Zappacosta, l'ex allenatore Rastelli: "È molto simile a Spinazzola, nel 3-5-2 di Inzaghi..." - ESCLUSIVA

Il suo tecnico ai tempi dell'Avellino: "Si stava ancora formando, ma aveva una enorme determinazione"

Uno dei nomi accostati all'Inter in questi ultimi giorni è Davide Zappacosta. Per la corsia di destra, i nerazzurri sono alla ricerca del sostituto di Achraf Hakimi, che l'altro giorno è stato ufficializzato dal PSG. 

Zappacosta è di proprietà del Chelsea - con cui è sotto contratto fino al prossimo 30 giugno -, ma nell'ultima stagione ha vestito la casacca del Genoa. 

Molto positiva la sua annata in rossoblu. Nonostante un inizo in salita, dovuto prima alla positività al Covid e poi ad alcuni acciacchi, il giocatore è stato una pedina fondamentale per il Davide Ballardini. Dallo scorso settembre a maggio a totalizzato 24 presenze con 4 gol, di cui uno nel derby contro la Samp, e 2 assist. 

Per parlare di Zappacosta, “Calciomercatointer.eu” ha contattato telefonicamente Massimo Rastelli, nel 2012/2013 suo allenatore all'Avellino. Proprio in quel triennio irpino il calciatore aveva iniziato a mettere in luce le sue ottime qualità. 

Cosa ricorda in particolare di Zappacosta?

Era ancora un ragazzo di 20 anni ma si vedeva già che aveva una grande prospettiva. Tatticamente doveva ancora formarsi perché nasceva come esterno alto. Apprezzavo molto la sua abilità nella corsa e nel cross, ma anche la sua umiltà e la voglia di imparare". 

In questi ultimi anni ha avuto diversi infortuni. Crede che senza quelli ora avrebbe ancora un posto del Chelsea? 

Assolutamente sì, e dico di più: avrebbe potuto tranquillamente essere convocato per questi campionati europei. Ha qualità molto simili a quelle di Spinazzola. Purtroppo gli infortuni lo hanno condizionato moltissimo, ma già quest'anno al Genoa che è stato fisicamente meglio ha disputato un grandissimo campionato". 

Se la pista Inter dovesse concretizzarsi, come lo vedrebbe nel modulo di Inzaghi? 

Dico molto bene. Sarebbe ottimo nel 3-5-2 di Simone”. 

Lei peraltro giocò con Inzaghi ai tempi del Piacenza. Cosa ricorda di lui e cosa pensa di questo suo nuovo step nerazzurro? 

Era un ragazzo determinato e, proprio come suo fratello, con il gol nel sangue. Quanto a questa sua nuova esperienza all'Inter, è normale che sostituire Conte non sarà facile, dal momento che ha portato uno scudetto all'Inter dopo più di dieci anni. Quando si allena ci sono sempre dei rischi, ma fanno parte del mestiere. Ma da quello che leggo, il club vuole sì lottare sempre per vincere, ma riducendo il budget. Forse questo, diciamolo così, ”ridimensionamento" potrebbe paradossalmente aiutare Inzaghi perché avrebbe meno pressione dall'ambiente". 

 

Intervista realizzata da Raffaele Campo 


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