La Serie A è pronta a chiudersi con pochi verdetti da assegnare e, tra chi si prepara ad andare in vacanza e chi invece dovrà giocare l'europeo o la Copa America, dà il suo saluto alla stagione 2023/24.

Un'annata trionfale per i nerazzurri che già da qualche partita hanno la possibilità di rilassarsi, gestire le forze e far vedere in campo qualche giocatore che si è visto poco durante l'anno.

Non fa eccezione l'ultimo match della stagione, a maggior ragione perché dall'altra parte c'è un Hellas Verona che ha già compiuto un'impresa difficilissima trasformando il penultimo posto al giro di boa in una salvezza anticipata, nonostante la rivoluzione di giocatori a gennaio.

Nonostante questo Baroni non vuole fare cattiva figura e mette gran parte dei titolari, la stessa cosa non si può dire di Inzaghi che risparmia Sommer, Pavard, Bastoni, Mkhitaryan, Darmian e Lautaro.

Le formazioni ufficiali.

Chi si ricorda la partita d'andata sa che i gialloblù sono una squadra abituata ad avere riferimenti sull'uomo a tutto campo, Baroni ha mantenuto questa mentalità ereditata da Juric e Tudor pure cambiando la loro proverbiale difesa a 5 in una linea a 4.

Per questo l'Inter sa già che partita fare: fluidità, attirare la pressione avversaria coinvolgendo tanti uomini in costruzione, ampiezza della manovra per imbucare verso gli attaccanti in 2v2 con i centrali avversari.

Ed è proprio questa la partita che vediamo sin dall'inizio, solitamente infatti il quinto dell'Inter (più destra che a sinistra) rimane alto sulla linea degli attaccanti per fissare il diretto avversario e sguarnire la fascia, su cui può andare la mezzala destra per smarcarsi e svuotare il centrocampo.

Stavolta invece entrambi i quinti scendevano sempre attirando gli avversari, ad attaccare quella zona di campo erano più i braccetti in maniera dinamica, soprattutto Carlos Augusto.

Il quinto di sx si è sovrapposto tanto internamente nella partita, qua Barella prende il suo posto, Dimarco lo lancia perfettamente.
Si crea così un 4v4 pericoloso.

Questo è solo uno dei modi che l'Inter ha adoperato per battere la pressione avversaria, il principale è stato abbassare tutti i centrocampisti e, come già detto, i quinti, per attirare le marcature degli avversari: Noslin su Acerbi, gli sterni sui braccetti, Suslov su Calhanoglu ed i terzini sui quinti.

Così facendo si creava tanto spazio tra centrocampo e difesa, spazio sfruttato dai lanci di Audero verso le punte che o duettavano tra loro o si appoggiavano alle mezzali.

Acerbi è stato molto propositivo soprattutto nel primo tempo, sganciandosi dalla linea dei difensori cercando di confondere le marcature avversarie.

Lo spazio tra difesa e centrocampo dell'Hellas.

Ovviamente anche gli attaccanti venivano sfruttati per attirare il più possibile la squadra di Baroni più lontana possibile dalla porta per poi attaccarli in maniera dinamica: quando una delle due punte si staccava dalla marcatura venendo incontro, magari agevolati dall'ampiezza dei compagni che creavano tracce centrali, i centrali venivano attirati.

A quel punto era ovviamente Frattesi ad inserirsi.

Thuram si appoggia su Barella, Frattesi può attaccare lo spazio; anche se non viene servito (come in questo caso) il suo movimento è utile perché costringe il terzino a stringere lasciando la fascia vuota per le salite di Dimarco.

Questo opportunismo di Frattesi è stato molto utile per tutta la partita, ed ha bilanciato la sua poca abitudine nell'essere coinvolto in fase di costruzione, il gol del 2-2 infatti nasce proprio da un suo inserimento centrale che ha poi portato all'assist per Arnautovic, sfruttando una dimenticanza di Serdar, il suo diretto marcatore, che non ha assorbito il movimento lasciando la difesa (comunque messa male) in inferiorità.

Cosa non ha funzionato nella partita?

Sicuramente la finalizzazione, ma a parte quello la fase di non possesso non è stata gestita benissimo.

In primis la prima pressione era abbastanza aggressiva ma distratta: più volte abbiamo visto giocatori interisti non notare alcuni smarcamenti avversari lasciando liberi i propri uomini.

Prima pressione che era comunque portata in maniera aggressiva, con entrambi i quinti sui terzini, mezzali sui mediani e Calha su Suslov.

L'Hellas aveva un paio di rotazioni fatte bene che hanno allargato molto i campo e la struttura in non possesso dei nerazzurri, così i difensori andavano diretti su Suslov pronto a cambiare gioco.

Serdar scende sulla linea dei difensori permettendo a Vinagre di salire in ampiezza, Lazovic veniva molto dentro al campo seguito da Bisseck.

La poca attenzione e concentrazione dei nerazzurri si poteva notare maggiormente nelle preventive: quando i difensori si sganciavano non sempre i centrocampisti assorbivano quel movimento, lasciando le fasce vuote e dimostrandosi vulnerabili nelle transizioni.

E' così che l'Hellas segna il gol del primo pareggio.

Bisseck cerca l'iniziativa personale cercando un dai e vai imbucando ma perde palla.

Calhanoglu si è mosso per coprirlo giustamente, ma appena il compagno perde palla, invece che scappare all'indietro il turco attacca il portatore lasciando la fascia destra sguarnita.

Da un successivo ottimo movimento ad attaccare la profondità di Noslin nasce il tiro che pareggia i conti.

Insomma l'atteggiamento sfacciato dell'Hellas, che ben si sposava con le caratteristiche della fase di possesso interista, unito alla distrazione ed alla poca attenzione dei nerazzurri hanno dato vita ad una partita divertente con tante occasioni da gol, per quanto la maggior parte nate da errori grossolani.

Si chiude dunque per 2-2 una partita tutto sommato equilibrata e che vede la squadra di Inzaghi accontentarsi visto l'obiettivo ampiamente raggiunto.

Il fatto di essere “andati in vacanza” anzitempo ha precluso la possibilità di migliorare uno score di per sé storico: 94 punti (quarta miglior prestazione della storia del campionato), 89 gol fatti e 22 subiti, un dominio incontrastato da agosto a maggio che ha permesso di rendere queste ultime 5(!) partite delle amichevoli.

Adesso è tempo di riposare e godersi i frutti del lavoro svolto quest'anno, ci sarà tempo per preparare il prossimo campionato che si prospetta molto più complicato visti gli avvicendamenti sulle altre partite.

L'Inter probabilmente sarà l'unica squadra con tante certezze ma avrà anche meno “l'effetto sorpresa”, anche perché a differenza della scorsa estate la squadra non verrà rivoluzionata, fattore che è sia un bene che un male dato che ha tolto un po' di pressione, pressione che tornerà per la prossima stagione.

Ad ogni modo il gruppo che ha “massacrato” la questa Serie A si è sempre dimostrato unito e soprattutto abituato a questa competizione, quindi non resta che avere massima fiducia in una squadra ed in uno staff che se la sono guadagnata tutta: sappiamo già che difenderanno questo titolo con le unghie e con i denti.


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