Jacobs oro nei 100m, Nespoli d'argento: è (anche) l'Olimpiade degli interisti

Scritto da Marco Corradi  | 

Immaginatevi essere italiani ed interisti nel 2021: la vittoria dello scudetto, ottenuta con quattro turni d'anticipo e una cavalcata inarrestabile, e la vittoria degli Europei nell'apoteosi contro l'Inghilterra. Due mesi da urlo, con un successo dietro l'altro ed emozioni che vanno a susseguirsi in un turbinio di successi e festeggiamenti. E ora, immaginatevi cosa possa significare essere italiani, interisti e medagliati alle Olimpiadi. Una sensazione incredibile, in un anno semplicemente perfetto, che hanno provato due atleti della spedizione azzurra ai Giochi di Tokyo 2020.

Da un lato Marcell Jacobs, nato a El Paso (Texas) e cresciuto a Desenzano sul Garda (BS), dall'altro Mauro Nespoli, vogherese doc. Da un lato uno sprinter, dall'altro un novello Robin Hood. Da un lato il nuovo campione olimpico dei 100m, la gara per eccellenza, dall'altro l'argento a cinque cerchi nel tiro con l'arco maschile. Diversissimi sulla carta, ma accomunati dalla bandiera italiana e da… una questione di tifo. Sia Jacobs che Nespoli, infatti, sono interisti e medagliati olimpici. E, in un 2021 da sogno per l'Italia, aggiungono allo scudetto anche la più grande delle gioie per uno sportivo.

JACOBS, IL PIÙ VELOCE AL MONDO - Lamont Marcell Jacobs, un nome che resterà scolpito nella storia dello sport: è lui il nuovo uomo più veloce al mondo, colui che va a succedere a Usain Bolt nell'albo d'oro dei 100m alle Olimpiadi realizzando lo stesso tempo fatto dal giamaicano a Rio 2016. Marcell nasce a El Paso da madre italiana e padre born in the USA, salvo poi trasferirsi con mamma a Desenzano del Garda: italianissimo e bresciano, al punto da avere un inglese tuttora zoppicante a scapito del nome (lui stesso ci scherza su), Jacobs è da qualche ora l'uomo della storia. Cinque minuti dopo l'oro di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, infatti, è arrivato il suo nei 100m: inatteso, sperato, sognato, raggiunto. Dal 9"95 di qualche mese fa, al 9"94 in batteria, al 9"84 in una semifinale chiusa al terzo posto, al 9"80 che gli è valso un nettissimo oro alle Olimpiadi. Quella di Jacobs è stata un'escalation entusiasmante e una strepitosa storia di sport: classe ‘94, Jacobs si è poi rivelato essere un grande tifoso dell’Inter. “Ero juventino fino a 7 anni perchè vincevano sempre, poi mamma mi ha portato allo stadio per un Inter-Piacenza ed è cambiato tutto. L'Inter vince quella partita 3-1, schierando in campo Vieri, Recoba e il Fenomeno Ronaldo, e guadagna un tifoso in più. Scudetto dell'Inter, oro europeo indoor nei 60m, oro olimpico nei 100m: si può dire Triplete?

NESPOLI, ARCIERE D'ARGENTO - Il percorso di Mauro Nespoli è stato, negli anni, travagliato e carico di sfortune. Enormi potenzialità, ottimi risultati in Coppa del Mondo o a squadre e qualcosa che non andava quando c'erano da raccogliere i frutti del lavoro alle Olimpiadi. Mauro aveva vinto l'oro con Frangilli e Galiazzo a Londra 2012, ma non era mai riuscito a gioire nell'individuale. C'è riuscito a Tokyo, dopo una cavalcata stupenda e sorprendente, cedendo solo al 21enne turco Mete Gazoz per colpa di due “otto” nei set decisivi. C'è riuscito a un anno dall'evento che avrebbe potuto sconvolgere la sua carriera: dei ladri avevano rubato il suo arco, costruito su misura nel corso degli anni e dal valore di 25mila euro circa (peso di 25kg), salvo poi restituirlo dopo un accorato appello sui social. 

Argento per Mauro, che dopo aver raccolto la sua medaglia ha parlato anche della sua Inter: Sono tifoso dell’Inter, quest’anno nessuno è riuscito a vedere una partita ma sono contento di quello che hanno fatto e spero si possa continuare così. Cosa abbiamo in comune io e l’Inter? Che sono più le volte che abbiamo perso di quelle che abbiamo vinto, ma quando vinciamo lo facciamo con grande cuore e passione e spero che questo possa essere davvero un trampolino quest’anno sia per me che per loro”.

Olimpionici e interisti: Mauro Nespoli e Marcell Jacobs ci hanno fatto sognare, e speriamo che possano farlo ancora tante volte. Sia loro, che la nostra Inter…


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