Inter, nonostante tutto i programmi sono bellicosi

Qualche mese fa sembrava dovesse andare tutto perduto, sembrava che nulla volesse andare per il verso giusto. Dopo la meravigliosa conquista del 19esimo scudetto, nel mondo nerazzurro si abbatterono molteplici sfortune dettate dai problemi finanziari della proprietà e anche dalla vera e propria sfiga. Ma invece eccola ancora qua, l'Inter - da campione che è - punterà più che mai alla seconda stella.

Con l'addio di Conte, di Hakimi e il - maledetto - malore che ha colpito Eriksen durante gli Europei, chiunque - e chi lo biasima - sarebbe rimasto a terra, arreso. Ma loro no, loro si sono fatti forza, si sono rialzati e, come ha detto quest'oggi Skriniar alla Gazzetta dello Sport - come detto anche dagli altri compagni di squadra e il nuovo allenatore Simone Inzaghi precedentemente in altre occasioni -,  lavoreranno per ripetersi e migliorarsi ancora, perché i campioni sono loro e - come gli ha insegnato l'ex allenatore Antonio - hanno ancora fame.

Non si può negare che per l'Inter sarà difficile replicare la grande cavalcata messa in atto la scorsa stagione: l'assenza di Conte, Hakimi e - per almeno qualche mese se non purtroppo per sempre - di Eriksen peseranno molto. Ma come disse una volta l'ex tecnico nerazzurro, “I ragazzi adesso sono giocatori che hanno vinto, e sanno che strada percorrere per continuare a vincere”. Perché una volta che si diventa campioni, lo si resta per sempre.

E perché - da grandi comandanti - la dirigenza è rimasta al suo posto e ha fatto del suo meglio per far sì che la squadra rimanesse competitiva per lottare per i suoi obiettivi. Qualche mese fa il mondo nerazzurro doveva sortire e far i conti con queste frasi: “Verranno venduti tutti”, “Non verrà fatto alcun acquisto”, “Non c'è ancora lo sponsor”, “Gli stipendi?" ecc...

Invece oggi l'Inter dispone ancora dell'ossatura della rosa campione d'Italia, ha preso un ottimo allenatore che - si può dire di tutto ma non - scarso tecnicamente, anzi, ha aggiunto giocatori come Calhanoglu e Dimarco - ed è previsto che se ne aggiungeranno altri - che - seppur non hanno colmato l'addio di Hakimi - hanno migliorato i rispettivi reparti di gioco e - come se fosse diventata una ragione di vita anche per il tifoso - ha uno sponsor! Che addirittura garantirà quasi il triplo di quello che offriva Pirelli - che ringrazieremo sempre e molto -, e - incredibile ma vero - paga regolarmente gli stipendi!

Sembrava che dovesse sprofondare e invece non si può far altro che guardarla ancora maestosa, concentrata sulla seconda stella.

 

A cura di Manuel Delon


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