Shakhtar-Inter 0-0, finisce sempre così: le pagelle dei nerazzurri

Scritto da Marco Corradi  | 

E alla fine succede ciò che tutti, anche i più ottimisti, temevano. Contro il guizzante e tecnico Shakhtar di Roberto De Zerbi, l'Inter ripete la stessa identica partita dell'anno scorso: ritmo lentissimo, errori grossolani, cambi assurdi e tantissima paura di sbagliare. Finisce 0-0, coi nerazzurri che dopo un buon avvio lasciando palla e campo agli avversari, venendo salvati in più occasioni da Skriniar. Ci si aspetta la reazione, e invece il primo quarto d'ora vede l'Inter spettatrice non pagante mentre gli ucraini provano a segnare e andare in vantaggio. Le due occasioni nel finale, con Pyatov (a sorpresa) ottimo su Correa e de Vrij, non cambiano il risultato: terzo 0-0 consecutivo con lo Shakhtar, peggior prestazione stagionale e qualificazione a rischio. Le pagelle dei nerazzurri. 

HANDANOVIC 6 - Attento in avvio, poco impegnato in seguito. San Milan Skriniar da Ziar nad Hronom gli evita ogni tipo di intervento, giocando da difensore, portiere e a tratti anche regista e terzino. Serata ai limiti dell'inoperoso, nonostante uno Shakhtar molto attivo da fuori area. 

SKRINIAR 8 - Uno e trino. Chiude ogni spazio, chiude su ogni attaccante dello Shakhtar che si limita a pensare al tiro e salva l'Inter in più occasioni. Prestazione monumentale, semplicemente sontuosa. Ormai è uno dei migliori difensori centrali al mondo, e con quegli sganci in avanti ricorda molto il Lucio del Triplete. 

DE VRIJ 6 - Skriniar si prende la scena, ma anche Stefan è bravo e attento sui movimenti offensivi di uno Shakhtar imprevedibile. Occasione-monstre nel finale: colpisce di testa e intravede il gol, ma Pyatov effettua un intervento da copertina. 

BASTONI 6 - Dalla sua parte ci sono i clienti più pericolosi dello Shakhtar, che costringono l'Inter a “pendere” a destra nella fase offensiva, ma disputa un ottimo match. Ispirato anche nella costruzione della manovra: lancio millimetrico per Lautaro, che però è in fuorigioco. E tante sovrapposizioni nel finale, quando l'Inter insegue il gol a pieno organico. 

DUMFRIES 5.5 - Il suo match, quantomeno mentalmente, finisce dopo l'infortunio che distrugge (sembra) il ginocchio di Traoré. Esce mentalmente dalla gara e si limita al compitino: fumoso e sempre sconfitto da Ismaily nel confronto diretto, non capitalizza gli inserimenti in area, anche perchè Dzeko è inesistente. Peccato, perchè era stato lui a ispirare il bosniaco in avvio, con un'accelerazione che si rivela a posteriori un enorme fuoco di paglia. 

VECINO 5 - Venti minuti incoraggianti, poi lo Shakhtar si prende il centrocampo e l'uruguagio sparisce completamente dai radar. Andava sostituito prima, non togliendo Brozovic. (dall'81' GAGLIARDINI sv - Il suo ingresso serve solo per riportare Barella al ruolo di mezzala. Non dà il minimo contributo)

BROZOVIC 5.5 - Ottimi recuperi palla, avvia come di consueto l'azione e detta il ritmo, che però è davvero basso. Inzaghi cambia qualcosa inserendo Calhanoglu, per tentare di evitare il terzo 0-0 contro lo Shakhtar con prestazioni identiche. (dal 56' CALHANOGLU 5.5- Un paio di guizzi appena entrato, un tiro svirgolato e null'altro)

BARELLA 6 - Il suo match inizia con un deja-vu: traversa al 16', come nello 0-0 dell'anno scorso. Il remake del disastrato match contro lo Shakhtar inizia lì e prosegue con una ridda di errori e chances sprecate da un'Inter sottoritmo. Inspiegabilmente spostato a regista, si perde, ma merita comunque la sufficienza. 

DIMARCO 5.5 - Lo Shakhtar attacca continuando a scambiare il suo terzetto offensivo, e la situazione peggiora quando esce il roccioso Traoré: Dimarco era stato schierato per frenare Dodò con un terzino di professione, ma il brasiliano fa letteralmente quel che vuole agendo da vero e proprio regista offensivo dello Shakhtar. Resta molto bloccato, non partecipando alla fase offensiva. Prestazione insufficiente. (dall'81' PERISIC sv - In dieci minuti fa ciò che Dimarco non aveva fatto, per scelta tecnica: sovrapposizioni e tentativi di cross per tenere basso Dodò. Sarebbe servito dall'inizio)

LAUTARO 5.5 - Il più attivo nel primo tempo, tiene in piedi il reparto offensivo da solo. Tenta l'eurogol dalla distanza, ha una grande occasione alla mezz'ora su un lancio illuminante di Bastoni, ma è in fuorigioco. L'Inter non azzecca un passaggio nella ripresa ed esce dal gioco, ma ha una grande chance su un erroraccio di Pyatov: spara alto. Assurdo il suo cambio, serviva un riferimento offensivo. (dal 71' SANCHEZ 5.5 - Chi l'ha visto?)

DZEKO 4.5 - Opaco, inconcludente, stremato. All'ennesimo match da titolare, emerge definitivamente la sua precaria condizione fisica dopo le tante gare consecutive. Ha la prima occasione, ma fa grande confusione e Pyatov c'è. Inspiegabile l'errore da due passi al 33'. Non è Edin a tener su la squadra, ma Lautaro: Inzaghi capisce e interviene, sostituendolo. (dal 56' CORREA 6 - Per venti minuti passeggia per il campo, stazionando inspiegabilmente largo a sinistra quando dovrebbe essere il riferimento offensivo, poi si accende “alla Recoba”: grande chance nel finale, Pyatov devia in corner. Stava così peggio rispetto a uno spento Dzeko?).

All. SIMONE INZAGHI 5 - Nella notte della verità, quella più importante per il passaggio del girone, sbaglia semplicemente tutto. Serviva Perisic e non Dimarco su Dodò, viene tradito da Vecino e Dumfries e l'insistenza su un Dzeko stremato è incomprensibile. La sua Inter parte bene, ma fa tirare tantissimo lo Shakhtar e viene salvata da Skriniar. Tutti si attenderebbero il cambio di passo nella ripresa, invece i nerazzurri sprofondano fino all'inutile assedio finale e ai miracoli di Pyatov. Scelte sbagliate e cambi ancora peggiori: la sostituzione di Brozovic al 55', con spostamento di Barella a regista (posizione non sua), ha sinceramente stufato. Con quella mossa e l'uscita di Lautaro, l'Inter ha perso ogni riferimento e ogni verve nella manovra. L'assedio “ignorante” nel finale non cambia la nostra valutazione: prestazione preoccupante, la peggiore della stagione e della sua gestione. Questa Inter non è da Champions League, per farci ricredere serviranno sei punti contro lo Sheriff e prestazioni dignitose nel ritorno contro Shakhtar e Real Madrid. Altrimenti, addio ottavi. 


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