Lo Sheriff Tiraspol: tra indipendenza, nostalgia per l'URSS e un'azienda onnipresente

La piccola squadra moldava che tanto sta facendo parlare di sé ha una storia particolare, come la regione nella quale ha sede dal 1997, anno della fondazione

Scritto da Federico Sanzovo  | 
Un momento della sfida di San Siro (Instagram)

Arrivare a giocare in Champions League rappresenta per moltissime società un obiettivo stagione. Anche i club medio-grandi dei principali campionati europei vedono nell’accesso alla massima competizione continentale un traguardo da festeggiare. Ci sono club che invece guardano al palcoscenico europeo come a un miraggio: spesso si tratta di una mera illusione, ma ogni tanto può avvenire il miracolo. Uno di questi miracoli ha toccato il Fotbal Club Sheriff Tiraspol, compagine che dalla piccola Moldavia è arrivata a sfidare, e battere, il Real Madrid di Carlo Ancelotti. Per di più tra le mura del mitico Santiago Bernabéu di Madrid.

Insomma, il cammino che questa piccola formazione sta compiendo in Champions (ha sconfitto anche lo Shakhtar) ha dell’incredibile. Se poi si aggiunge che le squadre dei campionati minori sono costrette ad affrontare diversi turni preliminari e che si tratta della prima formazione moldava a predere parte all'ex Coppa dei Campioni, allora il risultato raggiunto dallo Sheriff assume i connotati dell’impresa. Resta però un particolare, tutt’altro che secondario, da sottolineare e che fa superare anche la definizione d’impresa a questa cavalcata europea e la fa entrare di diritto nella storia del calcio europeo. Questo dettaglio esula dal calcio ed entra, a gamba tesa verrebbe da dire, nella politica: sì, perché la città di Tiraspol, dove il club ha sede, è sì una città moldava ma de facto la capitale di una nazione non riconosciuta, la Transnistria.

Una nazione che non esiste

Dichiaratasi indipendente a più riprese a partire dal 1990, la Transnistria è una regione che corre lungo tutto il confine orientale della Moldavia e si trova schiacciata tra quest’ultima e l’Ucraina. In questa parte di mondo la guerra fredda sembra non essere mai terminata, basta guardare la bandiera per accorgersene: un drappo rosso, tagliato da una banda verde, il tutto ornato dal simbolo della falce e del martello collocato nella parte sinistra.

Ma da dove viene questa ventata nostalgica? Dal crollo dell’Unione Sovietica, anzi da un po’ prima: la regione, infatti per decenni si è trovata a metà tra più culture, quelle romena e moldava a ovest e quelle ucraina e russa dall’altra. Dopo vari passaggi di mano, durante il periodo sovietico la Transnistria venne sottoposta a una forte opera di russificazione che portò molte persone provenienti dalla parte orientale del confine nella zona. Quando l’Unione Sovietica iniziò a sgretolarsi, queste si sentirono politicamente isolate e per questo dichiararono la propria indipendenza. Quando fu la volta della Moldavia proclamarsi indipendente dall’URSS, la Transnistria fece lo stesso a sua volta proprio ai danni della neonata repubblica.

Seguì una guerra di due anni con i russi a supporto della piccola regione e che si concluse con un cessate il fuoco che non risolse i problemi tra la Moldavia e la regione, nonostante la prima avesse garantito una sorta di autonomia alla seconda. E a oggi, questa regione di mezzo milione di abitanti continua a essere una zona separatista che si dichiara indipendente: un’indipendenza non riconosciuta nemmeno dall’”amica” Russia.

E un club onnipresente

E in questa situazione surreale, dove si colloca il club che tanto bene sta facendo in Champions League? Sembrerà impossibile, ma la risposta ha dell’assurdo: il club ha una storia ancora più incredibile della regione che lo ospita. Come riportato da Roberto Scarcella sulla rivista online Ultimouomo: "Lo Sheriff gioca in uno stadio che si chiama Sheriff, all’interno di un complesso sportivo che si chiama Sheriff. A costruirlo è stata una ditta edile dal nome a questo punto prevedibile: Sheriff. Sheriff è anche il nome di una catena di supermercati, di un’azienda di telefonia fissa e mobile, di una tv, di tre depositi di petrolio e undici stazioni di servizio, di un megaparcheggio e di un hotel... Se vai su Google Maps, ti posizioni su Tiraspol e digiti Sheriff, compaiono talmente tanti puntini rossi da ingoiare la città".

Il club, nato nel 1997 per volere di due ex funzionari del KGB, è la squadra più titolata della Moldavia ed è di proprietà proprio della…Sheriff Ltd. una holding che come appunto si è visto nel compendio di Scarcella, opera in praticamente ogni settore presente sul mercato. Dal petrolio alle concessionarie di auto, passando per la comunicazione e l’edilizia, ma anche supermercati, cinema, tabacco: tutto è in mano alla società che, pare, perori anche la causa dell’indipendentismo.

In questo contesto unico, si collocano quindi i risultati importantissimi che i ragazzi allenati da Jurij Vernydub stanno regalando in Champions League e che hanno sorpreso tantissimi appassionati che, oltre ad aver conosciuto l’uzbeko Jasurbek Yaxshiboyev e il lussemburghese Sébastien Thill, autori dei gol al Madrid, e il loro capitano, il colombiano Frank Castañeda, hanno sentito parlare, forse per la prima volta nella loro vita, della storia incredibile della Transnistria.

Federico Sanzovo


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