Sosta e tanti infortuni: la punta dell'iceberg che non si vuole vedere

Scritto da Manuel Delon  | 

C'è la sosta delle nazionali. Già di per sé una gran rottura per la maggior parte degli amanti del calcio - e pure del fantacalcio -, ma, come se non bastasse, già ormai da tempo è sinonimo di possibili infortuni e sicura stanchezza per i giocatori che andranno in ritiro con le rispettive nazionali. Il che non giova affatto ai club quando poi li avranno nuovamente a disposizione alla fine delle due settimane di pausa.

In questo caso, come l'Inter che si vede devor far a meno, sicuramente, di De Vrij nelle prossime settimane, molto importanti per i nerazzurri a partire dalle sfide contro il Napoli in campionato e lo Shakhtar in Champions, a causa di un problema muscolare ancora da valutare (si presume uno stiramento ai flessori, precisamente al bicipite femorale) procuratosi nel match di qualificazione ai mondiali tra il Montenegro e l'Olanda.

Oltre a lui, anche Bastoni e Dzeko, che avevano già riportato qualche fastidio in occasione del derby di Milano, al momento non sono completamente integri. Inoltre c'è anche Barella che da inizio stagione non ha avuto un secondo di riposo. Insomma, non sono pochi i problemi per Inzaghi in vista della settimana più cruciale della prima parte di stagione.

Ma come è toccata sta volta all'Inter, in precedenza è toccato ad altri club dover far i conti con la sosta delle nazionali. Pertanto, si può dedurre che c'è un problema - non da poco - di fondo.

“Giochiamo troppo”. Quante volte sentita questa frase uscite dalle bocche dei calciatori e allenatori in questi ultimi mesi. Alla luce dei fatti, non hanno torto: giocare troppo, non tanto ma troppo, comporta a delle conseguenze, come un eccessivo numero di infortuni.

E allora a questo punto, non ci si deve nemmeno più sorprendere se i protagonisti del calcio chiedano sempre più soldi. A suon di logica, dal momento che li si fa giocare sempre di più e giusto che vengano, proporzionalmente, pagati di più. Anche perché sono proprio le federazioni, che non tutelano i club da questo fenomeno del "ricatto dei calciatori e i loro agenti verso le società", a guadagnarci sempre di più.

Tra giocatori che, dal loro punto di vista, chiedono legittimamente sempre più denaro a fronte di un momento di difficoltà nel calcio, mettendo le società in ginocchio, e federazioni che se ne lavano le mani di questo fenomeno che man mano sta prendendo sempre più piede nel sistema, aggiungono sempre più competizioni, privando sempre ai poveri club di avere la massima disponibilità dei propri tessarati, nonostante siano loro quelli che mettono il grano, alla fine le società di calcio e i rispettivi tifosi sono quelli che ci smenano di più.

Per farla più breve, tutto questo è dovuto ad una reazione a catena che le federazioni che comandano non vogliono vedere. Al momento sembra ancora reggere tutto quanto, ma non si può negare che questo sia la punta dell'iceberg in avvicinamento e se si farà ancora finta di non vederla e non la si eviterà, allora si affonderà tutti insieme. 


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