie A e Champions League, per evitare di perdere punti preziosi. 

BENE DIMARCO, CRESCE GOSENS. CALHA, CHE SUCCEDE?

L'anno scorso Dimarco era stato spesso determinante da braccetto, quest'anno potrebbe esserlo da esterno sinistro. L'Inter non ha un esterno di riserva designato sulla corsia mancina: l'idea era quella di adattare Darmian, ma l'ex Verona si è imposto con forza. Ottima partita contro il Lione, assist da subentrante ieri e forte candidatura per una maglia da titolare al Via del Mare. Ma si candida anche Gosens: dato inspiegabilmente per morto dalla parte disfattista della tifoseria dopo un affaticamento muscolare (come se non capitassero mai nel precampionato), il tedesco ha risposto con un assist a Lukaku e un ottimo primo tempo. Più dubbi a destra, con Bellanova e Dumfries indietro di condizione, e a centrocampo: Calhanoglu sta faticando ad entrare in condizione e non ha inciso in nessuna delle amichevoli. Lo aspettiamo con maggior verve a Lecce e nelle prossime di campionato, ma Asllani si candida ad una maglia da titolare anche da mezzala. Ci saranno da capire le condizioni di Brozovic (rischiarlo o meno a Lecce?), ma i due possono assolutamente giocare assieme, con Kristjan più avanzato. L'errore di ieri non cancella un pre-campionato da protagonista. 

L'ATTACCO: RIECCO LA LU-LA

Lu-La is back. Lautaro e Lukaku si cercano, si trovano, si…alternano. Più dominante Lauti in avvio, più incisivo Rome nelle partite seguenti, con due gol in due gare contro Lione e Villarreal, che potevano essere tre se D'Ambrosio non avesse “soffiato” la doppietta al belga. Il nov(anta)e e il dieci. Gli automatismi del duo d'attacco sono in fase di ricostruzione e saranno oliati nelle prossime settimane, con un Lukaku in ampia crescita di condizione e leader: ogni tentativo di rimonta (riuscita o meno) passa dalle sue strigliate alla squadra. Non ha convinto la gestione del belga ieri: palloni alti e giocate da boa, quel modo di giocare che al Chelsea l'aveva immalinconito e allontanato dalla squadra. Ma siamo sicuri che nelle prossime settimane, con una condizione migliore, si tornerà al gioco “contiano”: palloni in profondità, velocità e giocate nello stretto tra la Lu-La. Da Lukaku e Lautaro sono passati quasi tutti i gol del precampionato, da loro (e dalla difesa) passeranno le ambizioni-scudetto. Nella speranza di non ritrovarci qui a commentare una cessione eccellente a settembre: il futuro di Skriniar e Dumfries, a sei giorni dal via del campionato, non è definito. La variabile-attivo (anche chiamata variante-Zhang) incombe come una scure…


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