Lukaku e Hakimi non brillano: la mancanza di "casa" si fa sentire

Lukaku in chiara ed evidente difficoltà al Chelsea e Hakimi al Psg non brilla: accusato da ʼL'Equipeʼ di scarso rendimento. L'Inter non sarà un grande club quanto questi ma di certo è una bella casa.

Scritto da Manuel Delon  | 
Lukaku e Hakimi, fonte: Instagram.

Casa. Quella che in qualunque posto ti trovi, che sia una villa di lusso affaciata sul mare più bello o una baracca in mezzo al nulla, ti fa star bene. Quella che non bada alle apparenze che ingannano gli occhi ma che scalda il cuore.

A volte, però, bisogna lasciare il proprio rifugio per intraprendere nuove strade e cercare di costruirne una nuova. Come hanno fatto quest'estate, chi per una sua decisione e chi per questioni esterne e non dipese da lui, Lukaku e Hakimi.

Come ben sapete, gli ex nerazzurri si sono trasferiti durante la sessione di mercato estiva rispettivamente nel Chelsea e nel PSG. Sicuramente due grandi club con obiettivi più ambiziosi rispetto a quelli dell'Inter, che, sulla carta, si adattano meglio alle esigenze e desideri dei due calciatori.

Non si può negare infatti - con tutto il rispetto per la storia e la grandezza della Beneamata - che passare dall'Inter a vestire la maglia dei blues o dei parigini sia un notevole passo avanti nella carriera di un calciatore al giorno d'oggi. Anche perché significa che si passa da giocare per il passaggio dei gironi di Champions League a giocare per vincerla.

E' altrettanto innegabile, però, che entrambi stiano riscontrando molte più difficoltà del previsto in queste nuove realtà. Ormai sono mesi che Lukaku non riesce ad incidere ed appare più un peso che un valore aggiunto per la squadra. A tal punto che i suoi tifosi lo hanno già abbandonato. Mentre Hakimi è stato accusato dal quotidiano francese di spicco, L'Equipe, di scarso rendimento.

Non che sia una cosa così inaspettata. Dopotutto, il gioco che propone Tuchel non è adatto a valorizzare le caratteristiche del belga mentre il marocchino a Parigi non gioca nella sua posizione ideale, ovvero nel ruolo di esterno di centrocampo, ma bensì in quello di terzino della difesa: cosa che, per un giocatore portato più alla fase offensiva, non è il massimo.

Ed è qui che si capisce che magari l'Inter non è un grande club quanto Chelsea e PSG ma sicuramente è una bella casa. Dove l'intento è valorizzare tutti e non lasciare indietro nessuno. Dove se c'è rispetto e impegno per i colori, sarai sempre amato e sostenuto, anche quando ci saranno i momenti "no".

Ormai loro sono il passato ma questo tipo di ambiente è sempre presente. Come valeva per loro, vale adesso per chi ha preso il loro posto e chi è rimasto: finché vestiranno la maglia dell'Inter, saranno a casa

 

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