Marco Bellinazzo a TL: "L'Inter non è più oggetto d'interesse per PIF"

Scritto da Marco Corradi  | 

Da giorni ormai si parla dell'interesse di PIF, il fondo d'investimento dell'Arabia Saudita, per l'Inter. Dalle discussioni sui social, siamo passati alle prime indiscrezioni: Libero si è esposto parecchio sulla trattativa, venendo ripreso a livello nazionale e non solo. Il club nerazzurro, però, è stato accostato a vari gruppi nei mesi scorsi, salvo poi rimanere sempre nelle mani di Suning nonostante le difficoltà del gruppo cinese, e così nella mente dei tifosi permane la cautela. Cautela che aumenta dopo che Marco Bellinazzo, esperto di finanza nel mondo del calcio e maggior riferimento sulle questioni economiche nel mondo del pallone, ha sostanzialmente spento l'entusiasmo dei tifosi ai microfoni di TeleLombardia: il giornalista del Sole 24 Ore ha rilasciato dichiarazioni che lasciano ben poche speranze sulla possibile trattativa con PIF, che ha già acquistato il Newcastle e non sembra valutare altri investimenti. Di seguito le sue dichiarazioni.

L'INTER E PIF - “Prendere un club di prima fascia oltre al Newcastle sarebbe molto complicato, vista l'incompatibilità che si creerebbe con gli inglesi. Il dossier-Inter, dunque, non è più d'interesse per PIF, a meno che non si trovino altre strade o altri soggetti che possano formalmente acquistare un altro club. La priorità di PIF è quella di rilanciare e rendere grande il Newcastle. Riapertura possibile se si dovesse sbloccare il progetto-stadio? Che l'Inter sia in vendita, ora o nell'immediato futuro, lo darei per scontato. La situazione è molto fluida, le vicissitudini di Suning hanno fatto sì che il ruolo di Zhang nel gruppo sia scemato e abbia perso importanza. La compagine societaria dietro Suning è molto più stabile, sono entrati altri gruppi per sostenere il proprietario dell'Inter. Il futuro del club nerazzurro si gioca tra il futuro del progetto-Suning e la ripresa dell'economia cinese: c'è sempre il fondo Oaktree, che può subentrare se non verrà ripagato il bond tra due anni e mezzo. E ci possono essere offerte irrinunciabili di fronte alle quali la famiglia Zhang e Suning potrebbero decidere di vendere. Avere l'ok per lo stadio cambia moltissimo sulle quotazioni e sui ricavi futuri: altri gruppi potrebbero interessarsi, ed è quello che le proprietà di Inter e Milan sotto sotto si augurano”.

IL NUOVO BOND - “Nuovo bond da 400mln? In realtà siamo di fronte a una rinegoziazione dei bond che l'Inter ha già emesso. Quello da 275mln di Oaktree è stato un prestito concesso alla controllante dell'Inter, non è un debito diretto del club: la società li sta versando come finanziamento soci e poi lo trasformerà in capitale man mano che l'erogazione della cifra procederà. Col bond da 400mln si chiuderanno gli altri debiti dell'Inter, e si andrà a mettere a bilancio questo ulteriore debito, sfruttando il fatto che i tassi d'interesse saranno molto più bassi del precedente e che al momento c'è (per il prestito, ndr) tanta liquidità. Un'operazione che dovrebbe dare maggior ossigeno alle finanze del club, e che nasce dal fatto che Suning non può immettere capitale in maniera diretta per le difficoltà del gruppo”. 

IL FUTURO - “Verranno ceduti altri big? Se la situazione non si sblocca e Suning resta al suo posto, l'Inter farà un altro centinaio di milioni di rosso l'anno prossimo. La parte patrimoniale si indebolirà, e quelle perdite andranno a svalutare il patrimonio, che è stato rinforzato rivalutando il brand e il parco calciatori. Ad un certo punto serviranno risorse fresche, e se non ci saranno, l'Inter dovrà ricorrere al mercato e alle cessioni: non più con l'acqua alla gola come nell'estate appena conclusa, ma in maniera oculata. Il progetto-stadio, però, potrebbe accelerare le operazioni di vendita del club o dare il via a un diverso atteggiamento di Suning. D'altronde, le direttive politiche di Pechino sono molto volubili e basate sugli interessi strategici del Governo, dunque imprevedibili…”. 


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