Inzaghi in crescita ma qualcosa ancora non va

Scritto da Manuel Delon  | 

Un grande passo il suo. Dopo 5 anni alla guida della Lazio, quest'estate Simone Inzaghi ha fatto il salto in una realtà più ambiziosa, diventando il tecnico dell'Inter. Non è mai semplice ma quando ti ritrovi in una piazza come quella nerazzurra ci si aspetta il massimo. E lui lo sta facendo in gran parte, ma c'è ancora quolcosa che non va.

In generale l'allenatore piacentino ha intrapreso bene la sua avventura in nerazzurro: al momento è in perfetta linea con gli obiettivi prefissati a inizio stagione, ovvero arrivare tra le prime quattro in campionato per aggiudicarsi un posto in Champions e passare i gironi - seppur sia ancora in corsa con qualche difficoltà - di quest'ultima. Inoltre la squadra, spesso e volentieri, ha dato prova di prestazioni convincenti sotto la sua ala.

Detto questo e premesso che si tratta del suo primo anno in una nuova squadra e il suo primo in una realtà che convive con molte più pressioni, in alcune occasioni ha commesso degli errori che, con un po' di attenzione in più, avrebbe potuto facilmente evitare. Errori che soprattutto sono costati cari. E visto che comunque le sue potenzialità e doti tecniche come allenatore non sono per niente male, è giusto sottolinearli.

La maggior parte, o meglio quelli più evidenti, si riconducono tutti nei cambi e nella lettura della gara poco attenta del nuovo mister nerazzurro. Come visto, per esempio, nella gara di ieri sera tra l'Inter e la Juventus. Tatticamente partita preparata in maniera impeccabile ma è bastato poco per rimettere tutto in discussione.

Col senno del poi - ma anche del prima -, sostuire Perisic, uno dei migliori in campo - che aveva un problema, quindi non si giudica la sua uscita dal campo - con Dumfries, in un momento in cui mentalmente è in palese difficoltà e in una sfida delicata, non è stata propriamente una scelta saggia. E, al netto che non può farci molto - se non bacchettarlo a dovere - sull'ingenuità del giocatore, di fatto sì è visto.

Lo stesso vale per il cambio che ha visto entrare Gagliardini per Calhanoglu, in gran forma ieri sera. Il turco non stava bene e l'uscita dal terreno di gioco era quasi obbligata, ma l'ex Atalanta non era l'uomo adatto per il match in questione. Infatti, come si è dimostrato, questa sostituzione ha favorito il possesso palla dell'avversario, costringendo i nerazzurri a stare più indietro con il baricentro.

Tornando più indietro, invece, viene in mente la gara contro la Lazio. Ogni cambio, a fronte di quelli azzeccati da Sarri, è stato totalmente cannato. Tant'è che dopo i cambi, i biancocelesti si sono presi in mano il gioco.

Oppure, perché alle volte l'errore era di partenza, contro lo Shakhtar in Champions dove ha preferito fare a meno di Perisic, l'uomo sicuramente più in forma dei nerazzurri, per tutti i 90'. Ma questo rientra in un'altra categoria di sbaglio: quella di far troppi esperimenti e turn-over, e affidarsi meno a chi al momento dà molte più certezze. Se ben ricordate, in quella sfida al posto del croato giocò Dimarco che tenne la sua peggior prova della stagione.

Per carità, tutti questi sono errori che fanno parte di un percorso di crescita ma dal momento che l'Inter attualmente, la rosa per giocarsi alla pari lo scudetto con le altre concorrenti, ce l'ha e Inzaghi è un buon allenatore, lo ha dimostrato, ci si aspetta che possa mettere a punto queste falle. Anche perché sistemate, questa Inter con questo allenatore può togliersi davvero tante soddisfazioni.

 

 


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