E' sempre così. Un calciatore può fare benissimo un milione di partite ma alla prima che sbaglia viene ricoperto di critiche. Sempre. Tutti. Alcuni magari, purtroppo, cadono in un loop negativo, altri però rispondono subito agli attacchi già alla partita successiva. Così come hanno fatto Barella e Bastoni.

A seguito della semifinale giocata a San Siro contro la Spagna, i due nerazzurri erano finiti nel mirino dei grandi criticoni seduti sul loro comodissimo divano. Bastoni per via del mancato anticipo su Ferran Torres, in occasione della prima rete della Roja; Barella a causa di una prestazione sottotono e poco incisiva.

Sicuramente una partita andata storta per entrambi, ma non per questo meritevole di così tanti giudizi negativi nei confronti dei due giocatori. E per capirlo bisognerebbe ricordarsi che fino a quella sfida uno, Bastoni, ogni qualvolta che era sceso in campo, dall'inizio o facendo il suo ingresso a partita in corso, aveva sempre chiuso la partita con zero reti subite, arrivando a totalizzare 7 clean sheet consecutivi; l'altro, Barella, dal suo debutto con la maglia azzurra fino a quella sera, non aveva mai assaggiato il sapore della sconfitta, mettendo in fila 37 gare da imbattuto.

A quanto pare sembra se lo fossero dimenticati, ma fa lo stesso: ci hanno pensato Barella e Bastoni, in occasione della sfida - non molto utile - contro il Belgio valida per il terzo posto della Nation's League, a rinfrescargli la memoria.

Barella recupera, strappa, corre, crea, attacca, fa e disfa. Insomma, fa la sua partita standard. E per dare un tocco di talento e classe in più, all'avvio del secondo tempo, si inventa una meraviglia: corner, palla che carambola verso il limite dell'area, sulla traiettoria c'è Nicolò, si coordina da manuale, impatta il pallone al volo, pallone sparato nell'angolino basso, gol. Capolavoro.

Mentre bastoni fa una gara attenta e concentrata: fa una bella accoppiata con Acerbi e quando è il momento si stacca e dà il suo solito manforte offensivo. A fare impressione sono i dati della sua prestazione: 98% di passaggi riusciti, 5 lanci lunghi su 5 riusciti, 5 chiusure difensive, 4 contrasti e intercettazioni, 4 tiri respinti o deviati e nessun dribbling avversario subito. Numeri che delineano al meglio la sua grande prova.

In poche parole, potete pure provare a criticarli quell'unica volta che magari sbagliano ma poi dovrete fare i conti con le loro risposte che daranno sul campo. Un consiglio? Lasciate stare: per ciò che hanno fatto in nazionale, sono incriticabili. 


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