In vista di Inter-Bayern, in programma domani sera a San Siro, “La Gazzetta dello Sport” ha intervistato Lukas Podolski, 37 anni e doppio ex della sfida. 

Per l'attaccante tedesco sei mesi in nerazzurro da gennaio a maggio 2015. 

Queste le sue dichiarazioni: "Ho visto le partite dell’Inter, però prima del derby. Sono bravi. Ma se vedi il Bayern, non ci sono novità: vincono sempre, come nell’ultimo decennio. Per l’Inter sarà molto difficile. Il Bayern ha tante qualità. 

Lukaku assente? Ci sarà Edin Dzeko che conosce il Bayern anche se non è quello contro cui ha giocato in Bundesliga. I tedeschi però si ricordano di lui, sanno che ha sempre grandi doti. Edin saprà essere pericoloso, non sarà un problema per l’Inter l’assenza di Lukaku. Sarà una partita avvincente, appassionante. E sulla carta il Bayern è favorito, ma non deve pensare di avere già i due match in tasca. L’Inter è cresciuta molto in questi anni, dentro e fuori dal campo. Il marchio Inter è diventato ancora più importante. È bello vedere che il club è tornato in Champions, ha vinto e lotta per lo scudetto". 

Poi: “Ultimamente il Bayern vince sempre a Milano? Nel 2006 c’ero anch’io. E segnai. Di destro. Dribblando il portiere, che era Julio Cesar. Feci il mio primo gol in Champions proprio nel tempio di San Siro e di destro. Ero un ragazzo. Pazzesco”. 

Infine sui suoi mesi all'Inter: “Quando arrivai nel gennaio 2015 l’Inter non era al punto di adesso, stava cambiando pelle, anche a livello dirigenziale. L’errore è stato accettare il trasferimento in inverno. Non mi sono mai piaciuti i prestiti di sei mesi, sono arrivato che ero anche malato. Non ho trovato la forma subito, il tempo è poco e la gente - in generale, tifosi e addetti ai lavori - non ha avuto pazienza con me. Dovevo andare bene subito e segnare 10 gol, ma non è sempre facile, magari vai bene per tre stagioni poi cali per due mesi ed è tutto brutto. Però mi è rimasto molto di quell’esperienza e l’Inter è sempre gentile con me”.


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