Houssine Kharja e l'Inter di Leonardo: l'inseguimento al Milan e la coppa Italia

Dieci anni esatti prima della vittoria di Hakimi con la maglia dell'Inter, un altro marocchino aveva alzato un trofeo con la maglia dell'Inter

Scritto da Federico Sanzovo  | 
Kharja esulta per il suo gol contro il Bari (Instagram)

La Coppa d’Africa sta entrando nel vivo e una delle sfide più attese è quella tra l’Egitto di Mohammed Salah e il Marocco di Achraf Hakimi. Proprio l’ex esterno dell’Inter si è rivelato il trascinatore della selezione guidata da Vahid Halilhodžić, allenatore bosniaco sedutosi sulla panchina dei Leoni dell’Atlantico nel 2019, segnando anche un gol su punizione nell’ottavo di finale contro la sorpresa Malawi. Ora, nei quarti, la sfida con l’attaccante del Liverpool, alla ricerca del titolo con la sua nazionale.

Come detto, l’ex nerazzurro Hakimi è la stella del Marocco: ora in forza al PSG, il giocatore ha ricevuto i complimenti del compagno di squadra, Kylian Mbappé, che lo ha definito “il miglior terzino destro del mondo”.

Hakimi ha giocato una stagione nell’Inter, vincendo uno scudetto: il suo apporto è stato determinante per il risultato finale, ma la cessione in estate si è resa necessaria per questioni di bilancio.

Hakimi, però, non è solo nella lista dei marocchini che hanno giocato a Milano, sponda nerazzurra: dieci anni prima di lui, infatti, un altro suddito di Mohammed VI aveva vestito la maglia dell’Inter. E pure vinto un trofeo…

2011: anno uno post Triplete

Nel gennaio del 2011 l’Inter, campione d’Italia in carica, si trovava in una situazione particolare: ancora favorita per la vittoria finale, era costretta a inseguire il Milan di Max Allegri. Inoltre, le frizioni fra l’ambiente e l’allenatore Rafa Benítez avevano portato alla sostituzione di quest’ultimo con Leonardo.

La squadra che solo un anno prima aveva vinto tutto, per la prima volta sembrava in difficoltà. I problemi nascevano dalla necessità dell’allora presidente Massimo Moratti di stringere la cinghia, dopo anni di investimenti e spese ingenti. Con la Champions League in tasca, Moratti voleva iniziare a ridurre proprio i costi legati agli ingaggi dei giocatori. Allo stesso tempo, però, era necessario dare alla squadra e all’allenatore degli elementi nuovi, che dessero freschezza alla rosa. Soprattutto perché, contemporaneamente, il Milan non era stato a guardare e, oltre ai nuovi arrivati in estate come Boateng, Ibrahimovic, Robinho, si aggiunsero in gennaio, tra gli altri, Cassano e van Bommel. Per questo Moratti, dopo un iniziale timore, decise di intervenire sul mercato: fu così che arrivarono il difensore Ranocchia, l’attaccante Giampaolo Pazzini e il centrocampista marocchino Houssine Kharja.

Houssine Kharja: nato in Francia, una vita in Italia

La carriera di Kharja ha inizio in Francia, Paese nel quale Houssine nacque nel 1982: dopo le giovanili nel PSG e in Portogallo in forza allo Sporting, il centrocampista sbarcò in Italia. Era il 2001 e Kharja avrebbe girato il Belpaese in lungo e in largo per i successivi undici anni. Dopo Ternana, Roma, Piacenza e Siena (dove segnò il gol che rimandò i festeggiamenti dello scudetto 2008 dell’Inter, nda) ecco la chiamata del Genoa. Sotto la guida di Giampiero Gasperini, il giocatore diventò titolare dei rossoblù, ben figurando nella squadra guidata dal tecnico piemontese. Fu proprio durante la sua seconda annata a Genova che l’Inter si fece avanti, arrivando a chiudere l’accordo con il giocatore e quindi con il club ligure: il 29 gennaio 2011, Kharja divenne un giocatore dell’Inter con la formula del prestito secco. Il giorno successivo il marocchino scese in campo nella vittoria per 3-2 contro il Palermo. In totale saranno 19 le sue presenze (e un gol), ma il suo apporto, come quello dei nuovi compagni, non fu sufficiente all’Inter per superare il Milan in vetta al campionato.

La coppa Italia 2011 e il mancato ritorno con il Gasp

La stagione dei nerazzurri, però, non fu così fallimentare: alla fine di maggio, infatti, l’Inter vinse la coppa Italia in finale contro il Palermo. La vittoria del trofeo rappresentò per Kharja il primo titolo in carriera, ma anche l’epilogo della sua avventura a Milano. La società infatti decise di non sfruttare il diritto di riscatto e di far tornare il giocatore a Genova. Nei mesi successivi si susseguirono le voci su un possibile ritorno di Kharja in nerazzurro insieme al nuovo allenatore, quel Giampiero Gasperini che aveva già dimostrato di apprezzarlo in Liguria. Questa opzione, però, non si concretizzò e la carriera di Houssine proseguì a Firenze prima e quindi in Qatar, Francia e Romania dove, dopo la vittoria nella coppa nazionale, decise di appendere le scarpe al chiodo al termine della stagione 2015-2016.

 

Federico Sanzovo


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