Secondo il Financial Times, la cessione del 17% delle quote di Suning.com al fondo gestito da Alibaba non servirà a salvare il colosso cinese. 17% che vale intorno a 1,4 mld di dollari ed è una quota che ha dato una boccata di ossigeno e di liquidità all'azienda. Tuttavia, Suning deve far fronte a 7 mld di debito da estinguere entro fine anno. Un'impresa titanica e quasi impossibile.

“Più preoccupante è il vuoto di leadership creato dal salvataggio. Il fondatore Zhang Jindong non sarà più un azionista di controllo dopo che la quota del 17% detenuta da lui e dai relativi associati sarà trasferita a un fondo statale*. Ciò potrebbe impedire un rapido processo decisionale, soprattutto in merito alla vendita di asset. Questi sono necessari se il gruppo deve rimanere a galla” scrive il FT.

*Del 20% detenuto da Zhang Jindong, rimane solo il 17%, delle quote in mano a Suning Appliance, dal 19% al 10%; delle quote di Suning Holding da 3,98% a 2,78%; delle quote di Tibet Trust, da 3% a nessuna quota. Totale 17%.

Prosegue:  “dei beni che Suning deve vendere, l'Inter dovrebbe essere la prima ad andarsene. Il club ha un valore fino a 900 milioni di euro e deve affrontare difficoltà finanziarie proprie. È un hobby costoso: la perdita di vendita dei biglietti a causa della pandemia e le centinaia di milioni di euro necessari per reclutare i migliori giocatori sono un salasso. Aggiunge poco valore al core business del gruppo. Ma fino a quando l'Inter non sarà ceduta, le prospettive del gruppo restano ambigue”.

Fa eco Reuters: “l'accordo da 8,8 miliardi di yuan (1,36 miliardi di dollari), che secondo la società lascerà senza un azionista di controllo, arriva tra le preoccupazioni sul flusso di cassa di Suning.com e della sua società madre, Suning Group. Suning.com, che prevede una perdita netta fino a 3,2 miliardi di yuan nel primo semestre, quest'anno deve rimborsare 15,8 miliardi di obbligazioni”. 

Inoltre, piove ancora sul bagnato. Infatti, l'autorità di regolamentazione del mercato cinese ha dichiarato di aver multato una serie di società Internet tra cui Didi Chuxing, Tencent,  Alibaba e anche Suning per non aver segnalato una precedente fusione e accordi di acquisizione. Il regolatore ha multato le società di 500.000 yuan per ogni caso, per non aver cercato l'approvazione in 22 accordi, citando le leggi anti-monopolio del paese.

 


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