L’Inter non molla mai, testa e cuore come nessuno per i nerazzurri

Scritto da Filippo Rivani Farolfi  | 

Per la terza volta in stagione l’Inter ha chiuso il primo tempo in svantaggio per poi ribaltare la situazione e portare a casa i tre punti. Non era mai accaduto nella storia della Beneamata.

I ragazzi di Simone Inzaghi, infatti, nell'insidiosa trasferta di Reggio Emilia di ieri sera, si sono trovati negli spogliatoi al 45^ minuto in svantaggio, situazione già verificatasi anche contro il Verona nella seconda giornata e contro la Fiorentina alla quinta giornata. 15 minuti di time out per riorganizzare le idee, qualche cambio vincente, e l'Inter ha ribaltato tutte e tre le volte la situazione mettendo in cascina ben 9 punti rispetto a quelli segnati all'intervallo.

Tutto ciò non è casuale, anzi. L'Inter campione d'Italia in estate ha perso molto ma i giocatori rimasti hanno dimostrato di aver acquisito la mentalità vincente e lo stanno dimostrando in queste prime giornate. In questa situazione si aggiunga anche come Inzaghi dalla panchina abbia spesso tirato fuori armi vincenti dimostrando come i nerazzurri abbiano aumentato le risorse a disposizione. L'Inter è calata da un punto di vista di qualità tecnica degli 11 titolari, ma ha guadagnato in tema di profondità della rosa ed entrambi i fattori si sono visti in queste prime uscite.

La mentalità vincente di chi è rimasto viene sommata all'esperienza di alcuni giocatori che, seppur avanti con gli anni, hanno vinto molte battaglie sui campi da gioco e sanno come aiutare i compagni quando arriva il momento di andare in guerra. Gente come Dzeko e Vidal ha un palmares di tutto rispetto e quando la palla scotta non si tirano certamente indietro. Proprio il cigno di Sarajevo ha segnato in due delle tre rimonte dei nerazzurri, cambiando drasticamente la partita, sia contro la Fiorentina che ieri sera contro il Sassuolo. Per Vidal, invece, non servono presentazioni: uno che è soprannominato “il guerriero” è uno che nei momenti difficili si esalta.

L'Inter è forte, soprattutto nella testa. Le rimonte non sono mai casuali e quando diventano una costante dimostrano come la squadra in grado di metterle in atto abbia una caparbietà e una volontà d'animo fuori dal comune. In Sudamerica si chiama “Huevos”, in italiano l'equivalente è sicuramente più volgare ma possiamo parlare di “attributi” senza che nessuno si scandalizzi. Gli uomini di Inzaghi ne hanno a iosa, chiedete a Verona, Fiorentina e Sassuolo.


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