Un gigante. Così è stato ieri sera Milan Skriniar contro il Real Madrid. Dal primo minuto fino al 92esimo minuto e qualche secondo non ha sbagliato nulla. Proprio nulla.

Da buon difensore ha arginato in maniera impeccabile le manovre offensive dei blancos, sbucando da ogni dove a sventare le azioni avversarie, tenuto a bada un certo signore fa di nome Karim Benzema e tenuto fronte ad un certo Vinicius che di secondo mestiere potrebbe fare il velocista nei 100 metri. 

Anzi, sarebbe giusto dire da buon difensore moderno. Oltre ai tanti interventi sontuosi a neutralizzare il reparto offensivo del Real, infatti, Skriniar si è calato anche nella parte di impostatore, propiziando proprio la prima palla gol non sfruttata da Dzeko; e nella parte di attaccante aggiunto, sfiorando addirittura il gol nel secondo tempo.

E non è tutto. Ieri sera lui ha fatto qualcosa di meglio, qualcosa che va oltre ai gesti tecnici: non staccare mai la spina, nemmeno per un millesimo di secondo, nemmeno a gioco fermo, nemmeno quando magari si reidratava con un sorso d'acqua, giocando con grinta e determinazione, fino al 92' più qualche manciata di secondo. 

Un atteggiamento esemplare, degno di colui che incarna - forse, più di tutti - l'essenza interista, di chi, anche se non porta la fascia, è il capitano dell'Inter


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