Inter, il ritorno di Lukaku è stato un'allucinazione collettiva?

Le tempistiche del rientro di Big Rom si allungano di settimana in settimana, di mese in mese. Da qui la nostra provocazione: e se il suo ritorno fosse stato solo un'allucinazione collettiva?

Scritto da Marco Corradi  | 
Lautaro e Lukaku festeggiano dopo il goal, fonte: Profilo Twitter Inter

“Torna per l'Udinese". "Anzi no, dopo la sosta e sarà in panchina contro la Roma”. “No no, torna col Sassuolo”. “Con la Salernitana”. “Rischia di tornare contro la Fiorentina”

(I principali quotidiani sportivi su Romelu Lukaku, brancolando nel buio)

“E se non fosse mai tornato?”. È questa la domanda che, tra un aperitivo e l'altro, i tifosi dell'Inter si stanno facendo riguardo a Romelu Lukaku. La situazione riguardante Romelu Lukaku e il suo infortunio sta diventando sempre più grottesca ed è riassumibile in una frase: “E anche questa settimana, torna settimana prossima”.

Riavvolgiamo il nastro e torniamo al ritorno del belga, che si sta trasformando in un non-ritorno. Se non ci fossero le foto della firma/della presentazione e i dati statistici su quelle tre partite giocate in stagione, insieme alle foto degli allenamenti (a parte), verrebbe da pensare di essere di fronte ad un caso di follia collettiva. Il cosiddetto fenomeno della psicosi di massa: ci si convince così tanto di una cosa dal viverla e trasformarla in realtà, contagiando chi ci sta intorno e portandolo a vivere la stessa esperienza. Una sorta di allucinazione collettiva che potrebbe riguardare anche gli interisti e Lukaku: i tifosi volevano così tanto che tornasse, da immaginarselo lì, in nerazzurro e con una grottesca maglia numero 90. Impossibile, dai. In prestito secco, poi.

Ma torniamo seri, e analizziamo una situazione che si sta trasformando appunto in grottesca e sta minando la già flebile sanità mentale interista. Il ritorno di Romelu Lukaku, dopo un precampionato di alti e bassi, inizia nel migliore dei modi e col gol al Lecce: un deja-vu, visto che Big Rom debuttò proprio contro i salentini e segnò subito, nel poker che avviò l'era-Conte. Poi l'assist contro lo Spezia e una prestazione incolore nel ko contro la Lazio, con tanto di sostituzione anticipata. Si pensava che fosse per precauzione, invece ecco la diagnosi ferale: "distrazione dei flessori della coscia sinistra".

Tempi di recupero tutt'altro che certi, con Lukaku costretto a saltare il derby. Inizialmente il rientro era stato fissato per l'Udinese (18 settembre), salvo poi slittare a dopo la sosta: i tifosi aspettavano Lukaku contro la Roma (3 ottobre), ma in seguito è iniziato il valzer dei ritardi: dal Sassuolo (9 ottobre) alla panchina col Barça (12 ottobre) alla Salernitana (16 ottobre), e ora si parla di un rientro previsto per il 22 ottobre contro la Fiorentina. Lukaku si è fatto male il 26 agosto e doveva rimanere ai box un mesetto, invece resterà fuori quasi due mesi se tutto andrà bene. Con lo spettro dei Mondiali che si avvicinano e invitano il belga ad ulteriore cautela per evitare ricadute: il rischio di un Lukaku “a mezzo servizio” è concreto, così come quello di ulteriori ritardi per ottenere una condizione fisica accettabile. E i tifosi si chiedono, provocatoriamente: “Ma è tornato davvero?”. 


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