Ieri Handanovic, finalmente, non ha dovuto raccogliere il pallone dalla rete, scena ormai divenuta didascalica in casa Inter, che ieri ottiene il suo secondo clean sheet in campionato, davvero pochi per una squadra che ambisce al titolo, se consideriamo che siamo a fine ottobre e l'ultimo (e fino a ieri unico) risale addirittura alla gara di esordio del 21 Agosto contro il Genoa.

L'immagine della squadra perfetta che vince il campionato, è quella della classica squadra che subisce pochi goal, è un dato quasi scientifico, il dogma di partenza delle filosofie calcistiche di quasi tutti gli allenatori che hanno vinto il titolo negli ultimi anni, meno incassi più punti porti a casa.

Non a caso ieri, Massimiliano Farris vice di Inzaghi (ieri in tribuna per squalifica) ha incentrato il suo ragionamento su un concetto essenziale e chiaro : l'"equilibrio" la parolina magica che è mancata alla squadra in questi mesi, lo snodo cruciale che deciderà le sorti finali di questa Inter che in fase offensiva ha dimostrato di essere una macchina da guerra, mentre, in fase difensiva, ha palesato pesanti difficoltà, che hanno portato Inzaghi sul banco degli imputati.

Ma Simone è un allenatore meticoloso che cura ogni minimo aspetto delle sue squadre, con una grande cultura del lavoro  e in questo ultimo periodo, consolidata la fase offensiva, sta lavorando molto sulla fase difensiva, provando a trovare le contromisure ad un ostacolo serio per il conseguimento degli obbiettivi.

Nelle ultime partite l'Inter ha avuto un atteggiamento diverso, i primi 60' contro la Lazio e la gara contro la Juventus, dove la squadra ha subito meno di zero, sono state due gare all'insegna dell'equilibrio citato da Farris, e anche la gara di ieri, contro un avversario ben messo in campo, in uno stadio ostico. Il mister ha rinforzato il centrocampo, dando maggiore sostanza, e soprattutto registra la posizione del terzetto di difesa in base alle qualità dei singoli difensori e degli interpreti del centrocampo che agiscono da filtro della squadra.

Un anno fa Antonio Conte, tornava sui suoi passi, trovando la soluzione ai troppi goal presi, che non permettevano ai suoi di essere una squadra da tricolore, lo stratega piacentino, sta imboccando la stessa strada, e s e è vero che esistono i corsi e ricorsi storici… 


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