Il salto di qualità europeo che l'Inter ha fatto in questi anni si vede anche da queste piccole cose.

Se prima l'obiettivo era quello di superare i gironi di Champions adesso, anche dopo la finale dell'edizione scorsa, l'asticella inevitabilmente si alza. 

Concetto che si rafforza se ti sorteggiano in un girone di squadre ostiche, certo, ma pur sempre abbordabili: un'occasione per arrivare primi ed avere, quest'anno più che mai, la quasi-certezza di scontrarsi agli ottavi contro squadre meno forti di te e confermarsi nella top 8 del panorama europeo.

Aggiungiamo che Inzaghi nel corso degli anni ha sempre avuto un occhio di riguardo ed un certo feeling per questa competizione, esce fuori una piccola delusione nel vedere l'Inter costretta a scontrarsi agli ottavi contro le migliori big europee, un'occasione persa, appunto.

Anche perché la fase ad eliminazione diretta arriverà nel periodo che, nella gestione Inzaghi, è storicamente il più delicato, e forse sarebbe convenuto non fare un turnover oggi per farlo domani, proprio agli ottavi nel caso.

Fatta questa premessa, andiamo alla partita. 

Inzaghi risparmia Lautaro, Bastoni e Barella per far fare minuti di qualità a Sanchez, Carlos Augusto e Frattesi, dall'altra parte Alguacil deve rinunciare a Mendez e Barranetxea, entrambi infortunati.

Le formazioni ufficiali.

Le assenze dei baschi sono pesanti, ma rimangono una squadra organizzatissima in fase di non possesso, probabilmente gli unici che hanno messo sotto i Nerazzurri in questa stagione grazie ad un pressing e ad una fase di riaggressione da top club, ma anche grazie a singoli forti e che sanno cosa fare col pallone.

Inzaghi lo sa e prepara una buona partita, pur peccando nelle scelte di formazione.

Nei primi tenta minuti infatti i padroni di casa faticano ad uscire dal basso in maniera pulita ma non solo, non riescono nemmeno a raggiungere le punte vista la scarsa funzionalità della coppia Sanchez-Thuram, che giocando spalle alla porta non riescono a far salire la squadra come farebbero Lautaro o Arnautovic.

Complice di ciò la marcatura molto aggressiva dei centrali avversari, sempre molto bravi a fare un lavoro di anticipo e contenimento.

Tuttavia la fase di non possesso interista era ben organizzata, con una pressione volta a limitare il play della squadra, Zubimendi.

Thuram stringe la posizione per non permettere il passaggio, anche a costo di dare al centrale spazio per condurre.

Questo per tenere superiorità in mezzo al campo, permettendo a Calhanoglu di fare filtro e scommettendo sulla scarsa dimensione offensiva dei centrali della Sociedad.

Quando non c'era bisogno del filtro di Calhanoglu allora le punte andavano sui centrali, con il turco che si alzava sul vertice basso.

Abbiamo potuto vedere addirittura Mkhitaryan salire in pressione su Zubeldia per la copertura di Thuram su Zubimendi.

Merino scende attirando Calhanoglu, Zubimendi sfrutta la situazione per muoversi alle spalle dei Nerazzurri.

Thuram ha sempre svolto bene questo lavoro, Sanchez invece ha sbagliato qualche volta gli angoli di pressione, permettendo agli avversari di risalire il campo.

Sanchez lascia spazio per il passaggio.

La Sociedad non è mai riuscita ad impensierire il blocco basso interista su azione manovrata, questo perché la struttura utilizzata in fase di possesso (con la classica linea a 5 tipica del calcio di posizione, che loro giocano) si accoppia male con la folta linea difensiva dei Nerazzurri.

Gli spagnoli occupano ogni corridoio del campo, ma l'Inter è nata per contrastare i vantaggi di questo sistema di gioco: le mezzali non possono essere un fattore dato che i braccetti possono uscire aggredirle.

All'andata abbiamo visto un giocatore particolarmente sottotono: Kubo, la cui agilità ed esplosività, abbinate alla sua buona visione di gioco, sono determinanti per le sorti dell'attacco linea della Sociedad.

Ieri invece lo abbiamo visto molto attivo: 2 dribbling completati su 2 e 3 passaggi chiave, riuscendo anche a guadagnare un rigore sul campo, poi revocato dal VAR.

Il giapponese appartiene alla cerchia dei giocatori che, se in giornata, è quasi impossibile fermare.

Però lo puoi limitare, e c'è da dire che Dimarco, grazie ai raddoppi sistematici di Mkhitaryan, ha fatto un buon lavoro in questo.

Anche per questo, come detto, l'Inter non ha praticamente concesso nulla agli avversari (0.77 xG prodotti, ma solo 0.29 da azione manovrata), eppure soprattutto nel primo tempo è sempre sembrata in affanno, perché?

I Nerazzurri hanno faticato contro la pressione aggressiva dei baschi nei primi 30 minuti non riuscendo mai a consolidare il possesso, come testimoniato dal 27% di possesso palla nel primo tempo.

Questo per quattro motivi principali: il primo è l'assenza di Barella e Bastoni rimpiazzati da Frattesi e Carlos Augusto, con i quali inevitabilmente la qualità in uscita palla cala; il secondo è, come anticipato sopra, il brutto assortimento tra Sanchez e Thuram, due attaccanti troppo simili per giocare insieme e che non garantivano uno sbocco sicuro (Thuram nonostante questo ha giocato da Dio come vedremo più sotto, Sanchez ha toccato solo 10 palloni ed è sempre stato sovrastato dai centrali); il terzo è la scarsa prestazione di alcuni singoli sotto quell'aspetto, Sommer e Mkhitaryan su tutti, con il primo che ha tentato 9 lanci lunghi non riuscendo in nessuno, non permettendo ai compagni di superare la prima linea di pressione; il quarto, ma non per importanza, è la bravura nel pressing degli spagnoli.

La Real Sociedad si conferma una grande squadra nell'orientare la pressione, qui Oyarzabal stringe su Calhanoglu non lasciando sbocchi e costringendo al lancio lungo.

Tuttavia le migliori occasioni della partita sono capitate proprio ai Nerazzurri, che passata la mezz'ora ha trovato le misure per uscire dal pressing avversario, complice un fisiologico calo di intensità degli avversari.

Fondamentali per la creazione di palle gol i duelli vinti da Thuram spalle alla porta e le sue formidabili abilità in conduzione, che hanno permesso di rompere le linee dei baschi e puntare la porta spesso in superiorità numerica.

Tutte le azioni più pericolose nascono infatti in semi-transizione, con tanto campo da risalire.

Acerbi si alza, la Real ha la superiorità numerica in area ma non a centrocampo. Calhanoglu trova Cuadrado che col sinistro trova Acerbi, Frattesi comincia a smarcarsi..
..e riceve palla, a quel punto l'Inter, superate le due linee di pressione, ha tanto campo da attaccare.

Quando gli spagnoli si chiudevano col loro blocco medio invece la Beneamata non ha mai creato nulla di concreto, anche per l'ottima organizzazione della struttura in non possesso messa in campo da Alguacil.

Zubimendi scendeva sulla linea di difesa permettendo a Trarre di non stringere e non concedere l'ampiezza data da Dimarco sul lato debole.

Col passare dei minuti l'Inter si prende qualche rischio in più pressando uomo su uomo, riuscendo a recuperare anche qualche pallone interessante ma non riuscendo mai a capitalizzare nessuna occasione.

Pressione un po' più classica.

C'è rammarico, onestamente.

Perché questa era una partita che con altri singoli poteva essere vinta, invece Inzaghi, tra formazione iniziali e cambi tardivi, ha fatto un po' il gioco degli spagnoli.

Sanchez non aveva le caratteristiche per scendere in campo stasera ed essere un fattore, sarebbe stato bene chiedere uno sforzo a Lautaro o quantomeno inserirlo prima del 65', discorso analogo per Thuram, sostituito troppo frettolosamente.

Occasione che è incredibile non aver tramutato in gol.

La sensazione è che il tecnico interista avesse dei cambi in testa dall'inizio della partita, peccando di presunzione ma anche di adattamento.

L'obiettivo è la seconda stella ed è chiaro, ma questo non significa che bisogna snobbare le altre competizioni così, soprattutto quella europea dato che si viene da una finale prestigiosa che ha salvato la scorsa stagione anche in termini di ricavi.

Il tutto sembra un'occasione persa anche per prestigio, adesso non resta che vincere la prossima partita all'Olimpico, altro tabù da sfatare dopo il Maradona, per non rendere vane le fatiche risparmiate della Champions.

Ed ovviamente sperare in un sorteggio il più benevolo possibile lunedì.


💬 Commenti